Settimana bianca, sci e snowboard i traumi evitabili

Come prepararsi alla settimana bianca, l'equipaggiamento da utilizzare per non farsi male quando si scia, gli scarponi giusti ed il casco.

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CADUTA.SCI1Settimana bianca alle porte, attenzione alle dotazioni di sicurezza ed ai rischi che si corrono sulla neve.

In Italia lo sci è praticato da oltre tre milioni di persone con una percentuale di infortuni che varia da 6-7 infortuni al giorno per mille praticanti. Secondo il rapporto Simon possiamo attenderci circa 30.000 incidenti/anno causati dalla pratica di sport invernali; tra questi 1.500 circa, ovvero il 5%, richiedono assistenza in ricovero ospedaliero. Purtroppo il recente caso di Camilla Compagnucci, la bimba romana di 9 anni morta in seguito ad un trauma cervicale occorso mentre sciava sulle piste di Salice D’Ulzo, ripropone drammaticamente il tema della sicurezza sulla neve.

E’ dunque importante, in vista delle settimane bianche e dei soggiorni in montagna, capire come prepararsi e come evitare di farsi male quando si scia. Con l’allenamento e l’uso di attrezzature tecniche efficaci, infatti, la percentuale scende a 3 infortuni per mille. Ecco perché è importante presentarsi all’appuntamento con la neve in forma, con una preparazione atletica mirata e con attrezzature adeguate.

Il rapporto indica che “nel 32,6% dei casi l’intervento di soccorso sulle piste è effettuato in seguito a distorsioni (il 94% delle quali a carico degli arti inferiori). Seguono poi le contusioni (26%), le fratture (14%), le ferite (9%) e le lussazioni (8%). Sono le donne i soggetti più interessati dalle distorsioni (43%), mentre nei maschi le differenti tipologie di lesione sembrano ripartirsi in maniera più equilibrata: le ferite riguardano il 12% dei maschi e il 5.2% delle femmine, le lussazioni l’11.2% degli uomini e il 4% delle donne”.

NON DIMENTICATE IL CASCO DI PROTEZIONE

Considerata questa realtà “dolorosa” lo sciare in maniera sicura dovrebbe essere il viatico di chiunque pratichi lo sport invernale più diffuso. Al primo posto nelle dotazioni da non dimentica c’è il casco di protezione, che riveste certamente un ruolo importante per ridurre il rischio di danni cerebrali in seguito a cadute e urti. Dovrebbe essere sempre più utilizzato soprattutto dagli adulti, visto che i bambini che iniziano a sciare oggi saranno portati naturalmente ad usarlo sempre.

L’uso del casco sulle piste, infatti, sia per sciatori che per snowboarders è diffuso da poco e ad oggi è obbligatorio esclusivamente per i minori di 14 anni (fino ai 18 in Piemonte). Sono previste multe fino a 250 euro per chi non rispetta la norma. La protezione è necessaria per prevenire una lesione dell’encefalo la cui gravità è assolutamente variabile fino a determinare un danno fatale per la vita. “In considerazione del fatto che la velocità è un fattore determinante per la gravità del trauma, sicuramente il casco andrebbe suggerito proprio per coloro che hanno una sciata per così dire “aggressiva”; dovrebbe essere leggero, proteggere particolarmente la volta cranica, permettere una buona visibilità, non limitare l’udito e per ultimo contrastare l’ipertensione delle vertebre cervicali” suggerisce Stefano Salvatori, specialista in Ortopedia e Traumatologia oltre che medico sociale S.S. Lazio.

Sono diversi i modelli di caschetto disponibili sul mercato, a seconda delle esigenze di protezione. L’Ultrasport Race Edition Casco da Sci, Nero, L è il più gettonato e gode delle migliori recensioni, anche per l’ottimo rapporto qualità/prezzo. Più costoso e con standard decisamente maggiori è il Casco da sci per gli adulti. VS – 638 nero opaco con due visiere (specchio d’argento e giallo -), visiera incernierato – M proposto in cinque diverse misure. Il più alto nella gamma è Black Crevice, Casco da sci Gstaad, Nero (Schwarz Carbon), M/L con ben 12 prese d’aria e paraorecchi con sistema audio più supporto per occhiali da sci.

