La recrudescenza del virus del Covid, almeno secondo i dati francesi, è evidente: in questi giorni un test su quattro risulta positivo, un aumento significativo rispetto ai dati estivi quando era positivo uno su dieci. Un’estensione delle infezioni attesa ora anche in Italia.
Più che raddoppiata la positività al Covid dei test in poche settimane: da un positivo su 10 dell’estate a uno su 4 dei primi giorni d’autunno. Iniziata la campagna vaccinale in Italia
Le nuove varianti del Covid, pur non essendo considerate più pericolose, causano sintomi fastidiosi come febbre alta, mal di testa e mal di gola. L’infettivologa francese Anne-Claude Crémieux sottolinea l’importanza di rinnovare la protezione, anche per chi ha già ricevuto più dosi. La vaccinazione contro le forme gravi del virus, infatti, tende a diminuire dopo circa sei mesi, rendendo la vaccinazione autunnale cruciale per mantenere l’immunità.

La raccomandazione principale si rivolge agli over 65, alle persone con patologie a rischio e alle donne in gravidanza. Tuttavia, il vaccino rimarrà gratuito e accessibile a tutti. È fondamentale ricordare che i vaccini precedenti non offrono una protezione sufficiente contro le nuove varianti, per cui è indispensabile attendere la nuova formulazione.
In Francia, in attesa del nuovo vaccino che arriverà solo a partire dal 14 ottobre, il Ministero della Salute ribadisce l’importanza delle misure di barriera, come l’uso della mascherina, per limitare la circolazione del virus e proteggere la propria salute e quella degli altri.
L’Italia più avanti della Francia
In Italia la campagna vaccinale 2025/26 è già partita alla fine del mese di settembre. Il vaccino anti Sars Cov-2 sarà Comirnaty, Vaccino a mRNA anti-COVID-19 come indicato dal Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute: il vaccino è adattato alla variante LP.8.1.
Una dose di richiamo del vaccino verrà offerta attivamente alle categorie individuate dalla circolare, fra cui non rientrano i Medici Veterinari. Gli operatori sanitari e sociosanitari individuati per l’offerta attiva della vaccinazione sono quelli “addetti all’assistenza negli ospedali, nel territorio e nelle strutture di lungodegenza; studenti di medicina, delle professioni sanitarie che effettuano tirocini in strutture assistenziali e tutto il personale sanitario e sociosanitario in formazione“.
Ovviamente destinatari della vaccinazione, che presenta una dose di richiamo annuale, è suggerita ai cittadini dai 65 anni in su e coloro che soffrono di patologie che aumentano il rischio di complicanze gravi, nonché le donne in gravidanza o nel post partum.
L’aver contratto una infezione da SARS-CoV-2, anche recente, dopo il precedente richiamo, non rappresenta una controindicazione alla vaccinazione. E’ possibile la co-somministrazione dei nuovi vaccini aggiornati con altri vaccini (con particolare riferimento al vaccino antinfluenzale), fatte salve eventuali specifiche indicazioni d’uso o valutazioni cliniche.





