Obesità negli adolescenti: ecco come devono comportarsi genitori ed amici

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L’obesità negli adolescenti è quadruplicata negli ultimi trent’anni. Secondo un nuovo rapporto della statunitense American Academy of Pediatrics, che ha  appena rilasciato nuove linee guida per parlare ai ragazzi del loro peso, circa il 34 per cento di giovani in età tra 12 e 19 anni è classificato come sovrappeso o obeso, e anche i disturbi alimentari rappresentano una severa minaccia: sono la terza condizione patologica dopo obesità e asma. Stando alle nuove linee guida l’approccio primario è abbastanza semplice e si basa sul NON FARE.

IL DECALOGO PER EVITARE DI SFOCIARE NEI DISTURBI ALIMENTARI

“L’attenzione dovrebbe essere concentrata su uno stile di vita sano piuttosto che sul peso“, si legge nella relazione dal titolo “ Preventing Obesity and Eating Disorders in Adolescents” che apparirà nel numero di settembre di Pediatrics. OBESI.GIOVANI

Come affrontare l’una, ovvero il contrasto dell’obesità, senza far scattare l’altro, ovvero il disturbo alimentare (anoressia, bulimia ecc)? Le risposte arrivano dalle relazione che suggerisce a genitori e operatori sanitari le seguenti operazioni:

  • Scoraggiare il digiuno, il saltare i pasti o l’uso di pillole per la dieta; invece, vanno incoraggiati e sostenuti l’attuazione di una sana alimentazione con comportamenti equilibrati come l’attività fisica che va mantenuta su base continuativa.
  • Promuovere un’immagine positiva del corpo. Non incoraggiare l’insoddisfazione del corpo o concentrarsi sulla critica verso la forma fisica come la ragione della dieta.
  • Incoraggiare più frequenti pasti in famiglia.
  • Incoraggiare le famiglie a non parlare di peso, ma piuttosto di parlare di una sana alimentazione e di essere attivi per rimanere in buona salute.
  • Richiedere informazioni su storie di maltrattamenti o di bullismo negli adolescenti sovrappeso e obesi.
  • Monitorare attentamente la perdita di peso in un adolescente che ha bisogno di perdere peso, al fine di evitare che l’adolescente sviluppi le complicazioni mediche di semi-fame.

“Tutto questo necessita di essere avviato con la formazione dei bambini facendo loro capire che si amano indipendentemente da quello che possono o non possono apparire e quanto possono o non possono pesare” sottolinea Jancey Wickstrom, direttore al The Renfrew Center of Chicago, an eating disorder treatment clinic in Northbrook. “La prima cosa è necessario stabilire è l’amore incondizionato indipendentemente dalla loro dimensione o dal loro aspetto“. Ciò significa evitare commenti frequenti circa il proprio peso e il peso dei tuoi amici e dei familiari. “Quando i bambini sentono i loro genitori parlare di amici o familiari che guadagnano o perdono peso, si invia loro un messaggio chiaro che la cosa più interessante di queste persone è la loro dimensione fisica“, ha detto Wickstrom. “Vogliamo che i nostri figli sappiano di essere interessanti e importanti, indipendentemente da ciò che sembrano.”

NON PARLARE LORO DI PESO MA DI SALUTE

Se i genitori sono preoccupati per il peso dei propri figli, Wickstrom ha detto, si può inquadrare la conversazione in termini che non hanno nulla a che fare con la scala. “Non parlate di numeri – ha detto – Invece parlate apertamente dei benefici prodotti da un esercizio fisico e da una varietà di cibi. Parlate di ciò che il corpo può fare per voi e in che modo si può rendere il vostro corpo perché ci si senta meglio, per esempio per andare sullo skateboard o in bicicletta o al campo di calcio con gli amici”. E resistete alla tentazione di spingere al ricorso alla dieta in famiglia: “la dieta è un fattore di rischio sia per l’obesità che per i disturbi alimentari” specifica la ricerca dell’AAP. Nello studio si è rivelato che le ragazze a dieta in età da terza media avevano una probabilità tre volte maggiore di essere sovrappeso rispetto alle coetanee non a dieta, secondo il rapporto, e gli adolescenti che limitavano la loro assunzione di cibo e saltavano i pasti avevano 18 volte più probabilità di sviluppare disturbi alimentari rispetto a quelli che non erano a dieta.

Soprattutto, sostiene Wickstrom, non abbiate paura di chiedere aiuto. “Un dietista professionista o lo specialista dei disturbi dell’alimentazione può aiutare a prendere le decisioni giuste” dice Wickstrom. “La nostra società è così ossessionato dal peso e dall’aspetto, e questi sono gli argomenti che ogni giorni i genitori si trovano ad affrontare. Ci sono sicuramente le risorse disponibili per aiutare i genitori a comportarsi al meglio in quelle situazioni difficili.”

QUESTE SONO LE LINEE GUIDA emanate dall’American Academy of Pediatrics.

L’obesità infantile è un problema reale di tutte le società occidentali, inclusa QUELLA ITALIANAQUESTO STUDIO inglese attesta che anche i bambini possono essere colpiti dalla cosiddetta “fame nervosa“. D’altra parte QUESTE TECNICHE di comportamento per evitare riflessi psicologici sugli obesi erano già stata rivelate dall’università canadese di Waterloo per gli adulti.

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