ATTENZIONE AI LEGAMENTI DEL GINOCCHIO QUANDO SCIATE

Un’altra zona del corpo più esposta ai traumatismi da sport alpini è quella degli arti inferiori e, nella fattispecie il ginocchio. Basta un dato a ribadirlo: le lesioni del LCA (legamento crociato anteriore) negli ultimi 30 anni sono incrementate del 280%. Sci carving (dalla forma parabolica ovvero stretti al centro e più larghi in punta e coda) e scarponi alti e rigidi sottopongono questa articolazione a forti sollecitazioni, che possono provocare distorsioni e rotture del legamento crociato. “È stato l’avvento di nuovi materiali a coinvolgere maggiormente l’articolazione del ginocchio – segnala il dottor Salvatori – Il carve, l’attuale sci sciancrato, è più corto rispetto a quello che si utilizzava una volta, agevola la curva e ne stringe l’angolo, sottoponendo l’articolazione del ginocchio ad uno stress torsionale importante, soprattutto se le lamine sono molto affilate. Anche lo scarpone, sempre più alto e rigido, immobilizzando completamente la caviglia, fa sì che tutte le forze vengano trasmesse al ginocchio, senza poter essere attutite dalla caviglia stessa”.

POLLICE DELLO SCIATORE

Un’altra patologia diffusa è il pollice dello sciatore o lesione di Stener. Si tratta della rottura del legamento collaterale ulnare dell’articolazione metacarpo-falangea del pollice: costituisce una lesione frequente negli sciatori come anche dei portieri di calcio, dei giocatori di basket e dei rugbisti. Il legamento collaterale ulnare (LCU) è la struttura che stabilizza il pollice e consente, in una presa di forza della mano, la pinza fra il pollice da una parte e le dita lunghe dall’altra. La lesione è conseguenza della abduzione forzata del pollice, movimento che si verifica in caso di una caduta sulla mano aperta che tiene il bastoncino da sci, oppure nel tentativo di afferrare una palla. Nei casi meno gravi si ricorre all’immobilizzazione del pollice attraverso apparecchio gessato o alla stecca di Zimmer. In quelli più seri si deve ricorrere alla ricostruzione chirurgica del legamento. Infine, nello snow-board è frequente la distorsione della tibio-tarsica per l’uso più frequente degli scarponi morbidi e alla spalla-polso per le cadute dai salti.

Ecco le ragioni per le quali prima di iniziare la stagione sciistica o di avventurarci anche solo per un week-end sulla neve, è sempre utile effettuare una preparazione muscolare adeguata in particolare per avere un ginocchio pronto a rispondere a tutte le sollecitazioni durante la sciata. E riguardo agli sciatori della domenica, è bene ricordare che più ci si avventura con attrezzature improvvisate o prese a prestito e maggiore è il rischio di farsi veramente male.

A cura di Marco Spoliti specialista in Chirurgia Ortopedica a Roma ospedale S.Camillo

IL MANUALETTO DEL’ADUC

L’ADUC, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, sottolinea che le statistiche smentiscono che lo sia sia uno sport particolarmente pericoloso visto che si verificano due incidenti ogni mille giornate di sci e gli accessi al pronto soccorso per incidente sportivo e’ del 5,7% per lo sci e del 46% per il calcetto/calcio. Comunque le norme per la sicurezza esistono e l’ADUC, per voce del suo segretario Primo Mastrantoni, ne riassume alcune: 1. dare la precedenza a chi viene da destra; 2. non fermarsi al centro della pista, in curva o nei dossi; 3. obbligo di casco per i minori di 14 anni; 4. adeguamento della velocità alle proprie capacità e condizioni ambientali.
Si possono stipulare polizze con un’assicurazione anche per una sola giornata o per più giorni acquistando contestualmente lo skipass (leggere sempre le condizioni). Per l’acquisto dell’attrezzatura occorre preventivare una spesa complessiva di circa 300 euro (sci attacchi, racchette e scarponi), ovviamente si può spendere di più, fino a 1000 euro, in relazione alle prestazioni che si richiede all’equipaggiamento. Da ricordare che non è pensabile passare dalla poltrona dell’ufficio alle 8 ore di sci sulla pista: il rischio di incidenti anche lievi è in agguato in particolare nelle ore pomeridiane quando i muscoli sono stanchi e rispondono poco alle sollecitazioni.

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