Bar e ristoranti: ecco le regole per la riapertura a Roma e nel Lazio

La Regione Lazio fissa le regole per la riapertura di bar e ristoranti nel servizio di vendita da asporto: dal 4 maggio attività senza limiti di orario

Da lunedì 4 maggio bar e ristoranti potranno riaprire in tutta Italia per consentire alla clientela di poter acquistare alimenti da asportare e consumare a domicilio. La Regione Lazio ha fissato semplici ma rigorose regole per garantire la tutela degli avventori e dei lavoratori interni alle strutture.

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A comunicare le linee guida è Paolo Orneli, assessore regionale alle Attività produttive, secondo il quale bar e ristoranti “sono importanti non solo dal punto di vista economico ma anche per ciò che rappresentano per la vita delle nostre comunità. La strada per sconfiggere questo maledetto virus è ancora lunga ma è giusto impegnarsi per garantire la sicurezza delle persone e provare a rimettere in moto l’economia, tutelare il lavoro e ricostruire il nostro paese”.

Le linee guida sono il frutto, prosegue Orneli, del lavoro fatto con “le associazioni di settore, i sindacati e in stretto raccordo con la sanità regionale: è molto importante questo metodo di lavoro, fatto di ascolto e condivisione, perché solo lavorando insieme potremo diventare più forti e superare questa emergenza”.

La prima novità è che le attività di ristorazione “potranno svolgersi senza alcuna limitazione oraria, così come già previsto anche per il delivery”. Ad essere coinvolti sono bar, pub, ristoranti, rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio, paninoteche, yogurterie, piadinerie,con esclusione degli esercizi e delle attività localizzati in aree o spazi pubblici in cui è vietato o interdetto l’accesso”, per esempio (almeno per ora) sulle spiagge e nei centri commerciali.

Innanzitutto vanno mantenuti gli obblighi fissati dal Dpcm del 26 aprile 2020 ovvero l’igiene e le protezioni individuali, il distanziamento sociale e la sanificazione dei locali.

In questo senso le macchine produttrici di ozono hanno dimostrato la loro particolare efficacia e flessibilità d’uso (leggi qui).

Poiché l’asporto dei prodotti dovrà avvenire in tempi rapidi, allo scopo di evitare assembramenti all’esterno “si raccomanda ai clienti l’ordinazione on-line o telefonica, in modo da garantire che il ritiro dei prodotti ordinati avvenga per appuntamenti dilazionati nel tempo”.

Viene, poi, introdotto l’obbligo di guanti e mascherine non solo per gli operatori ma anche per i clienti: “all’interno dei locali i clienti sono obbligati a indossare guanti e dispositivi di protezione delle vie respiratorie”. Gestore e addetti devono indossare mascherina e guanti “per tutto il tempo di permanenza nei locali e mantenere, ove possibile, un distanziamento interpersonale di almeno un metro”. (attenzione al lattice di guanti ed elastici di mascherine che può produrre allergie come spiega questo articolo).

Viene ribadito che il personale deve, altresì, “adottare tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani, per le quali è raccomandato un lavaggio frequente con acqua e sapone o altri prodotti igienizzanti”. A tal proposito, “dovrà essere data ampia disponibilità e accessibilità a sistemi e prodotti per l’igienizzazione delle mani (preferibilmente a induzione automatica)”. In particolare, questi sistemi devono essere disponibili sia per il personale, sia per i clienti, all’ingresso del locale.

Anche l’accesso nei locali è regolamentato: “I clienti entrano uno alla volta e devono permanere all’interno dei locali per il tempo strettamente necessario al pagamento e ritiro della merce. Non è consentito per i clienti l’utilizzo dei bagni”. Si conferma che “è vietata ogni forma di consumo sul posto. I prodotti devono essere consegnati chiusi in confezioni da asporto”.

Infine, l’informazione ben chiara riguardo alle regole da seguire, deve essere mostrata ai clienti. “Deve essere data informazione sulle misure di sicurezza dei lavoratori come da normativa vigente; deve, altresì, essere fornita completa informazione sulle norme di comportamento dei clienti e sulle modalità di ordinazione e ritiro della merce, mediante esposizione di cartellonistica all’ingresso ed eventualmente anche sui siti internet e pagine social aziendali. Si raccomanda ai gestori di esporre in vetrina un cartello che indichi che l’attività di ristorazione è sospesa ad eccezione della ristorazione con consegna a domicilio e con asporto”.

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