Obesità infantile in Italia, nel 2014 ancora troppo alta

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OBESITA1Mangiare molto uguale stare in salute. L’equivalenza, troppo spesso negativa per la salute dei figli, è uno dei principi sbagliati che anima i genitori italiani, alle prese con un problema sottovalutato nelle famiglie: il sovrappeso dei bambini. Lo rivela la raccolta dati “Okkio alla Salute presentata il 21 gennaio a Roma presso il Ministero della Salute, Auditorium Biagio D’Alba. Il sistema di sorveglianza nazionale raccoglie informazioni sulla variabilità geografica e l’evoluzione nel tempo dello stato ponderale dei bambini delle scuole primarie, sugli stili alimentari, l’abitudine all’esercizio fisico e le eventuali iniziative scolastiche favorenti la sana alimentazione e l’attività fisica.

LA FRASE “MANGIA CHE DEVI CRESCERE” NON SEMPRE E’ UN BENE

I genitori non sempre hanno un quadro corretto dello stato ponderale del proprio figlio: dai dati 2014, come nel passato, emerge che tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 38% non ritiene che il proprio figlio sia in eccesso ponderale e solo il 29% pensa che la quantità di cibo da lui assunta sia eccessiva. Inoltre, solo il 41% delle madri di bambini fisicamente poco attivi ritiene che il proprio figlio svolga poca attività motoria. Riguardo al movimento ed alla sedentarietà emerge che nell’anno scorso: A) il 16% dei bambini non ha svolto attività fisica il giorno precedente l’indagine il 18% pratica sport per non più di un’ora a settimana; B) il 42% ha nella propria camera la TV; C) il 35% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi più di 2 ore al giorno; D) Solo un bambino su quattro si reca a scuola a piedi o in bicicletta.

UN BAMBINO SU DIECI E’ UN OBESO

Anche se dal 2008 a oggi sono diminuiti  i bambini di 8-9 anni in sovrappeso o obesi, permangono elevati i livelli di eccesso ponderale, che pongono l’Italia ai primi posti in Europa per sovrappeso e obesità infantile. In particolare, i dati del 2014 mostrano: A) i bambini in sovrappeso sono il 20,9%; B) i bambini obesi sono il 9,8%; C) le prevalenze più alte si registrano nelle Regioni del sud e del centro. Un segno evidente che l’eccesso ponderale riguarda principalmente le aree meno sviluppate economicamente, socialmente e sotto il profilo dell’istruzione.

UN PICCOLO SU QUATTRO NON MANGIA FRUTTA E VERDURA

Per quanto riguarda le abitudini alimentari, che possono favorire un aumento di peso, specie se concomitanti, dai dati 2014 emerge che: A) l’8% dei bambini salta la prima colazione; B) il 31% fa una colazione non adeguata (ossia sbilanciata in termini di carboidrati e proteine); C) il 52% fa una merenda di metà mattina abbondante; D) il 25% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e/o verdura; E) il 41%  dei genitori dichiara che i propri figli assumono abitualmente bevande zuccherate e/o gassate. In compenso si registra una diminuzione rispetto alla precedente raccolta del consumo di una merenda abbondante e di bevande zuccherate e/o gassate. Per contrastare le cattive abitudini alimentari e per migliorare il grado di conoscenza del problema tra i genitori, il Ministero della Salute ha avviato la campagna “Bimbi in forma, serve un giro di vita”.

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