Additivi pericolosi, attenzione ai pranzi di Pasqua e Pasquetta

Sono cancerogeni e innescano allergie gli additivi alimentari, come ricorda l'Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori in una nota

Feste per il palato in vista con la Pasqua e la Pasquetta, che per alcuni versi (additivi alimentari e dintorni) rappresentano anche attentati alla nostra salute. La tradizione italiana, ci rimanda al consumo in quantità eccessive di salumi, insaccati, carni e uova. Mentre, però, queste ultime sono state sdoganate almeno sotto il rischio dell’aumento del colesterolo (QUI PUOI LEGGERE la ricerca più recente in tal senso), per gli insaccati il rischio grosso si chiama “additivo alimentare“. Elemento, non sempre sicuro e fidato sotto il profilo della sicurezza sanitaria.

SALAME

QUEGLI ADDITIVI DA MONITORARE

E’ per fronteggiare i rischi della prevedibile invasione di conservanti e coloranti sulle nostre tavole che l’Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, ha varato una nota di suggerimenti ed avvertenze.

La lista di sostanze chimiche aggiunte negli alimenti è lunghissima: si tratta di coloranti, conservanti, antimicrobici e antiossidanti, esaltatori di sapore, agenti di rivestimento, aromi naturali e artificiali, stabilizzanti, gelificanti, lievitanti, emulsionanti, acidificanti. In occasione delle abbuffate natalizie, i consumatori ne ingurgitano in quantità notevoli. Aumentano con il processo di industrializzazione dei prodotti alimentari e creano qualche preoccupazione perchè sommati tra loro diventano responsabili dell’aumento del 5% delle allergie alimentari. Comunque un uso eccessivo degli additivi puo’ causare danni alla salute, poiche’ il potenziale effetto dannoso e’ in rapporto alla dose e al peso del consumatore e i primi a soffrirne sono i bambini, per l’uso di prodotti contenenti additivi e per il minor peso corporeo.

I RISCHI PER LA SALUTE

Qualche esempio serve a dare la dimensione del fenomeno: i nitrati e nitriti di sodio e potassio, contenuti nelle carni preparate (salumi, prosciutti, ecc), interferiscono con la presenza di vitamina A e B1 e possono modificare il funzionamento della tiroide; in particolare i nitriti possono trasformarsi in nitrosammine, composti cancerogeni. I solfiti, contenuti nei crostacei, nel vino, nella frutta secca e candita, funghi secchi, ecc., possono dar luogo a reazioni allergiche come le asme bronchiali e l’orticaria. I fosfati, contenuti in budini, gelati, latte concentrato, prosciutto cotto, possono determinare una insufficiente calcificazione delle ossa. Si potrebbe continuare per un bel po’ e, evidenzia il segretario generale Aduc, Primo Mastrantoni, “il consiglio che possiamo dare ai consumatori è sempre lo stesso: consumare prodotti freschi (siamo il giardino d’Europa, perche’ dobbiamo mangiare le fragole a dicembre?), congelati o trattati con il calore (pastorizzazione), o che comunque non contengano additivi”. Attenzione anche alla quantità di dolciumi colorati destinati ai bambini come spiega QUESTA INDAGINE.

Anche dall’Airc, Associazione Ricerca sul Cancro, arrivano raccomandazioni e indicazioni per un consumo più attento.  In particolare viene ricordato che “l’assunzione alimentare prolungata di grandi quantità di nitriti è associata con un aumento del rischio di sviluppo del cancro allo stomaco e del cancro all’esofago. Andrebbero quindi evitati o fortemente ridotti i cibi contenenti nitrito di potassio (E249), nitrito di sodio (E250) e nitrato di potassio (E252), presenti soprattutto nella carne in scatola, negli insaccati e nelle carni lavorate. Infine, alcuni antiossidanti come la vitamina C (E300) e suoi derivati, come l’ascorbato di sodio (E301) e l’ascorbato di potassio (E303) inibiscono la formazione di nitrosammine da nitrati e nitriti e per questo vengono spesso sfruttati in abbinamento nell’industria alimentare”. QUESTI ALTRI ADDITIVI alimentari sono una minaccia per il microbiota e per la salute del colo.

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