Sanità e lavoro: ecco le 130mila assunzioni necessarie entro il 2030

Da qui al 2030 in Italia serviranno 130mila assunzioni nella sanità tra medici, infermieri e fisioterapisti

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Entro il 2030 necessitano 130 mila medici per carenza di specialisti, per precariato, per pensionamenti, aggressioni e fuga all’estero.

Lo segnala l’Amsi, associazione dei medici di origine straniera, alla luce delle statistiche raccolte insieme con il Movimento Uniti per Unire e l’Unione Medica Euro Mediterranea (UMEM). Emerge il fenomeno della carenza dei professionisti della sanità, alquanto preoccupante, dato che si sta sviluppando, contemporaneamente, ad un altro problema abbastanza grave: la sempre più crescente richiesta di medici italiani di trasferirsi all’estero. Un argomento di ineludibile importanza, dato che entro il 2030 saranno circa 130 mila i medici di cui si avrà bisogno sia nel settore pubblico che in privato in base alle richieste giunte all’Amsi, al numero delle strutture e alle condizioni socio-economiche di ogni regione.

Dal 1 gennaio 2017 fino al 31 ottobre 2019 sono stati, infatti, richiesti all’Amsi 10 mila professionisti della sanità: in particolare, 6000 medici,3000 infermieri e 1000 fisioterapisti. Per quanto riguarda i medici, la Regione che ha avanzato le richieste maggiori è il Veneto (600), seguita dal  Piemonte (600), Lombardia (500), Puglia (500), Lazio (500), Toscana (400), Campagna (400), Emilia Romagna (400), Sicilia (200), Molise (300), Abruzzo (200), Liguria (200), Trentino Alto Adige (100), Umbria (300), Marche (200), Calabria (100), Basilicata (100), Valle d’Aosta (100), Friuli Venezia Giulia (150) e Sardegna (150). Le specializzazioni maggiormente richieste sono inerenti al campo dell’Anestesia, Ortopedia, Medicina d’urgenza e Pronto Soccorso , Radiologia, Chirurgia, Neonatologia, Ginecologia, Pediatria, Cardiologia, Neurochirurgia, Geriatria, Medicina sportiva, Medici nelle località turistiche ed anche Medici di famiglia.

In base alle richieste giunte all’Amsi e all’analisi del fenomeno regione per regione sia nel pubblico che nel privato il fabbisogno di ogni regione di medici entro il 2030: Lazio (16mila), il Veneto (13mila), Piemonte (11mila), Lombardia (10mila), Emilia Romagna (10mila), Puglia (9mila), Toscana (6mila), Campania (6mila), Sicilia (6mila), Molise (5mila), Abruzzo (5mila), Liguria (5mila), Umbria (5mila) , Marche (4mila), Calabria (4mila), Friuli Venezia Giulia (4mila), Sardegna (3mila) , Basilicata (3mila), Valle d’Aosta (3mila) e Trentino Alto Adige (2mila). Inoltre mancheranno sempre entro il 2030; 75 mila infermieri e 35 mila fisioterapisti per colpa del precariato e sotto pagamento sia nel privato che nel pubblico.

«Dal mondo politico urgono soluzioni e mantenere le promesse riguardo la carenza dei medici ,ci dispiace ripetere che le nostre proposte e richieste ad oggi sono poco ascoltate ; bisogna creare le condizioni favorevoli nell’ambito  lavorativo  e della ricerca universitaria (urgono 10 mila borse di specializzazione e assumere i medici specializzandi) per portare in controtendenza  questi dati, contrastando i bassi salari,precariato ,aggressione nei confronti dei professionisti della sanità e  lo sfruttamento lavorativo e la dilagante  burocrazia che, purtroppo, si espande sempre più nell’ambito dell’esercizio della professione medica – dichiara il Fondatore dell’Amsi e di Uniti per Unire e Membro del GDL Salute Globale,  Fnomceo  Foad Aodi È necessario sostituire specialisti che vanno in pensione e abbreviare il periodo del riconoscimento dei titoli di studio esteri  e consentire ai medici stranieri, i quali  hanno esercitato la professione in Italia da più di 5 anni e non possiedono la cittadinanza italiana, di poter sostenere concorsi pubblici e stipulare contratti a tempo indeterminato almeno per 5 anni e per contrastare  la cosiddetta  ‘fuga dei cervelli’”.

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