Cosa è la anedonia, malattia che ha portato alla morte il figlio di Lory Del Santo

Lory Del Santo ha confessato in televisione che la morte del figlio Loren è stata la conseguenza finale di una malattia mentale della quale lui soffriva, la anedonia o anhedonia

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Di anedonia o anhedonia, come è conosciuta nei trattati neuropsichiatrici, si può morire. A portare alla luce questa patologia mentale è stata la confessione choc di Lory Del Santo che in televisione ha comunicato il suicidio del figlio Loren di 19 anni. Il giovane soffriva di questa malattia e la madre lo ha rivelato un mese dopo la sua  morte. Sportivo e sempre sorridente, Loren attraverso i suoi messaggi sui social non lasciava trapelare la sua reale condizione.“Sono felice, studio e vivo a Miami – spiegava ai follower – Qui sto bene, parlo perfettamente l’inglese e non credo tornerò presto in Italia”. “Mio figlio Loren ci ha lasciato – ha spiegato Lory Del Santo a Silvia Toffanin davanti le telecamere di Verissimo – Si è tolto la vita a causa di una grave patologia cerebrale. Il suo cervello si è spento per un collasso mentale”.

Ma cosa è la anedonia? L’anedonia è una malattia mentale? Per il greco, termine composto dal quale deriva, ana suffisso che indica il termine contro, indietro e edonè che significa piacere: contrarietà di provare piacere. Ad aiutarci a darne una descrizione scientifica è Masud Husain, responsabile del Department of Clinical Neurosciences and Department of Experimental Psychology, University of Oxford in Gran Bretagna. “L’apatia e l’anedonia sono sindromi comuni che riguardano la sfera della motivazione individuale che sono associate a una vasta gamma di disturbi cerebrali e non hanno terapie stabilite. La ricerca che utilizza modelli animali suggerisce che un utile quadro per la comprensione del comportamento si trova nel processo decisionale basato sugli sforzi per ottenere una ricompensa”. In poche parole, secondo il vocabolario francese delle malattie mentali PsychomediaL’anedonia è un deficit della capacità di provare piacere e interesse per le cose. È caratterizzato da una mancanza di impegno ed energia per le esperienze della vita”. L’anedonia può portare alla morte, come nel caso di Loren Del Santo? Sicuramente ne è l’anticamera: secondo diversi autori è, infatti, una patologia implicata nell’insorgenza della malattia mentale (Pizzagalli, 2014), nella non risposta al trattamento (McMakin et al, 2012) e nei comportamenti suicidari (Auerbach et al, 2015). Molto spesso è un sintomo associato ai casi di sindromi depressive e della schizofrenia.

Diversamente dalla cherofobia, paura di rallegrarsi anch’essa di estrema attualità, la anedonia unisce a questa incapacità di essere felici anche la mancanza di voglia di attuare meccanismi ed energie per reagire.

La ricerca internazionale sta cercando di definire quali siano i meccanismi implicati nell’insorgenza di questa malattia. C’è quasi certamente una componente genetica. Infatti, nell’indagine condotta a Edmonton (Canada), Londra, Mannheim (Germania) e Aarhus (Danimarca) “Genes associated with anhedonia: a new analysis in a large clinical trial (GENDEP)” pubblicata ad agosto 2018, su 759 soggetti (età media 42 anni, 286 maschi e 473 femmine, 12,3 anni medi di istruzione) affetti da depressione unipolare è stata effettuata un’analisi genomica che ha portato alla conclusione di una serie di loci (in particolare il NAPS3) sul cromosoma 6che è stato associato alla schizofrenia, un’altra condizione in cui l’anedonia potrebbe essere una caratteristica prominente”.

C’è poi uno sforzo della comunità scientifica per individuare i marcatori che consentirebbero una diagnosi precoce e ben definita tale che possa orientare la scelta farmacologica e di assistenza psicologica. I risultati suggeriscono che potrebbero esserci alcuni meccanismi condivisi tra le sindromi dell’apatia e dell’anedonia. Un approccio transdiagnostico che attraversa i confini tradizionali della malattia fornisce un mezzo potenzialmente utile per comprendere queste condizioni. Identificare i marcatori neuroanatomici che determinano il rischio per l’anedonia può portare allo sviluppo di programmi di intervento preventivo volti ad aiutare i giovani a sviluppare strategie compensative per combattere l’insorgenza di questi sintomi debilitanti.

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