Sigarette elettroniche fino a 15 volte più cancerogene: 150 casi sospetti in Usa

Inquietanti contenuti di formaldeide nel vapore prodotto dalle sigarette elettroniche, come hanno provato gli studiosi della Portland State University. In USA 153 casi sospetti

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ECHanno toccato quota 153 i casi della misteriosa malattie polmonare legata all’uso di sigarette elettroniche negli Usa. Le segnalazioni accertate dalle autorità sanitarie – tutte riguardanti “casi gravi di disturbi ai polmonì che hanno portato a ricoveri in ospedale – sono arrivate a 153, allargandosi a 16 Stati dell’ Unione”.

Ad annunciarlo sono gli stessi Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc). Gli Stati coinvolti sinora sono California, Connecticut, Florida, Illinois, Indiana, Iowa, Minnesota, Michigan, North Carolina, New Jersey, New Mexico, New York, Pennsylvania, Texas, Utah, Wisconsin. Le persone colpite sono soprattutto giovani. Tutti arrivati ai Pronto Soccorso con sintomi seri: difficoltà di respiro, fatica estrema, tosse, dolori al torace. L’unico dato comune è il fatto che i pazienti hanno reso noto di aver usato prodotti per svapare contenenti nicotina o Thc, la sostanza psicoattiva della cannabis. In alcuni casi, i disturbi sono gravemente peggiorati, ed hanno richiesto che i malati usassero i respiratori artificiali. «Un ragazzo ci è arrivato in pieno collasso respiratorio ed abbiamo dovuto tenerlo in vita con il sostegno dei macchinari», ha detto Jacob Kaslow, pediatra pneumologo al ‘Monroe Carell Jr. Children’s Hospital’ di Vanderbilt in Nashville. A rendere difficile la diagnosi tempestiva della nuova malattia legata allo svapo, sono i sintomi comuni ad altre malattie. Spesso le manifestazioni vengono scambiate per polmonite, ma poi non migliorano con gli antibiotici. I Cdc stanno tentando di determinare se ci possa essere stata una contaminazione tossica con qualche sigaretta elettronica per lo svapo o i suoi ingredienti. Si ipotizza che in alcuni casi possa essersi trattato di svapatori acquistati per strada e non dai rivenditori autorizzati.

C’è però una ricerca che dimostra come sigarette elettroniche in commercio che, permettendo di raggiungere alte temperature alle essenze erogate, potrebbero rilasciare più formaldeide, una sostanza chimica che provoca il cancro. Rispetto alle “bionde” tradizionali la quantità di cancerogeno può essere anche 15 volte superiore.

E’ ciò che emerge dallo studio “Hidden Formaldehyde in E-Cigarette Aerosols” condotto dal Portland State University e pubblicato sul New England Journal of Medicine. Il fumo di tabacco, come hanno precisato i ricercatori, contiene decine di sostanze che possono provocare il cancro. Questa ricerca si è limitata ad effettuare test in provetta utilizzando una sola marca di e-cig e di “essenze”. Nonostante questo, lo studio evidenzia quanto ancora poco si sa circa la sicurezza delle sigarette elettroniche. “E’ una potenziale bandiera rossa”, ha detto Stephen Hecht, chimico della University of Minnesota ed esperto indipendente interpellato per commentare lo studio. “In alcune condizioni, le e-cig – ha continuato – possono generare più formaldeide di quanto si sospetterebbe. Ma non credo che sappiamo ancora abbastanza sull’argomento. Infatti, c’è una grande varietà di queste sigarette e dei modi di utilizzo“.

IL PERICOLO DELLA FORMALDEIDE

La formaldeide si trova in molte cose, come in alcuni materiali da costruzione, nei disinfettanti, ecc. Uno studio precedente ha trovato che le e-cig generano meno formaldeide rispetto alle sigarette normali, ma questa ricerca ha esaminato solo il vapore generato dalle sigarette elettroniche. Il nuovo studio, invece, ha anche considerato le particelle liquide che si trovano nel vapore. I sistemi presenti in alcune e-cig consentono agli utenti di alzare il voltaggio del dispositivo per aumentare il calore e la quantità di liquido, che contiene nicotina e aromi, nel vapore. I ricercatori hanno testato una e-cig di un solo marchio che ha due regolazioni di tensione. Sono stati raccolti 10 campioni di vapore, ognuno dei quali è stato prodotto a diverse tensioni. I ricercatori hanno misurato nella porzione liquida del vapore la quantità di formaldeide emiacetale, un composto creato durante il processo di vaporizzazione che in certe condizioni può rilasciare formaldeide. A bassa tensione la sostanza chimica non è stata rilevata. Ma ad alta tensione, i livelli del composto erano dalle 5 alle 15 volte superiori rispetto a quelli riscontrati nelle sigarette tradizionali. Una stima della produzione media di formaldeide da sigarette convenzionali è di circa 150 nanogrammi per sigaretta, 3 o più di 3mg per un pacchetto di 20 sigarette.FUMO

Questo nuovo studio in qualche modo getta un’ombra sulle valutazioni effettuate dalla della Cochrane Collaboration, un’organizzazione indipendente di scienziati che riesamina la letteratura esistente per tirare le somme su un dato argomento. Per quell’analisi tra le certezze c’è il fatto che le sigarette elettroniche non fanno male (almeno a breve termine).

FUMO ELETTRONICO NOCIVO COME QUELLO DA TABACCO

E’ anche lo studio pubblicato con il titolo “IQOS exposure impairs human airway cell homeostasis: direct comparison with traditional cigarette and e-cigarette” sulla rivista ERJ Open research a indicare che il fumo delle sigarette elettroniche è ugualmente (se non di più) pericoloso rispetto alle sigarette tradizionali. Nell’indagine, cellule polmonari sono state messe a contatto con fumo di sigaretta e fumo elettronico: è emerso che le e-cigs fanno danni maggiori a concentrazioni più elevate tra il 5 e il 10% mentre quelle delle sigarette tradizionali ed IQOS (prodotte dalla Philip Morris) ottengono lo stesso effetto a concentrazioni meno elevate (1,5-5%).

Qui puoi leggere l’estratto dello studio. 

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