Ivermectin annulla la carica virale della covid-19 in 48 ore

Il farmaco antiparassitario ivermectin già impiegato contro Dengue, HIV e encefalite ha dimostrato in vitro una potente azione antivirale contro Sars-CoV-2 meglio noto come covid-19

0
600

Si apre uno spiraglio di luce nella battaglia al contagio da coronavirus che dà esito nella Sars-CoV-2 comunemente nota come Covid-19. Si tratta di un farmaco scoperto nel 1986 come antiparassitario in uso contro malattie come la scabbia applicato recentemente anche come antivirale dell’HIV: è l’Ivermectin o Ivermectina. L’Fda statunitense l’ha autorizzato per essere testato su pazienti infettati da coronavirus.

25 SALVIETTE IGIENIZZANTI MANI ANTIBATTERICO ALCOGEL MONODOSE GEL ALCOOL 60%

Price: 6,88 €

4 used & new available from 5,60 €

ScienceDirect ha pubblicato l’articolo “The FDA-approved Drug Ivermectin inhibits the replication of SARS-CoV-2 in vitro” nel quale vengono descritti i risultati condotti da un’equipe di virologi e studiosi australiani delle città di Victoria e Clayton.

L’Ivermectin è un antiparassitario approvato dalla FDA statunitense nel 1986 impiegato largamente in patologie come la scabbia e malattie da palude, soprattutto in Africa. È adottato anche come antiparassitario in campo veterinario. Negli ultimi anni, però, ha dimostrato di avere attività antivirale ad ampio spettro, in particolare nei confronti dell’influenza A, dell’encefalite equina venezuelana, nel West Nile Virus, nella Dengue e persino nell’HIV-1. Gli studiosi australiani hanno scoperto che l’ivermectin ha capacità di inibitore del virus causativo della SARS-CoV-2 ovvero del coronavirus.

Questo, al momento, è dimostrato in vitro e non sull’uomo: l’abbattimento della carica virale, segnalano i ricercatori, è già evidente dopo due ore dalla somministrazione. A 24 ore, si è verificata una riduzione del 93% dell’RNA virale presente nel surnatante di coltura; a 48 ore questo effetto è aumentato fino a una riduzione di ∼5000 volte dell’RNA virale trattato con ivermectina rispetto ai campioni di controllo. Praticamente la carica virale del coronavirus in due giorni è pressochè annullata. In 72 l’agente virale scompare. 

C’è anche un aspetto estremamente confortante e riguarda la sicurezza nell’uso dell’Ivermectin: nessuna tossicità dell’ivermectina è stata osservata in alcuno dei punti temporali testati, nei pozzetti del campione o in campioni testati da soli in test paralleli. In ogni caso, segnala la letteratura internazionale, essendo l’ivermectina un substrato del complesso enzimatico del citocromo P450 epatico, deputato al metabolismo dei farmaci, “è necessario tenere in considerazione le potenziali interazioni  farmacologiche che potrebbero verificarsi in caso di co-somministrazione con altri farmaci o sostanze in grado di inibire o attivare il citocromo P450” (Hay et al., 2012).

Complessivamente l’attuale rapporto, combinato con un profilo di sicurezza noto, dimostra che l’ivermectina è degna di ulteriore considerazione come possibile antivirale SARS-CoV-2 concludono gli autori dello studio.

Questo è il link allo studio pubblicato dagli scienziati australiani.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here