Anoressia e bulimia, scoperto il metodo per la diagnosi precoce

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“Vedere” nel corpo gli aspetti precoci legati a disturbi comportamentali dell’alimentazione come anoressia e bulimia è ora possibile. Grazie ai ricercatori dell’Ibfm-Cnr italiano è stato messo a punto un meccanismo di valutazione delle immagini di risonanza magnetica tale da poter individuare nelle primissime fasi quella che sfocerà in un disturbo dell’alimentazione.

UNA DIAGNOSI PRECISA NELL’80 PER CENTO DEI CASI

Lo studio è stato pubblicato con il titolo “Biomarkers of Eating Disorders Using Support Vector Machine, Analysis of Structural Neuroimaging Data: Preliminary Results” sul Behavioural Neurology. La ricerca è stata sviluppata a partire dalle osservazioni degli ultimi studi in ambito di neuroimaging che hanno messo in luce come i disturbi comportamentali dell’alimentazione (Dca), come ad esempio la bulimia e l’anoressia, non siano solo disturbi psicologici ma siano caratterizzati anche da piccoli danni neuronali a livello cerebrale osservabili dalle risonanze magnetiche dei pazienti. Per questo motivo gli esperti dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Catanzaro e Milano (Ibfm-Cnr) in collaborazione con l’associazione “Ippocampo” di Cosenza, hanno sviluppato un algoritmo intelligente in grado di distinguere tra individui sani e malati partendo dalle immagini anatomiche dei loro cervelli. Insomma, emergono dei biomarcatori caratteristici delle fasi iniziali e asintomatiche dei Dca. ANOREXIA

Lo studio ha arruolato 17 donne tra i 18 e i 40 anni, affette da una forma moderata di Dca e un altro gruppo di altrettante donne sane. “Nella scelta delle volontarie, abbiamo selezionato soggetti che avessero in comune con le pazienti alcuni fattori potenzialmente fondamentali, che possono incidere sulla morfologia cerebrale, come il livello di istruzione, l’età e l’indice di massa corporea” sottolinea Antonio Cerasa dell’Ibfm-Cnr di Catanzaro. “Lo studio ha mostrato come nell’80% dei casi l’algoritmo distingue correttamente i soggetti malati da quelli sani. Siamo ancora in una fase sperimentale e per poter applicare questa metodologia in ambito clinico è necessario testarlo su un campione più vasto, rappresentativo di tutte le classi diagnostiche della Dca”.

UTILE ANCHE A VALUTARE L’ITER DELLA MALATTIA

“In conclusione – segnala Cerasa – il nostro studio dimostra per la prima volta che l’utilizzo di immagini cerebrali morfologiche standard è in grado di estrarre biomarker neuroimaging, che consentano di classificare accuratamente individui con Dca. Anche se abbiamo usato questo metodo in una prospettiva diagnostica, il razionale per l’applicazione dei metodi di apprendimento automatico in questo ambito psichiatrico è di consentire diagnosi da effettuare a livello del singolo per monitorare la progressione della malattia, oltre a migliorare le decisioni di prevenzione e trattamento”. Tra gli strumenti in possesso dei medici per trattare l’anoressia c’è anche la cannabis, come evidenzia QUESTO ARTICOLO.

QUESTO E’ LO STUDIO pubblicato in lingua inglese. QUI puoi trovare invece l’estratto in italiano con i contatti degli autori.

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