Pesce avariato, maxi-sequestro a Fiumicino

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SEQUESTRO1Quasi una tonnellata di pesce in parte mal conservato e in parte dalla dubbia provenienza, è stato sequestrato martedì 23 dicembre a Fiumicino dalla Guardia Costiera. Alla complessa operazione di polizia coordinata dal Centro Controllo Area Pesca (CCAP) della Direzione Marittima di Civitavecchia, hanno preso parte, oltre al personale specializzato della Guardia Costiera di Roma e della stessa Civitavecchia, anche unità dell’azienda sanitaria ASL Roma D e due pattuglie della Polizia di Stato. All’interno di un capannone gestito da cittadini rumeni nel comune di Fiumicino, si è proceduto ad un minuzioso controllo nei confronti di una grossa attività di deposito e distribuzione di prodotti ittici (soprattutto aragoste, astici, ostriche e, in generale, molluschi e crostacei destinati al consumo in vista delle imminenti festività Natalizie e di fine anno).

Le modalità con cui lo stoccaggio di parte dei prodotti veniva effettuato sono state immediatamente ritenute non idonee dal personale ASL intervenuto, con conseguente denuncia all’autorità giudiziaria per il cattivo stato di conservazione. Oltre alle non conformi condizioni igieniche, si è altresì avuto modo di verificare una generale assenza di documentazione di tracciabilità dei prodotti – ad eccezione di piccoli quantitativi locali – presumibilmente provenienti da mercati esteri. Attesa l’impossibilità di accertarne quindi l’effettiva commerciabilità, sono stati anch’essi sottoposti a sequestro. Rinvenuta sul posto anche la presenza di lotti con data di scadenza già trascorsa da diversi mesi.

Al termine delle attività, il personale intervenuto ha quindi provveduto a denunciare alla competente autorità giudiziaria il titolare della ditta, elevando tre sanzioni amministrative per un totale di € 5.166, e sottoponendo a sequestro circa 850 kg di prodotti ittici vari (250 dei quali, una volta accertata l’idoneità al consumo umano dal servizio veterinario dell’ASL, sono stati donati alle Suore piccole operaie del sacro cuore di Roma per destinarli alle case famiglia alle quali prestano assistenza)

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