Musica in chirurgia pediatrica per ridurre il dolore

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CHILDREN.SURGERYAscoltare musica e le favole in audiolibro riduce il dolore nei bambini che hanno affrontato un importante intyervento chirurgico.

I pazienti pediatrici che hanno ascoltato mezz’ora di musica di Taylor Swift, Rihanna e altri cantanti di loro scelta, infatti,  hanno avuto una significativa riduzione del dolore dopo un impegnativo intervento chirurgico. E’ questo l’esito di un nuovo studio della University Northwestern Medicine in USA.

IL VALORE DELLA MUSICA PER SEDARE IL DOLORE

Una strategia per il controllo del dolore post-operatorio senza farmaci è molto importante in campo pediatrico perché gli analgesici oppioidei – più comunemente usati per controllare il dolore post-operatorio – possono causare problemi respiratori nei bambini. Pertanto, gli operatori sanitari in genere limitano la quantità di oppiacei prescritti, e il dolore dei bambini non è ben controllato. “La terapia audio-musicale è un’opportunità interessante e dovrebbe essere considerata dagli ospedali come strategia importante per ridurre il dolore nei bambini sottoposti a interventi di chirurgia profonda” sottolinea il dr. Santhanam Suresh, capoteam dei ricercatori. “Questa tecnica è poco costosa e non ha effetti collaterali“. Suresh è un professore di Anestesiologia e pediatria presso Northwestern University Feinberg School of Medicine e primario di Anestesiologia pediatrica all’ospedale Ann & Robert H. Lurie Children’s di Chicago.
Suresh ha condotto lo studio con la figlia, Sunitha Suresh, che lo immaginò quando era una studentessa di ingegneria biomedica presso la McCormick Facoltà di Ingegneria e Scienze Applicate di Northwestern. Adesso è una studentessa al quarto anno di Medicina presso la Johns Hopkins Medical School. Il documento è stato pubblicato sul Journal Pediatric Surgery del 3 gennaio 2015.

METODO E RISULTATI DELLA RICERCA

Nello studio, sono stati arruolati circa 60 pazienti pediatrici della Lurie Children’s sottoposti a valutazioni di dolore prima e dopo aver ricevuto l’audioterapia. I piccoli, in età tra i 9 e e 14 anni, hanno potuto scegliere da una playlist di musica top di diversi generi, tra cui pop, country, rock e classica. Altra opzione possibile per la ricerca era la scelta di brevi audiolibri. Hanno riferito i loro livelli di dolore attraverso l’individuazione di immagini facciali, come una smorfia o le lacrime o una faccia felice per illustrare come si sentivano. I bambini sono stati divisi in tre gruppi; un sentiva 30 minuti di musica di loro scelta, uno ascoltava 30 minuti di storie di loro scelta e il terzo era sottoposto a 30 minuti di silenzio con le cuffie per annullare il rumore esterno. I pazienti nei gruppi di musica e storia hanno riferito una significativa riduzione del dolore. I pazienti che hanno ascoltato il silenzio non hanno avuto un cambio nel dolore percepito.
Si ritiene che sia il primo studio randomizzato per valutare e dimostrare l’uso della audioterapia di preferenza del paziente come una strategia promettente per il controllo del dolore post-operatorio nei bambini. Precedenti studi hanno esaminato l’efficacia della musica per il dolore durante brevi procedure mediche. Tali studi, però, non avevano utilizzato misure oggettive del dolore né avevano dimostrato che la percezione del dolore era influenzata dalla musica stessa, o se una audioterapia alternativa sarebbe stata altrettanto efficace.

Santhanam Suresh ritiene che l’audio-terapia ha contribuito a contrastare un percorso secondario nella corteccia prefrontale coinvolta nella memoria del dolore. “C’è una certa quantità di apprendimento che va avanti con il dolore” sostiene. “L’idea è, se non si pensa a questo aspetto doloroso, forse la ripetizione di quel ricordo non si verificherà più. Stiamo cercando di ingannare un po’ il cervello e di riorientare i canali mentali verso qualcos’altro. ”

La terapia ha funzionato indipendentemente dal punteggio del dolore iniziale di un paziente. “Non importa se il loro punteggio del dolore era inferiore o superiore al momento in cui i bambini sono stati sottoposti alla terapia audio”, ha detto Suresh. “Ha funzionato per tutti e può essere utilizzata anche in pazienti che hanno subito un intervento chirurgico ambulatoriale e, così, hanno minori probabilità di ricevere oppioidi a casa.” “Uno degli aspetti più gratificanti dello studio è stata la possibilità per i pazienti di continuare la loro terapia audio”, ha dichiarato Sunitha Suresh, il primo autore dello studio. “Dopo la ricerca, diversi pazienti hanno finito per portare in loro iPod e ascoltare la propria musica: non ci avevano pensato prima”. Inaspettata anche la scoperta circa la parità di efficacia degli audiolibri sulle favole. “Alcuni genitori hanno commentato che i loro giovani figli ascoltando gli audiolibri si sarebbero calmati fino ad addormentarsi” evidenzia Suresh.

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