Vaccino contro HPV papillomavirus, sottovalutati gli effetti collaterali: dolori, stanchezza cronica e tachicardia

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Il vaccino contro il virus del papilloma HPV benchè utilissimo, ha effetti collaterali significativi sottaciuti dall’EMA, l’Agenzia europea per i medicinali. L’accusa arriva dalla norvegese Nordic Cochrane Centre: i ricercatori scandinavi accusano l’agenzia di aver fallito nel suo compito, trascurando il rischio di effetti collaterali rari ma molto gravi, associabili all’iniezione. La denuncia, presentata al Mediatore europeo, è stata dichiarato ricevibile il 5 dicembre 2016, come rivela la rivista francese Le Monde. Il documento si estende su 99 pagine. L’argomento, lanciato da SaluteOkay, è stato trattato anche dalla trasmissione Report del 17 aprile 2017.

ACCUSE PESANTI FIN DAL LUGLIO 2015

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Il vaccino HPV tra sospetti di serie reazioni indesiderate e diffidenza in Italia copre solo il 70% delle ragazze

Queste critiche erano state sollevate fin dal luglio 2015, quando l’autorità sanitaria danese per i farmaci viene avvertita dagli enti ospedalieri che hanno notato un incremento di sindromi complesse dopo la vaccinazione da HPV come stanchezza cronica, dolore regionale, tachicardia posturale ortostatica. L’autorità, quindi, ha chiesto all’EMA di riconsiderare la possibilità di effetti collaterali rari. L’agenzia europea “non conferma o esclude” un legame tra i due fenomeni. Il Nordic Cochrane Centre non è dello stesso parere e rimette in dubbio il lavoro dell’EMA. “Diverse dichiarazioni del EMA sono o false o seriamente fuorvianti“, accusa il centro nella sua denuncia. Ai suoi occhi, il caso è semplicemente un fatto di cattiva gestione. Soprattutto dal momento che non è la prima volta: in due occasioni in passato, l’atteggiamento del EMA è stato bloccato, per esempio alcuni trattamenti contro l’obesità sono stati mal valutati. A luglio 2015 l’Ema con QUESTO DOCUMENTO ha annunciato di voler valutare  gli effetti indesiderati del vaccino ma appena quattro mesi dopo ha emesso QUESTO VERDETTO .

EFFETTI DIFFICILI DA TRATTARE

Gli autori della denuncia sono in allarme per la sottovalutazione delle vittime di questi effetti collaterali, un risultato diretto di questo silenzio. Le sindromi in questione sono difficili da diagnosticare, ricordano, e sono difficili da trattare. Per questo motivo le giovani donne dovrebbero essere informate dei rischi.

Già nel giugno 2013 questa posizione critica è stata adottata in Giappone, Dopo la tempesta mediatica sollevata per la rivelazione di diversi effetti collaterali gravi, l’autorità sanitaria nipponica ha deciso di non raccomandare il vaccino. Attualmente in Giappone si stanno conducendo studi epidemiologici per verificare i sospetti. A settembre scorso, i ricercatori hanno invitato il governo a consigliare nuovamente il vaccino poiché i benefici del vaccino contro l’HPV sono reali. Riduce, infatti, le lesioni precancerose del collo dell’utero e lotta efficacemente contro le verruche genitali, un sintomo più benigno dell’infezione da HPV.

COME VANNO LE COSE IN ITALIA

In Italia è in atto dal 2007 una campagna vaccinale contro l’HPV rivolta alle bambine di 12 anni; dal 2014 la somministrazione nelle ragazze è bivalente e avviene a distanza di sei mesi tra le due iniezioni. Possono richiedere di vaccinarsi SECONDO QUESTO SCHEMA anche i maschi (il rischio di trasmissione sessuale è notevole anche rispetto a QUESTO PERICOLO nel sesso orale), nei confronti dei quali il vaccino è quadrivalente. Al 31 dicembre 2014, ultimo dato disponibile con il DETTAGLIO REGIONALE, la copertura vaccinale media delle ragazze di 12 anni era del 70,2%. Una campagna che, come segnala QUESTO STUDIO, ha avuto momenti di difficoltà.

QUESTO E’ IL LINK alla trasmissione Report Rai 3 del 17 aprile 2017.

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