Sterigmatocistina, il nemico che si nasconde nel riso e nei cereali

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MUESLILa sterigmatocistina è una micotossina (o aflatossina) sostanza cancerogena genotossica, prodotta da muffe del genere Aspergillus, Penicillium e Fusarium. Generalmente entrano nella filiera alimentare attraverso colture contaminate destinate alla produzione di alimenti e mangimi, principalmente di cereali, ma possono formarsi anche in caso di stoccaggio poco accurato e scarsamente igienico. La presenza di micotossine (o aflatossine) negli alimenti e nei mangimi può essere nociva per la salute umana e degli animali poiché può causare effetti avversi di vario tipo, come il cancro e la mutagenicità, nonché portare disturbi a livello estrogenico, gastrointestinale e renale. Alcune micotossine sono inoltre immunosoppressive e riducono la resistenza alle malattie infettive.

E’ per tutta questa serie di ragioni che è fondamentale individuare la quantità e contrastare la diffusione di micotossine e, più specificatamente, di sterigmatocistina negli alimenti. L’EFSA, Agenzia europea per la sicurezza alimentare, ha effettuato un corposo lavoro, il “Survey on sterigmatocystin in food”, condotto da un team di ricercatori olandesi, greci e inglesi. Tra gli studiosi, anche l’italiano Amedeo Pietri dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.

ALLERTA SU UNA DECINA DI PRODOTTI, SPECIE RISO E CEREALI DA COLAZIONE

Su 1259 prodotti diversi sottoposti ad analisi di laboratorio, è emerso che il 10% era contaminato da sterigmatocistina: di questi la metà presentava livelli inferiori alla soglia di rischio. Solo l’1,4% dei campioni ha superato il limite: si tratta in particolare dei cereali e del riso. I campioni sono stati raccolti principalmente in impianti di trasformazione, impianti di stoccaggio, commercio all’ingrosso e al dettaglio tra agosto 2013 e novembre 2014, in nove paesi europei (soprattutto Grecia, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito (UK), in aggiunta a Cipro, Germania, Lettonia, Lituania, e Polonia). I prodotti provenivano da 27 paesi europei e altri 18 paesi extra-europei (principalmente riso e noci). I campioni comprendevano cereali (221 grano, segale 35, 33 mais, orzo 59, 51 l’avena, farro 2, 117 di riso), prodotti con farina di grano (125), pasta (115), pane / panini (143), cereali per la colazione / muesli (97), panetteria fine (90), alimenti a base di cereali per neonati (54), birra (53), arachidi (28) e nocciole (36).

DOVE SI NASCONDE IL NEMICO

Complessivamente, la sterigmatocistina è stata identificata nel 10% dei campioni. Più del 50% dei campioni contaminati conteneva livelli tra livello mininimo LOD e 0,5 mg / kg. Negli altri casi i livelli erano nell’intervallo 0,5-6 mg / kg con una sola eccezione (33 mg / kg nell’avena). Riso e avena sono stati identificati come i cereali più inclini alla contaminazione da sterigmatocistina : praticamente tutti i campioni di riso integrale, il 21% dei campioni di riso trasformati, il 22% dei grani di avena. La più alta incidenza era nei cereali per la colazione / muesli (19%), mentre per gli altri prodotti a base di cereali il tasso di rilevazione era tra il 5 ed il 7%. Nei prodotti di cereali contaminati, riso e avena erano spesso presenti come ingredienti. Nessuno dei campioni di birra e noci è risultato essere contaminato da sterigmatocistina.

LE RACCOMANDAZIONI

Gli studiosi esprimono raccomandazioni rivolte in particolar modo alle istituzioni scientifiche. La formazione delle micotossine dipende da vari fattori, tra le quali le condizioni climatiche. Questo studio riflette la situazione di poco più di un anno di campionamento (2013-2014). Pertanto uno studio di follow-up sarebbe necessario per ottenere informazioni sulle variazioni stagionali. Poiché la farina di riso è un ingrediente importante in alimenti per bambini a base di cereali, e avena in misura minore, è considerata rilevante l’urgenza di una più ampia indagine su questi prodotti contenenti riso e /o avena come ingredienti principali. Sono necessarie maggiori informazioni sulla presenza di sterigmatocistina nel riso coltivato nell’UE, e sugli effetti della lavorazione del riso dopo la raccolta.

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