Tossicodipendenza da eroina, ora si muore anche di botulismo

0
1253

EROINAUn nuovo nemico minaccia la salute dei tossicodipendenti che fanno uso di eroina: si chiama botulismo. Tra dicembre 2014 ed il 10 febbraio 2015, dalla Norvegia e dalla Scozia sono stati segnalati rispettivamente 8 e 15 casi di botulismo tra persone che fanno uso di droghe per via iniettiva. Tutti i casi notificati facevano uso di eroina.

IGNOTA L’ORIGINE DELLA CONTAMINAZIONE

Si sospetta che eroina contaminata possa essere la fonte dell’infezione. Non sono stati individuati lotti contaminati con spore di Clostridium botulinum e pertanto non è possibile stabilire la distribuzione e la quantità di eroina infetta. Tuttavia l’osservazione di casi concentrati nel tempo e nello spazio suggerisce che l’infezione potrebbe essere collegata ad un unico lotto contaminato. È quanto riportato nel Rapid Risk Assessment dell’European Monitoring Centre for Drugs and Drug addiction “Wound botulism in people who inject heroin: Norway and the United Kingdom” del 14 febbraio 2015. Il documento suggerisce misure di sicurezza nazionali utili per limitare il rischio di ulteriori casi nei Paesi Ue/See.

UN’INFEZIONE CHE PUO’ UCCIDERE UN PAZIENTE SU DIECI
Il botulismo è una malattia paralizzante, grave e potenzialmente letale causata da una tossina prodotta dal batterio anaerobico Clostridium botulinum. Ci sono tre forme di malattia a seconda del sito di produzione della tossina: alimentare (ingestione di pretossina formata), intestinale, e da ferita. Il botulismo da ferita si verifica quando le spore entrano in una lesione della cute e si riproducono in un ambiente anaerobico. Il botulismo non si diffonde da persona a persona. La tossina botulinica produce una paralisi flaccida senza febbre. I pazienti di solito presentano difficoltà nella vista e nella deglutizione. I sintomi sono simili in tutte le forme di botulismo. Se non trattata, la paralisi può progredire a braccia, gambe, tronco e ai muscoli respiratori. Il trattamento comprende antibiotici e la somministrazione di un antitossina. La percentuale di mortalità varia dal 5% al 10% nei pazienti non adeguatamente trattati. Solitamente conseguente a contaminazione alimentare, le possibilità di sopravvivenza dal botulismo aumentano in funzione dell’immediatezza con cui si fa ricorso ai soccorsi; l’antagonismo alla tossina botulinica è possibile con la somministrazione di un’antitossina nelle prime ore dalla comparsa dei sintomi. 

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here