Diabete più raro nel gruppo sanguigno 0 Rh-

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SANGUEI donatori universali, ovvero i membri del gruppo sanguigno O, correrebbero rischi minori di ammalarsi di diabete rispetto agli altri. Questa è la conclusione di un team dell’Istituto francese per la ricerca medica Inserm impegnato presso l’Institut Gustave Roussy-(Villejuif, Val-de-Marne). Lo studio, pubblicato in Diabetologia, prova una forte associazione tra gruppo sanguigno (A, B, AB, O) e la probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2.

STUDIO FRANCESE RIVELA CHE IL GRUPPO O E’ MENO DIABETOGENO

Più di 80mila donne sono state seguite per 18 anni (dal 1990 al 2008) con questionari sottoposti ogni due-tre anni riguardanti il rapporto tra gruppo sanguigno e il diabete. “Abbiamo dimostrato per la prima volta in una grande popolazione, che le donne con sangue di tipo O (circa il 43% della popolazione francese ed il 40% di quella italiana appartiene a questo gruppo oggi) hanno un minor rischio di sviluppare il diabete di tipo 2″ sintetizza Guy Fagherazzi, epidemiologo presso Inserm e co-autore dello studio. Infatti, quando si confrontano i diversi gruppi sanguigni, emergono grandi differenze. Rispetto al gruppo O, i gruppi A, B e AB presentano rispettivamente il 10%, 17% e 21% di rischio più elevato di diabete. Indipendentemente dallo stile di vita.

IL GRUPPO B POSITIVO RISCHIA UN TERZO DI PIU’

Quando viene preso in considerazione il fattore rhesus (Rh positivo o negativo), risulta che la probabilità di sviluppare il diabete è molto bassa nel donatore universale O-negativo. Al contrario, le donne partecipanti del gruppo B-positivo hanno fatto registrare un rischio più elevato del 35%. Nel dettaglio: rispetto alle donne con sangue O-negativo, il rischio di diabete è stato del 17% maggiore tra le donne A-positivo, il 22% più elevata tra le donne A-negativo, il 26% maggiore tra le donne AB-positivo, e il 35% più alto tra le donne B-positivo. Al momento, però, questa associazione non ha valore clinico ma solo sperimentale. “ Speriamo che questo risultato possa orientare nuovi studi: c’è bisogno di replicare questi dati in altre popolazioni con altro patrimonio genetico, con altre caratteristiche rispetto al nostro campione” ribadisce Guy Fagherazzi. In effetti, alcuni studi hanno suggerito un’associazione tra gruppo sanguigno e il rischio di diabete. Ma i risultati sono stati molto incoerenti.

I ricercatori formulano due ipotesi per spiegare che alcuni gruppi sanguigni proteggono meglio di altri dal diabete. “Siamo in grado di suggerire che alcuni gruppi hanno un profilo particolare rispetto ad altri. Ad esempio, nel gruppo O si stanno riconoscendo meno marcatori infiammatori di altri. E’ noto che l’infiammazione è un fattore di rischio per il diabete” sostiene Fagherazzi. “Poi, un altro meccanismo è stato suggerito: il gruppo sanguigno influenza la composizione del microbiota intestinale. E sappiamo che la flora intestinale ha un ruolo nel metabolismo del glucosio e del bilancio energetico».

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