Frutta e verdura meno costose: dagli Usa la proposta per ridurre infarti e ictus

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Una riduzione del 10% del prezzo di frutta e verdura in combinazione con un’equivalente aumento del prezzo delle bibite potrebbero impedire un numero significativo di decessi dovuti a malattie cardiovascolari negli Stati Uniti, secondo uno studio presentato alla conferenza sull’epidemiologia e lo stile di vita della American Heart Association, in corso a Phoenix (Arizona, sud-ovest).

MIGLIAIA DI INFARTI E DI MORTI IN MENO OGNI ANNO

“Cambiare la vostra dieta può essere difficile, ma cambiamenti del mercato alimentare potrebbero contribuire a raggiungere questo obiettivo con un impatto significativo sulla salute cardiovascolare“, ha sottolineato il dottor Thomas Gaziano, docente presso la Facoltà di Salute pubblica alla Harvard University di Massachusetts. Secondo i ricercatori, un calo del 10% del prezzo di frutta e verdura può ridurre la mortalità cardiovascolare dell’1,2% in cinque anni e quasi del 2% più di venti anni, con un calo del 4% di infarti. Inoltre, da solo, un aumento del 10% del prezzo delle bibite e delle altre bevande zuccherate potrebbe ridurre quasi dello 0,1% di morte cardiovascolare nell’arco di cinque anni e 0,12% in più di venti anni. I casi di diabete potrebbero diminuire dello 0,2% in cinque anni e dello 0,7% in venti anni, secondo lo studio. VERDURE

Negli Stati Uniti queste due evoluzioni tariffarie combinate impedirebbero entro il 2035 alcuni dei 515.000 decessi dovuti a malattie cardiovascolari e dei circa 675.000 infarti cardiaci e ictus non fatali. Tradotta in numeri la proposta degli studiosi significa che una campagna di promozione del consumo di frutta e verdura potrebbe salvare negli USA tra 7.500 e 8.300 vite l’anno. Una campagna multimediale della durata di 15 anni, riducendo il tasso di mortalità dello 0,3 per cento, significherebbe la salvezza tra 22.800 e 24.800 persone in 15 anni, come sostengono i ricercatori.

LE ESPERIENZE GIA’ AVVIATE

Questo lavoro dimostra che bisogna agire sui prezzi degli alimenti, in associazione con “una tassa modesta sulle vendite e a ussidi governativi per meglio valutare i costi reali del cibo sulla salute e sulla società“, ha osservato il dottor Dariush Mozaffarian della Tufts University (Massachusetts). QUI PUOI LEGGERE la sintesi dello studio prodotto dalla American Heart Association.

Diversi stati e comuni, come quello di New York e quello di San Francisco, hanno già provato, senza successo, di imporre una tassa sulle bibite analcoliche negli Stati Uniti. La tribù Navajo, composta da 173.600 membri, tuttavia, ha raggiunto nel 2015 di istituire due passi in questa direzione: abolizione delle imposte su frutta e verdura e aumentarle per i prodotti cosiddetti del “cibo spazzatura”, tra cui le bibite . Il messaggio sugli effetti negativi del cibo spazzatura è stato inteso dal pubblico americano: negli ultimi venti anni, le vendite di soft drink sono diminuite di oltre il 25%. In Messico è stata adottata una tassa sul peso per litro delle bibite e un recente studio dimostra un calo delle vendite. QUESTI STUDI dimostrano i gravi rischi che si corrono fin da giovani nel consumo di bibite zuccherate mentre in QUESTA RICERCA si ipotizza addirittura un pericolo cancerogeno. In QUESTA PAGINA invece puoi scoprire gli innumerevoli benefici derivanti dal consumo di frutta e verdura.

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