Colite e diverticolite: la carne rossa aumenta il rischio di infiammazione intestinale

Mangiare carne rossa aumenta il rischio di infiammazione dell’intestino, in particolare la possibilità di diverticolite

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Mangiare carne rossa aumenta il rischio di infiammazione dell’intestino, in particolare la possibilità di diverticolite. Agli amanti della bistecca al sangue o di braciole alla griglia, la scienza ha ancora una volta ricorda che questo piacere potrebbe costare caro. E’ lo studio dal titolo “Meat intake and risk of diverticulitis among men“ condotto nel Massachusetts General Hospital e della Harvard University di Boston (USA), pubblicato sulla rivista online Gut, a mettere in luce un’associazione tra il consumo di prodotti a base di carne e il rischio di diverticolite, una malattia infiammatoria dei diverticoli nel colon.

UNO STUDIO SU OLTRE 46MILA SOGGETTI

carnerossa, carne
L’alto consumo di carne rossa aumenta il rischio di infiammazioni intestinali e più esattamente di diverticoliti

Cancro, ma anche diabete, insufficienza renale e persino depressione: mangiare troppa carne è già stato associato ad un aumento di rischio nello sviluppo di molte malattie. QUESTA RICERCA spiega bene quale rischio si corre per il consumo eccessivo di carni rosse. Tanto che c’è chi propone di tassarla al pari dell’alcol.

In questo nuovo studio, gli scienziati dal 1986 hanno seguito una coorte di 46.461 uomini, che ogni quattro anni hanno fornito diversi dati sanitari, e risposto ad alcuni questionari che includevano le loro abitudini alimentari. Sulla base di tali dichiarazioni i ricercatori hanno diviso i soggetti in cinque gruppi, che vanno da quelle segnalazioni di mangiare la carne rossa “mai o meno di una volta al mese” a “sei volte alla settimana o più “.

I risultati indicano che gli uomini dalla dieta altamente carnivora sviluppano con più frequenza diverticolite rispetto a quelli che amano meno la carne. I casi di diverticolite sono stati il 58% in più in quel 20% dei partecipanti che hanno consumato più carne rossa (gruppo 5) rispetto al 20% (gruppo 1) che ne ha mangiato meno, hanno sintetizzato i ricercatori. Un totale di 764 uomini su tutta la coorte (l’1,6%) ha contratto la diverticolite. L’aumento del rischio è stato osservato in particolare per i grandi consumatori di carne rossa non trasformata (manzo, agnello, maiale), e molto meno in quelli che mangiano molta carne rossa lavorata (ad esempio pancetta, salsicce, salami).

QUALI RISCHI DALLA DIVERTICOLITE

La diverticolite è causata dall’infiammazione di uno o più diverticoli, piccole escrescenze che si formano sul rivestimento dell’intestino. Si può arrivare alla formazione di ascessi nel diverticolo, al sanguinamento, o anche all’occlusione di parte dell’intestino. La diverticolite può dare luogo alla peritonite se la parete del diverticolo si perfora, lasciando passare il contenuto intestinale nella cavità addominale.

A proposito dello studio condotto ad Harvard, si sottolinea però che tra i grandi mangiatori di prodotti di carne, c’è anche una maggiore percentuale di fumatori, di utenti sedentari e di utilizzatori di antidolorifici e di antinfiammatori. Tutti fattori che promuovono la malattia infiammatoria intestinale. Ma l’eccesso di rischio osservato persiste anche dopo aver messo in conto questi “fattori confondenti”. Lo studio indica solo una associazione statistica e non dimostra un legame di causa ed effetto, ci tengono a precisare gli autori che suggeriscono un’ipotesi: la carne rossa in eccesso avrebbe avere un effetto negativo sul microbiota intestinale. Uno squilibrio che potrebbe portare, appunto, alla diverticolite.

QUESTO E’ LO STUDIO prodotto dai ricercatori statunitensi.

I FERMENTI LATTICI REGOLATORI DELL’INTESTINO

Come ricorda una pubblicazione dell’Istituto Superore di Sanità (Metodi microbiologici tradizionali e metodi molecolari per l’analisi degli integratori alimentari a base di o con probiotici per uso umano, 2008), “il termine probiotici o fermenti lattici è riservato a quei microrganismi vivi in grado di assicurare effetti benefici alla salute dei consumatori quando assunti per via orale in quantità appropriata. Gli effetti benefici che essi esercitano sono stati attribuiti all’azione riequilibratrice che svolgono sulla flora microbica intestinale o sulle sue attività, all’influenza sulla risposta immunitaria della mucosa intestinale o all’integrazione di specifiche attività enzimatiche“. La maggior parte dei microrganismi probiotici sono specie, più frequentemente solo determinati ceppi, appartenenti ai generi Bifidobacterium e Lactobacillus. I Probiotici Molto Forti 10 Miliardi CFUS 120 Compresse (scorta 4 mesi) Lactobacillus – Acidophilus (vegetariano e privo di glutine) alleviano i sintomi della Sindrome dell’Intestino Irritabile, della Candida, delle Infezioni da Lieviti e aiutano a prevenire la Diarrea, aiutando a migliorare la digestione, combattendo e prevenendo le infezioni rafforzando il sistema immunitario. NutriZing Probiotici Supplemento ~ Lactobacillus acidophilus Inoltre ~ 120 capsule ad alta resistenza 10 miliardi di probiotici CFU agisce efficacemente e rapidamente dopo l’assunzione di una terapia a base di antibiotici che ha distrutto la flora batterica intestinale. Più facilmente accettati da parte dei bambini sono questi Fermenti Lattici Masticabili – 12 gr. Il più completo (e anche il più pubblicizzato) è il Swisse Entero Balance Integratore Con Fermenti Lattici 20 Compresse che contiene sia Bifidobacterium che Lactobacillus.

LA SALUTE COMINCIA A TAVOLA

Com’è ormai assodato, tra le cause che originano il cancro c’è lo stile di vita, intendendo con questo anche ciò che si mangia. A tavola la salute è garantita da una qualità del mangiare per tipologia e provenienza degli alimenti. Molti volumi riassumono i segreti da conoscere per ridurre al minimo i rischi di provenienza alimentare. Consigli utili che si ritrovano ben riassunti in Medicina da mangiare, volume scritto dal famoso epidemiologo prof. Franco Berrino: si tratta della quintessenza della pratica in cucina abbinata alla salute. Dello stesso autore è Alimentare il benessere: il testo suggerisce come si possa passare dal malessere ad un benessere psicofisico tramite l’alimentazione naturale. La dieta della longevità è invece la proposta di Valter Longo ovvero lo scienziato che ha rivoluzionato la ricerca su staminali e invecchiamento, la dieta mima-digiuno per vivere sani fino a 110 anni.

 

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