Creme solari, Altroconsumo mette sotto accusa Rilastil e Isdin

Test di Altroconsumo su 16 creme solari per bambini: in due prodotti il fattore dfi protezione è meno della metà di quello dichiarati nell'etichetta

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Rilastil Baby transparent spray wet skin e di Isdin Transparent spray wet skin sono risultate creme solari con fattori di protezione inferiori di meno della metà di quelle dichiarate sull’etichetta. Un fatto gravissimo che attenta alla salute dei piccoli consumatori.

E’ l’evidenza portata alla luce dal test effettuato dall’associazione di difesa dei consumatori Altroconsumo del mese di luglio 2019. Gli esperti del gruppo hanno acquistato presso farmacie e supermercati 16 diverse creme solari per bambini, quindi tutte con fattore ad alta (Spf 50) o altissima protezione (Spf 50+) e hanno sottoposto i prodotti al test di laboratorio per verificare la correttezza delle informazioni indicate sull’etichetta. Qui trovi le istruzioni per leggere l’etichetta delle creme solari.

Quasi tutte ma non tutte le creme testate hanno superato le prove di laboratorio. “Fanno eccezione due prodotti, che sono stati bocciati e che abbiamo provveduto a segnalare al Ministero della Salute – spiegano ad Altroconsumo – e di cui abbiamo richiesto il ritiro dal mercato, parliamo di Rilastil Baby transparent spray wet skin e di Isdin Transparent spray wet skin”.

ECCO COSA CONSIGLIANO I PEDIATRI PER L’ESTATE

Nelle prove di laboratorio la Rilastil Baby transparent spray wet skin con fattore dichiarato di Spf 50+ ha raggiunto solo una protezione media con Spf 20,9. Successivamente alla pubblicazione del risultato, Altroconsumo ha ricevuto la replica dell’azienda che ha prodotto i suoi test smentendo l’associazione che, però, ha ripetuto le analisi in un secondo laboratorio distinto e indipendente ottenendo addirittura 16,3 come Spf.

Per la seconda crema, Isdin Transparent spray wet skin, si è “rilevato un Spf pari a 16,5, contrariamente al fattore 50+ riportato in etichetta“. L’azienda interessata ha replicato che si trattava di un campione acquistato in Spagna così è stata necessaria una nuova verifica con un campione acquistato in Italia. “Anche questo secondo test ha avvalorato i nostri primi risultati: questa volta l’Spf misurato è stato pari a 14,1, quindi il prodotto non garantisce la protezione dichiarata in etichetta (50+), né dai raggi Uvb né dai raggi Uva” specificano da Altroconsumo.

Soprattutto in casi come questi, il rischio scottature può essere alto, a maggior ragione perché chi acquista questo tipo di prodotti è convinto di poter contare su un fattore di protezione altissimo e sul fatto che sono indicati per i bambini” è la durissima accusa di Altroconsumo che ricorda come “l’elevata esposizione ai raggi UVA e UVB costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo dei tumori della pelle“.

L’analisi di Altroconsumo sulle creme solari ha riguardato anche la eventuale presenza di sostanze che costituiscono cosiddetti interferenti endocrini. Il filtro solare ethylhexyl methoxycinnamate, che potrebbe alterare l’equilibrio ormonale dei bambini, è stato riscontrato nei prodotti Uriage bariésun spray kids 200 ml, Coop latte solare spray per bambini 200 ml, Chicco spray solare 150 ml, Bilboa bimbi spray solare molti-posizione 150 ml, Rilastil Baby transparent spray wet skin 200 ml. “Isdin contiene invece cyclopentasiloxane, un ingrediente che, secondo il comitato scientifico europeo per la sicurezza dei consumatori, non è raccomandato proprio nei solari in formulazione spray” sostengono ad Altroconsumo.

Qui trovi il link ai test di Altroconsumo.

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