Influenza, siamo al picco stagionale: ecco i rimedi

Influenza, nell’ultima settimana sono state colpite oltre 571mila persone: ecco come prevenire il contagio e come migliorare la convalescenza

Influenza, siamo al picco stagionale: nell’ultima settimana sono state colpite oltre 571mila persone per un totale di 2,837 milioni di italiani influenzati dall’inizio della sorveglianza.

Sono i dati rivelati dalla rete di monitoraggio Influnet dell’Istituto Superiore di Sanità. Gli esperti sottolineano che il livello di incidenza in Italia è pari a 9,4 casi per mille assistiti. Ad essere maggiormente colpite sono le fasce d’età pediatrica dei bambini al di sotto dei quattordici anni in cui, in questa settimana, il numero di casi è aumentato maggiormente: da 0 a 4 anni l’incidenza è pari a 28 casi per mille assistiti. Insomma più di un malato su 40 è un bambino più piccolo di 5 anniINFLUENZA9

Continua a crescere la curva epidemica delle sindromi influenzali e, probabilmente, è stato raggiunto il picco stagionale ma, osservano gli studiosi, il valore dell’incidenza è inferiore a quello raggiunto in molte delle precedenti stagioni influenzali. E’ andata meglio solo la stagione 2005/06. Questa settimana Piemonte, P.A. di Trento, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania e Siciliarisultano essere le Regioni maggiormente colpite. Tra gli effetti collaterali maggiormente presenti c’è la gastroenterite (VEDI QUI)

QUESTO IL DETTAGLIO nel bollettino della settimana.

QUANDO FAR INTERVENIRE IL 118

Sicuramente in soggetti fragili o che hanno patologie concomitanti (diabete, BPCO, patologie cardiovascolari) non si devono sottovalutare i rischi che le complicanze dell’influenza possono avere”. Il suggerimento arriva da Fabrizio Pregliasco virologo presso il Dipartimento Scienze biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano, Responsabile scientifico di www.osservatorioinfluenza.it nonchè presidente nazionale ANPAS (Associazione nazionale pubbliche Assistenze). “In questi casi – consiglia – ricorrere al 118 è auspicabile per prendere in carico il paziente nella sua complessità. E’ meno utile quando, a parte i sintomi influenzali, non si rilevano altri campanelli di allarme. E’ meno utile non perché l’ambulanza non sia disponibile a portare la persona in ospedale, ma perché il rischio è che il codice di non urgenza assegnato, una volta giunto in pronto soccorso, si traduca in diverse ore di attesa.” Non dimentichiamo che nei mesi invernali i pronto soccorsi sono sempre molto pieni e oltre le attese molto lunghe ci si espone a ulteriori contatti con virus. “L’atteggiamento migliore in questi casi, se il peggioramento avviene di notte o in fasce dove non è reperibile il medico di famiglia, è quello di monitorare i sintomi e chiamare la Guardia Medica che può se lo reputa necessario prescrivere i farmaci più adatti” conclude Pregliasco.

In considerazione che siamo al picco stagionale ecco alcuni consigli su come comportarsi.

CHI VUOLE LIMITARE IL RISCHIO CONTAGIO fa bene a garantire al proprio sistema immunitario i componenti di cui ha particolare bisogno elencati e descritti IN QUESTO ARTICOLO aiutandosi con QUESTA DIETACHI E’ GIA’ A LETTO  E VUOLE GARANTIRSI UNA RAPIDA E SALUTARE CONVALESCENZA deve tenere conto dei vecchi saggi che raccomandano  la vecchia regola delle “3 L” (letto, lana e latte) con l’aggiunta della “B” (complesso vitaminico B) come spiegato IN QUESTA PAGINA.

Per tutti il miglior sistema antinfluenzale sembra quello di maggiori coccole e buon sesso come svela QUESTO STUDIO.

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