Videogiochi come strumento di crescita: il caso Let’s Play

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Migliorare le abilità motorie e della logica, aumentare la reattività, implementare le funzioni spazio-temporali, imparare le materie scolastiche con più facilità ma anche agevolare la ripresa post-traumatica e rallentare il decadimento cognitivo. Sono alcune delle prerogative di una categoria sempre più estesa di videogame, così come sono state presentati a Let’s Play, il festival del videogioco di Roma (dal 15 al 19 marzo 2017).

I SERIOUS GAME

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Let’s Play, festival del videogioco a Roma

Nei padiglioni del “Guido Reni District” la quattro giorni romana propone al popolo dei videogames tutte le ultime novità, un tuffo nelle anticipazioni, uno sguardo vintage e, soprattutto, un confronto a tutto campo con questo settore industriale di ampio spettro. I più grandi players del settore espongono ai visitatori (molti i gruppi scolastici) non solo gli aspetti dell’intrattenimento, pure molto importanti, ma anche quelli economici e occupazionali legati alla programmazione e allo sviluppo dei prodotti.

Gruppi di scolaresche a Let’s Play di Roma

Alcune delle sessioni di dibattito hanno sviscerato la materia inquadrandola nei vantaggi sociali, sanitari e dell’istruzione. Nella prima giornata del 15 marzo è andato in scena il tema “Serious games e migranti. il videogioco come ponte tra popoli e culture” incentrato sul progetto avviato da Stefano Volpicelli per offrire attraverso il videogame “un valido strumento didattico con cui raggiungere, informare e preparare al cambiamento tanto i migranti, quanto coloro che devono accoglierli”. Semplice lo story board: il migrante crea un avatar, un profilo fittizio su informazioni reali, che affronterà le fasi della pre-partenza, del viaggio e dell’arrivo.

Il 16 marzo il tema è “Studiare è un gioco serio. Scuola, educazione, formazione le nuove frontiere”. Anche in questo caso il videogioco è protagonista. L’obiettivo è l’apprendimento e viene citata la ricerca condotta nel West Nottinghamshire College nel 2007, dove 1.500 ragazzi di età superiore ai 16 anni hanno riscosso, nei test di fine anno, una percentuale di successo del 94% rispetto al 22% della media nazionale grazie all’uso dei videogames didattici (QUI LA SINTESI dello studio citato dalla BBC). Numerosi studi ormai riconoscono il contributo dei videogiochi in ambito formativo, in particolare, quello condotto dall’Università di Oxford e pubblicato nel 2014 sulla rivista Pediatrics (Electronic Gaming and Psychosocial Adjustmentha dimostrato come i bambini che giocano ai videogames senza eccedere (fino a un’ora al giorno) appaiano più abili nelle interazioni sociali e a livello empatico. A differenza di media più tradizionali, come per esempio la televisione, i videogiochi permettono di esercitare un controllo diretto sulla storia e sui personaggi e richiedono una partecipazione attiva fatta di scambi stimolo-risposta, di scelte da dover prendere, ma anche di risoluzioni di problemi.

Che siano su pc, console o tablet, la caratteristica principale dei giochi per i più piccoli è quella di migliorare la coordinazione oculo-manuale, la visualizzazione spaziale, i tempi di reazione e di facilitare l’apprendimento del lessico e non solo. Il videogioco è anche un mezzo per rendere appetibile a un adolescente lo studio di una materia particolarmente ostica o noiosa. Questo è il caso di alcuni “giochi” che, attraverso l’interattività, hanno permesso di aggirare l’ostacolo di un apprendimento passivo grazie alla forte componente immersiva. Sono di recente pubblicazione Valiant Hearts: The Great War o This War of Mine, due esempi su tutti di videogiochi “storici” che ripercorrono le fasi più calde della prima guerra mondiale o dell’assedio di Sarajevo e che, tramite l’immedesimazione con uno dei personaggi, permettono di rivivere alcuni dei momenti più bui della storia contemporanea. Esistono, inoltre, puzzle games, come The Witness o la saga del Professor Layton, particolarmente elaborati, che usano l’escamotage del “rompicapo” per aiutare sviluppare la logica e il ragionamento deduttivo matematico. O ancora videogiochi solo in lingua straniera che favoriscono l’ascolto e l’apprendimento dell’inglese.

NEL MONDO DELLA SANITA’

Per gli esperti dell’università inglese di Cambridge, il gioco tetris è reputato molto utile per la gestione dello stress post-traumatico: lo spiega QUESTO ARTICOLO.  I ricercatori francesi del l’Institut du cerveau et de la moelle épinière (ICM) e dell’Institut Claude Pompidou hanno dimostrato con QUESTA INDAGINE che attraverso un determinato tipo di videogiochi si possono migliorare la concentrazione e l’attenzione nei soggetti con decadimento cognitivo e lieve Alzheimer. L’importante è evitare videogiochi violenti, come insegnano QUESTA RICERCA e QUESTO STUDIO

Infine, per tornare a Let’s Play, il 18 marzo si discute “La realtà, anzi di più. Realtà virtuale e realtà aumentata non sono solo spettacolo”. La realtà aumentata, infatti, è entrata a far parte a pieno titolo della divulgazione scientifica, della ricerca, dell’analisi dei materiali e dell’esperienza chirurgica. E il Cnr italiano è tra i players più all’avanguardia nel mondo.

UNA GUIDA PER LA MIGLIOR RESA IN SALUTE DEL GAMING

Si intitola “I benefici del gaming” la guida distribuita a Let’s Play e lanciata online in occasione della manifestazione. Il manuale evidenzia gli aspetti positivi del videogioco nei confronti dei giocatori. Ad averla realizzata è stata la AOC. “Ci fa piacere evidenziare gli effetti positivi dei videogiochi e dimostrare a tutti gli appassionati e a chi sta iniziando a giocare, che il divertimento e la salute vanno sempre di pari passo e sono due lati della stessa medaglia” commenta Sandra Trillo, Account Manager AOC Italy.  La guida, che si PUO’ SCARICARE QUI, offre a giocatori e genitori informazioni su come i videogiochi sviluppino abilità cognitive come la memoria, la soglia di attenzione e il pensiero logico e  portino benefici a livello di interazione sociale, come per esempio: condividere il tempo con gli amici quando si gioca, collaborare insieme per sviluppare strategie, completare missioni e prendere decisioni di gruppo. Il manuale di AOC include anche consigli pratici su come prevenire l’affaticamento della vista, mantenere la corretta postura e molto altro.

 

 

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