Trial Covid-19, arruolati in USA i primi 510 pazienti per la terapia con idrossiclorochina

Avviato negli Stati Uniti il trial clinico su 510 malati di covid-19 con idrossiclorochina: 400 mg due volte al giorno, poi 200 mg al giorno

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E’ iniziata su larga scala anche negli Usa la sperimentazione dell’idrossiclororichina nella lotta contro gli effetti patologici del coronavirus, la covid-19.

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Il trial clinico si impone perché, come spiegano i ricercatori nell’articolo “Outcomes Related to COVID-19 Treated With Hydroxychloroquine Among In-patients With Symptomatic Disease” (ORCHID), già “molti ospedali statunitensi utilizzano attualmente l’idrossiclorochina come terapia di prima linea per i pazienti ospedalizzati con COVID-19 nonostante i dati clinici estremamente limitati a sostegno della sua efficacia”. I dati a cui si riferiscono gli studiosi sono quelli lanciati a livello internazionale da Didier Raoult, direttore del Policlinico universitario di Marsiglia (IHU) (leggi qui).

I primi 510 pazienti affetti da covid-19 sono stati arruolati a partire dal 2 aprile nello stato del Tennessee presso il Vanderbilt University Medical Center di Nashville, istituto che fa parte della rete del National Institutes of Health. Più specificatamente l’istituto è specializzato nella prevenzione e trattamento precoce delle lesioni polmonari acute (PETAL) e cardiopolmonari.

Lo studio clinico sarà condotto con la metodologia del randomizzato in cieco, controllato con placebo. Tutti i partecipanti allo studio continueranno a ricevere cure cliniche come indicato per le loro condizioni.

L’idrossiclorochina è usata per trattare la malaria e condizioni reumatoidi come l’artrite. In vari studi, il farmaco è un agente antimicrobico con proprietà immunomodulatorie e antivirali con un profilo di sicurezza stabilito a dosi appropriate. Attenzione però, sottolineano i ricercatori, perché “il farmaco non è privo di rischi in quanto anche l’uso a breve termine può causare aritmie cardiache, convulsioni, reazioni dermatologiche e ipoglicemia”.

I partecipanti al trial ORCHID verranno assegnati in modo casuale a ricevere idrossiclorochina 400 mg due volte al giorno (primo giorno), quindi 200 mg due volte al giorno per le successive otto dosi (giorni 2-5) o un placebo due volte al giorno per cinque giorni. La valutazione finale si farà al giorno 15° dal trattamento.

In un articolo pubblicato su “Il Messaggero” il 12 aprile, il vicepresidente dell’Ordine dei medici di Roma e leader della Federazione dei medici di medicina generale, Pierluigi Bartoletti, segnala che l’idrossiclorochina (Plaquenil) viene prescritta nei pazienti affetti da covid-19 seguiti a casa. “Ci sono i protocolli per usarlo, possiamo prescriverlo non a tutti, ma a chi può assumerlo in relazione al rapporto tra rischio nel prescriverlo e il beneficio – specifica Bartoletti – Può essere utilizzato solo sotto stretto controllo medico e da chi ha a disposizione un pulsossimetro con cui può controllare il livello di ossigeno. Si usa per chi è a rischio complicanze”.

I risultati, secondo Bartoletti, sembrano confortanti. “Stiamo ottenendo clinicamente buoni risultati con l’idrossiclorochina, molti ci riferiscono un miglioramento dei sintomi dopo poco tempo. Ma si tratta solo di un pezzo della terapia”.

Qui puoi leggere il dettaglio della sperimentazione in USA.

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