Salvate bambini e gestanti da wifi e cellulari

L'Italia fanalino di coda nell'adozione di misure a protezione soprattutto di bambini e gestanti dall'inquinamento da dispositivi wifi e telefonini

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WIFI1Niente wifi, cellulari e tablet a bambini e gestanti: sono cancerogeni. Ma in Italia, diversamente da molte altre nazioni, non ci sono leggi o avvisi pubblici che lo prescrivono. E sarebbe ora di provvedere. A confermare la pericolosità di wifi e cellulari è uno studio di controllo su altre ricerche condotto dai team dell’University of California e dell’Environmental Health Trust, pubblicato sul Journal of Microscopy e Ultrastructure. La ricerca si intitola “Why children absorb more microwave radiation than adults: The consequences” e le conclusioni sono molto preoccupanti.

 IL PARERE DEGLI ESPERTI SU EFFETTI DI WIFI E CELLULARI

Il rischio per i bambini e gli adolescenti dall’esposizione ai dispositivi radianti a microonde wifi è considerevole. Come pure per gli adulti anche se minore ma molto reale. Questo perché:
(1) I bambini assorbono una maggiore quantità di radiazioni a microonde (MWR) rispetto agli adulti;
(2) Le MWR appartengono alla Classe 2B dei cancerogeni come il carbone, il tetracloruro di carbonio, il cloroformio, il DDT, il piombo, il nichel, il fenobarbital, lo stirene, il gasolio e la benzina. Poiché è chiaro che non si devono esporre i bambini a questi altri agenti, perché dovremmo esporli alle radiazioni a microonde?
(3) I feti sono ancora più vulnerabili rispetto ai bambini. Pertanto le donne incinte dovrebbero evitare di esporre il loro feto alle radiazioni a microonde.
(4) Ragazze e donne adolescenti non dovrebbero mettere cellulari nei loro reggiseni o nello hijab, il tipico foulard delle mussulmane.
(5) Nelle avvertenze contenute nei manuali d’uso dei cellulari va chiarito che un problema da sovraesposizione esiste.
(6) I dispositivi wireless sono trasmettitori radio, non sono giocattoli. I giocattoli in vendita che li utilizzano dovrebbero essere vietati.
(7) Gli avvertimenti governativi sono stati emessi, ma la maggior parte del pubblico non è a conoscenza di queste avvertenze.
(8) I limiti di esposizione sono insufficienti e devono essere rivisti in modo che siano adeguati.

 L’ESPOSIZIONE NEI LOCALI PUBBLICI

Il problema è molto serio, soprattutto in considerazione dell’espansione progressiva del wifi nei locali pubblici e nelle abitazioni: le microonde emesse superano i muri e invadono anche le case di chi non possiede i dispositivi. Si propone, dunque, come un tema di salute pubblica. Le norme adottate negli altri Paesi e citate dallo studio sono queste: In Turchia nel 2013 il governatore della provincia Samsun ha annunciato il lancio di una campagna sui cellulari per diffondere la consapevolezza sui loro rischi. In Belgio dal 2013 il ministero della Salute pubblica vieta le vendite del cellulare ai bambini sotto i 7 anni. Gli annunci sono vietati durante i programmi televisivi per bambini. In Australia dal 2013 il governo federale ha creato un foglio informativo diretto ai cittadini sui modi per ridurre l’esposizione ai dispositivi wireless. L’agenzia consiglia ai genitori di limitare l’esposizione dei bambini ai cellulari. In Francia dal 2010 la legge punisce la pubblicità dei cellulari ai bambini di età inferiore ai 12 anni.

In Italia il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nel 2007, ha vietato l’uso dei cellulari e di altri dispositivi elettronici da parte degli studenti e del personale docente all’interno delle scuole ma non si tratta di un provvedimento a tutela della salute.

 LE EVIDENZE SULLA CANCEROGENICITA’

Fra il 2010 e il 2011, dopo 30 studi provenienti da 14 paesi effettuati sul tema, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che la radiofrequenza a microonde RF-EMF [MWR] fa parte della Classe 2B (possibile) cancerogeno. E ‘stata una dichiarazione pressochè unanime (un solo studio dissidente). Le MWR, sono incluse nei 285 agenti elencati dall’IARC e OMS come cancerogeno di classe 2B. Quegli organismi avevano decretato che “può esistere un rischio accresciuto in caso di un utilizzo intensivo del cellulare, per circa mezz’ora al giorno e durante 10 anni”.

Nel nuovo studio prodotto dall’University of California e dell’Environmental Health Trust,” la simulazione al computer usando risonanza magnetica sui bambini è l’unico modo possibile per determinare la radiazione a microonde (MWR) assorbita in tessuti specifici dei piccoli. I bambini assorbono più MWR rispetto agli adulti perché i loro tessuti cerebrali sono più assorbenti, i loro crani sono più sottili e la loro dimensione relativa è più piccola. Le MWR da dispositivi wireless sono state dichiarate un possibile cancerogeno per l’uomo. I bambini sono più a rischio rispetto agli adulti quando esposti a un qualsiasi agente cancerogeno. Poiché il tempo medio di latenza tra la prima esposizione e la diagnosi di un tumore può essere di decenni, i tumori indotti nei bambini non possono essere diagnosticati anche fino all’età adulta. Il feto è particolarmente vulnerabile a MWR: l’esposizione può provocare la degenerazione della guaina mielinica protettiva che circonda i neuroni cerebrali. I giocattoli emettitori di MWR vengono venduti per l’uso da parte dei giovani neonati e nei bambini. Casi di demenza digitale sono stati segnalati in bambini in età scolare”.

Inoltre, “uno studio ha dimostrato che quando i cellulari sono posti nel reggiseno nelle adolescenti si sviluppano proprio sotto il punto in cui si trovano i telefonini carcinoma mammari multipli. I limiti di esposizione alle MWR sono rimasti immutati per 19 anni. Tutti i produttori di smartphone presentano avvisi che descrivono la distanza minima alla quale il telefono deve essere tenuto dall’utente in modo da non superare i limiti di legge attuali di esposizione alle MWR. Il limite di esposizione per i computer portatili e per i tablet sono impostato quando i dispositivi vengono analizzati a 20 cm di distanza dal corpo”.WIFI (2)

Una task-force composta da medici, scienziati e associazioni ha avviato in Italia una petizione per costringere il Governo a ridurre le fonti di radiofrequenza e di elettrosmog in particolare nei luoghi sensibili, come scuole e ospedali.

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