Shopping compulsivo: come evitare la frenesia degli acquisti in tre mosse

Tra black friday, saldi e offerte di lancio i consumatori subiscono continue pressioni a lasciarsi andare agli acquisti. Ecco come contenere lo shopping compulsivo

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L’industria del consumo non dà tregua. Tra black friday, saldi, offerte di lancio e altre diaboliche iniziative i clienti subiscono continue pressioni a lasciarsi andare agli acquisti. E diventa sempre più difficile resistere allo shopping compulsivo.

Trainati dalle occasioni di sconto e da inviti più o meno ingannevoli, lo shopping prende il sopravvento, ma spesso il rischio è di incorrere in acquisti compulsivi e smisurati. Magari pure inutili. E spesso, quando abbiamo gli armadi pieni di oggetti, ci perdoniamo giustificando che quell’acquisto potrebbe magari diventare un regalo per amici, parenti e conoscenti.

Per gli psicologi la dinamica che scatta nel comperare qualcosa porta benefici avvertibili in noi ma, attenzione, al pari di una droga, quella sensazione può portare a dipendenza. “Studi scientifici hanno provato l’utilità dello shopping segnalando tra i benefici riconosciuti l’esercizio fisico, la riduzione dello stress e dell’ansia e l’aumento del buon umore – spiega Eleonora Iacobelli, psicologa, presidente EURODAP – Tuttavia, è necessario prestare attenzione perché dagli effetti positivi alla patologia il passo è molto breve. E’ infatti quasi impossibile segnare un confine netto tra ciò che possiamo definire come acquisto normale, esigenza o piccolo sfizio e i fenomeni di acquisto compulsivo, definiti consumopatie”.

E’ ipotizzato che durante l’acquisto di un qualcosa si determini in noi un meccanismo mediato dagli ormoni della felicità (la serotonina) e del piacere (endorfine). Le sensazioni collegate restano impresse in corrispondenza con il medesimo gesto e mancano quando quel gesto non si ripete.

Peraltro, il mondo dello shopping si fa sempre più presente ed aggressivo nella società moderna, evocando in continuo quelle sensazioni positive. Dall’acquisto on-line, al mercatino vintage, alle luci sfavillanti dei centri commerciali, i più svariati prezzi e modelli sono accessibili con un click, sponsorizzati da pubblicità che ci raggiungono sui siti internet, e-mail personali e social. Ma cosa succede a chi non ha la disponibilità economica per assicurarsi gli acquisti desiderati?Frustrazione, calo dell’autostima, senso di inadeguatezza, depressione, come se la mancanza di quell’oggetto ci rendesse nullità. Lo shopping compulsivo – prosegue l’esperta – consiste nel bisogno di fare delle spese frequenti e ripetute di oggetti talvolta non necessari. È un comportamento guidato da un impulso urgente e irresistibile a comprare, ripetuto al fine di trovare negli acquisti una soluzione ad uno stato di malessere. Proprio per questo la sensazione d’esaltazione ed eccitazione è immediatamente seguita dalla delusione nel momento in cui si torna a casa e ci si rende conto che lo stato d’animo non è cambiato. A questo punto il disagio prende nuovamente il sopravvento ed illudendosi di stare meglio si comincia a programmare altro shopping”.

CONTENERE LO SHOPPING COMPULSIVO IN TRE MOSSE

Per cercare di frenare la frenesia degli acquisti gli esperti hanno stilato un vademecum di tre semplici regolette. Ecco come diventa possibile gestire al meglio le spese e l’impulso all’acquisto:
1) Fare un elenco di ciò che è essenziale. Farsi accompagnare a fare shopping da una persona che dissuada e ci faccia ragionare sulle spese inutili.
2) Pagare gli acquisti in contanti e usare il meno possibile carte di debito: in questo modo si ottiene una miglior consapevolezza della spesa effettuata. Il contenimento delle risorse in forma di banconote può aiutare a limitare gli acquisti.
3) Valutare bene gli acquisti, facendo vari giri, confrontando prezzi e modelli e selezionando solo quegli oggetti il cui costo rientri nel nostro budget.

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