Calvizie: la ricrescita dei capelli si ottiene con un’autotrasfusione

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Far ricrescere i capelli contrastando la calvizie senza prodotti chimici e senza ricorrere al trapianto, ora è possibile. La nuova tecnica si basa su una sorta di autotrasfusione ed è stata sperimentata con successo presso l’Istituto dermopatico dell’Immacolata (Idi) Irccs di Roma su un nutrito numero di soggetti per una durata di tre anni. Il risultato è considerato di un grande successo: la ricrescita dei capelli nell’80% dei pazienti trattati per alopecia androgenetica.

Lo studio, condotto dall’Unità di Medicina rigenerativa dell’Idi di Roma, è stato pubblicato sul numero di luglio della rivista scientifica Dermatologic surgery con il titolo Injectable Platelet-, Leukocyte-, and Fibrin-Rich Plasma (iL-PRF) in the Management of Androgenetic Alopecia e porta la firma del responsabile dell’Unità Giovanni Schiavone e dei dottori Andrea Paradisi (ospedale Cristo Re), Francesco Ricci e Damiano Abeni.

La sperimentazione si è concentrata su una patologia specifica ovvero la alopecia androgenetica, quella che è la tipologia più comune di calvizie che fa cadere i capelli sia a donne che uomini, giovani o più avanti con gli anni. I ricercatori hanno messo a punto una terapia biologica e cellulare basata sull’infiltrazione di derivati del sangue. Le informazioni contenute nello studio illustrano l’efficacia della terapia e mettono in evidenza l’importanza delle piastrine e di alcune proteine presenti nel sangue concentrate con una nuova tecnica che prevede l’uso di un emoconcentratore progettato e prodotto da una azienda italiana leader del settore.

L’emoderivato, lo iL-PRF, è praticamente plasma ricco di piastrine, globuli bianchi e fibrina. Sono stati seguiti 168 casi di persone (102 uomini e 66 donne) che perdevano i capelli e controllati per tre anni (età media 28 anni per gli uomini e 36 per le donne). Il meccanismo prevede un prelievo di sangue al paziente che viene trattato con l’uso dell’emoconcentratore e da cui si scinde il plasma ricco di piastrine, globuli bianchi e fibrina. Che viene quindi iniettato nella zona della testa dove c’è stata la caduta di capelli. La terapia può essere usata più volte, non ha effetti collaterali se non in alcuni casi sensazione di gonfiore o bruciore tra le 48 e le 72 ore successive e si risolve spontaneamente. La tecnica fa parte della medicina rigenerativa che già da anni viene usata per contrastare alcune malattie come per esempio l’artrosi al ginocchio. «Tra le applicazioni possibili, anche l’uso per le persone che hanno perso i capelli a causa della chemioterapia», spiega Giovanni Schiavone, primo autore dello studio.

Il metodo richiama quello sulle cellule staminali condotto nel Sanford-Burnham Medical Research Institute di San Diego in USA qui descritto.

Relativamente alla sperimentazione italiana, si è proceduto a due sole iniezioni con un intervallo di 3 mesi tra i due interventi. I pazienti sono stati suddivisi in un gruppo di trattamento (TG) e in un gruppo di controllo (CG). Si sono analizzate le macrofotografie della zona interessata dall’autotrasfusione, la prima scattata al basale e l’altra dopo 6 mesi. Le immagini sono state valutate da un gruppo di esperti di cinque persone (ignare della mission) utilizzando la scala di 15 punti proposta da Jaeschke per valutare il cambiamento clinico.

IL RISULTATO

Complessivamente, i TG hanno mostrato punteggi migliori rispetto al gruppo di controllo CG in tutte e 5 le classi di valutazione del medico, nel globale rispetto basale, in tutte le fasce di età e in entrambi i sessi, e tali differenze hanno sempre raggiunto significatività statistica. Più era grave la calvizie al basale e maggiore è stato il miglioramento dopo il trattamento nel gruppo trattato TG.

Anche il ricorso a questi prodotti che intervengono sull’autoimmunità, secondo uno studio specializzato, produce risultati positivi nel 50% dei casi ma con recidive della calvizie alla sospensione del trattamento.

IL COSTO

Al momento il trattamento in Italia è disponibile solo presso l’Unità di medicina rigenerativa dell’Idi di Roma (Via Monti di Creta 104) e solo dopo una visita dal dermatologo. Anche in regime convenzionato il costo non è propriamente esiguo (siamo intorno ai 1500 euro), ma se si pensa a tutti i soldi spesi per lozioni e fiale per la maggior parte dei casi inefficaci (e in questo caso anche pericoloso), probabilmente l’investimento per riavere la propria chioma sembrerà meno dispendioso.

QUESTO E’ L’ESTRATTO DELLO STUDIO dell’IDI di Roma pubblicato su Dermatologic Surgery. 

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