Il peperoncino allunga la vita, meglio se mangiato fresco

Studi internazionali rivelano il potere del peperoncino e della capsaicina contenuta sulla salute del cuore e dei vasi: il suo consumo dimezza il rischio di infarti e di ictus

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PEPERONCINI3Mangiare peperoncino, soprattutto fresco, allunga la vita. E, nelle donne, tiene lontani diversi tipi di infezioni. L’importante è consumarlo il più spesso possibile.

IL POTERE SALUTARE DELLA CAPSAICINA

Rispetto alle persone che hanno mangiato cibi piccanti meno di una volta alla settimana, quelli che consumano peperoncino almeno 3-5 volte alla settimana hanno l ​​14% in meno di probabilità di morire mentre venivano monitorati dal gruppo di ricerca internazionale. Inoltre, già quelli che hanno mangiato pasti piccanti una o due volte a settimana hanno avuto il 10% in meno di probabilità di morire durante il periodo di studio. A rivelarlo è il rapporto “Consumption of spicy foods and total and cause specific mortality: population based cohort study” pubblicato sulla rivista medica BMJ (British Medical Journal).

Gli scienziati hanno da tempo riconosciuto che le spezie hanno effetti benefici sulla salute. In particolare, la capsaicina, l’elemento contenuto nel peperoncino, ha dimostrato di combattere l’infiammazione, la pressione alta, e, tra gli altri malanni, l’obesità e il cancro. Gli esperti ipotizzano anche che le proprietà antibatteriche di certe spezie potrebbero migliorare la salute influenzando la fauna di microbi presente nell’intestino.

UNO STUDIO SU QUASI MEZZO MILIONE DI CINESI

Per fare luce su proprietà e meccanismi d’azione, un gruppo internazionale di ricercatori ha analizzato i dati di 487.375 persone provenienti da dieci diverse regioni della Cina, che partecipavano allo studio della Cina Kadoorie Biobank, uno sforzo che mira a replicare le cause delle malattie croniche nel paese più popoloso del mondo. Tutti i partecipanti erano di età compresa tra 30 e 79 quando sono entrati nel loro studio, e sono stati monitorati per una media di circa sette anni, tra il 2004 ed il 2013.
Una volta arruolati nello studio, i volontari hanno risposto a domande dettagliate sulla storia della loro salute, sulle scelte di vita e sulle abitudini alimentari, tra le quali soprattutto la frequenza con cui mangiavano cibi piccanti. I ricercatori hanno sincronizzato le loro risponde con i registri di morte per vedere se riuscivano a trovare eventuali correlazioni tra il consumo di spezie e le cause dei decessi.
Nel complesso, si è scoperto che più spesso si mangiavano cibi piccanti e più probabile era la sopravvivenza fino alla fine del 2013. Questo era vero anche dopo la valutazione di età, sesso e altri fattori condizionanti.

Ma non tutte le cause di morte sembravano essere influenzati allo stesso modo dal consumo di spezie, secondo lo studio. Rispetto a coloro che mangiavano cibi piccanti meno di una volta alla settimana, coloro che li mangiavano sei o sette giorni a settimana hanno fatto registrare il ​​29% in meno nella probabilità di morire di malattie respiratorie, il 22% in meno di probabilità di morire di cardiopatia ischemica, l’8% in meno di probabilità di morire di cancro, e il 14% in meno di probabilità di morire di tutte le altre cause.

Quando i ricercatori hanno analizzato donne separatamente dagli uomini, hanno trovato che le donne che mangiavano cibi piccanti più spesso avevano il 45% in meno di probabilità di morire di infezioni rispetto alle donne che li mangiavano meno di una volta alla settimana. Questa relazione non è stata riscontrata invece per gli uomini. I ricercatori, poi, non vedono alcuna associazione tra il consumo di spezie e il rischio di morte a causa di diabete o malattie cerebrovascolari in uomini o donne. Com’è noto, il piacere di mangiare peperoncino coincide negli uomini più dotati ovvero in quelli che presentano più concentrazioni di testosterone nel sangue.

MEGLIO FRESCO CHE ESSICCATO O IN SALSA

La fonte di “piccantezza” alimentare sembrava fare la differenza, secondo quanto hanno trovato i ricercatori. Tra i volontari dello studio, coloro che hanno riferito di mangiare peperoncino fresco hanno evidenziato un legame più stretto tra la frequenza di consumo di spezie e un più basso rischio di morte a causa di cancro, malattie cardiache e diabete rispetto ai volontari che hanno mangiato solo peperoncino ecciccato, salsa di peperoncino, olio di peperoncino o altre spezie, secondo lo studio. La differenza potrebbe essere dovuta al fatto che il peperoncino fresco contiene più capsaicina e nutrienti come potassio e vitamine C, A, K e B6, annotano i ricercatori.

Anche se lo studio ha incluso quasi mezzo milione di volontari che sono stati monitorati per un totale di 3,5 milioni di anni/persone, i ricercatori hanno sottolineato che non potevano dimostrare la relazione causale tra mangiare cibi piccanti e vivere più a lungo.

IL PEPERONCINO ALLUNGA LA VITA

Lo studio “Chili Pepper Consumption and Mortality in Italian Adults” pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology e coordinato dagli epidemiologi dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, l’Università dell’Insubria a Varese e il Cardiocentro Mediterraneo di Napoli dimostra l’abbattimento del rischio cardiovascolare in chi consuma abitualmente peperoncino. (qui trovi il link all’articolo)

Lo studio si è basato sull’analisi delle abitudini alimentari di 22.811 molisani il cui stato di salute è stato monitorato per un tempo medio di otto anni. Gli esperti hanno visto che usare il peperoncino 4 o più volte a settimana si associa a una riduzione del rischio complessivo di morte del 23%, una riduzione del rischio di morte per infarto del 40%, e una riduzione di oltre la metà del rischio di ictus.

L’aspetto più interessante – ha riferito il primo autore del lavoro Marialaura Bonaccio, epidemiologa del Neuromed – è che la protezione assicurata dal peperoncino è indipendente dal tipo di dieta adottata complessivamente, ovvero sia che si mangi in modo sano, sia che si scelga un’alimentazione meno sana, l’effetto protettivo del peperoncino è uguale per tutti“. Bisogna ancora capire il modo, ovvero i meccanismi biochimici, attraverso cui il peperoncino e altre piante simili usate in cucina esercitano questi effetti protettivi.

Non solo. Questo studio dimostra che il peperoncino contrasta l’ingrassamento e fa, dunque, dimagrire. Inoltre, i nutrizionisti (leggi qui) lo consigliano per prevenire e curare meglio l’influenza.

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