Obesità e percorsi di cura: un film per sensibilizzare sul fenomeno

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L’obesità è una malattia causata da molteplici fattori: stile di vita, fattori genetici, ambientali, psicologici ed è la principale causa di morte prevenibile in tutto il mondo. In Italia oltre 5 milioni di persone sono obese, con conseguenti elevati costi sanitari, e il numero è destinato ad aumentare nei prossimi 10 anni.

IL CINEFESTIVAL FILM “DI PESO” 

Nell’ambito delle manifestazioni collegate all’Obesity Day 2016 del 10 ottobre (QUI TROVI TUTTI GLI EVENTI) il Bariatric Center of Excellence – UOC Chirurgia Generale de La Sapienza Università di Roma – Polo Pontino in collaborazione con Amici Obesi Onlus ha indetto la Prima Edizione del Cinefestival Film “di peso”. La finalità del Cinefestival è quella di sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sulle tematiche dell’obesità e delle gravi malattie ad essa correlata (può comportare un’aspettativa di vita inferiore di 10 anni come segnala QUESTO STUDIO). Il concorso è riservato a professionisti e amatori che invieranno un cortometraggio della durata massima di 15 minuti che racconti storie di obesità e del suo percorso di cura. La partecipazione al concorso è gratuita. OBESITA

Il cortometraggio, editato secondo le regole previste dal bando http://www.filmdipeso.it/ , dovrà essere originale e raccontare una storia di “obesità” in tutte le sue sfaccettature (sociali, psicologiche, relazionali, fisiche, accesso alle cure). Una giuria qualificata, composta da registi, attori, giornalisti, operatori sanitari esperti del settore, (direttore scientifico Gianfranco Silecchia, direttore artistico Stefano Cioffi) selezionerà i 10 migliori cortometraggi che saranno presentati e proiettati il 12.11.2016 in occasione della manifestazione che si svolgerà presso l’auditorium del Polo Integrato Sapienza Università di Roma-Icot a Latina, e che comprenderà altresì una sessione di “medicina narrativa” sul tema della patologia dell’obesità e dei suoi percorsi di cura.

L’ISPIRAZIONE DA STORIE DI VITA REALE

Sono innumerevoli i volumi che hanno per tema l’obesità e il sovrappeso. In 102 chili sull’anima. La storia di una donna e della sua muta per uscire dall’obesità Francesca Sanzo, autrice e protagonista di questa storia, nel 2013 intraprende una dieta per perdere 40 chili e passare dall’essere una persona gravemente obesa a rientrare nel corpo che si sente addosso. Il suo percorso è una vera e propria muta, perché per perdere molti chili bisogna prima di tutto capire perché. Io, ciccione è la biografia dell’attore di successo Roscoe “Ciccione” Arbuckle, famosissimi tra il 1913 ed il 1921. Permeato di una delicata ironia è il romanzo  Le ciccione lo fanno meglio ed il sequel della stessa autrice Le ciccione lo fanno sempre meglio. Simpatico e rassicurante è, poi, È tutto grasso che vola. La bella vita di un ciccione che gioca sull’assurda schiavitù sociale di essere tutti magri come una modella di Armani: anche chi è pingue ha il suo fascino e la gola è un peccato che è un vero peccato non soddisfare. In La strana storia dell’obesità viene narrato che tutto comincia a metà Ottocento, quando i medici prendono a considerare gli individui grassi come propri pazienti, e a cercare nuovi rimedi – dalle tradizionali diete alle tecniche chirurgiche d’avanguardia – per vincere la guerra all’obesità.  In controtendenza ma ugualmente utile è  Il peso del corpo. Un’analisi antropologica dell’obesità a Tonga dove si racconta che  in Polinesia, e in particolare nel regno di Tonga, un corpo grosso è rappresentativo di alto status sociale, forza, potere e buona salute: il mondo Occidentale, tuttavia, ossessionato dalla magrezza,  ha relegato quegli abitanti in una condizione patologica.

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