La povertà riduce la aspettativa di vita: le prove in uno studio svizzero

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La salute ha un prezzo che non tutti possono permettersi. Lo sanno bene gli abitanti di quegli Stati nei quali l’assistenza sanitaria è a pagamento, condizione che sta sempre più caratterizzando anche il welfare italiano. E le ripercussioni sullo stato di salute individuale sono gravissime, quando valutate in termini di minore aspettativa di vita.

1,7 MILIONI DI PERSONE MONITORATE

La povertà fa ridurre le spese sanitarie pro-capite e abbassa l’aspettativa di vita

A rivelarlo sul piano epidemiologico-statistico è uno studio dal titolo “Socioeconomic status and the 25 × 25 risk factors as determinants of premature mortality: a multicohort study and meta-analysis of 1·7 million men and women” pubblicato il 1° febbraio 2017 nella rivista The Lancet: la conclusione è che l’aspettativa di vita è legata, in particolare, allo “status socio-economico”.

Questa ricerca, condotta  nell’università svizzera di Losanna (tra gli studiosi anche gli italiani Silvia Stringhini e Cristian Carmeli), si basa su 48 studi precedentemente condotti negli Stati Uniti, in Australia o in Europa. E concludono che il divario in termini di aspettativa di vita è evidente negli anni. “I partecipanti allo studio con un basso status socio-economico avevano una più alta mortalità rispetto a quelli con una condizione più elevata” hanno spiegato gli autori. Secondo loro, un basso livello di istruzione o avere un lavoro poco qualificato sarebbe sufficiente a diminuire l’aspettativa di vita di 2,1 anni (nei soggetti tra 40 e 85 anni).

L’indagine ha analizzato  i dati di 1.751.479 (il 54% donne). “Il nostro studio è uno dei più grandi mai svolto finora nell’esaminare il rapporto tra status socio-economico e la mortalità prematura. E la prima indagine importante confrontare direttamente l’importanza di queste circostanze come determinante dei principali rischi per la salute del viso la salute “, sostengono i ricercatori.

L’ASPETTATIVA NELLE ABITUDINI MALSANE E NELLE MALATTIE CRONICHE 

Per confronto, gli scienziati hanno infatti studiato l’impatto di altri fattori come il fumo, il diabete e l’inattività fisica. Questi tre elementi hanno un effetto ancora maggiore sulla speranza di vita. Il fumo la riduce in media di 4,8 anni. Le persone con diabete hanno una aspettativa di vita inferiore di 3,9 anni. Infine, la mancanza di attività fisica è appena avanti allo status socio-economico, con una riduzione nell’aspettativa di vita di 2,4 anni. L’abuso di alcol fa ridurre l’aspettativa di 0,5 anni, l’obesità 0,7.

In Italia, secondo QUESTI DATI ISTAT, nel 2015 si stima che le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta siano pari a 1 milione e 582 mila e gli individui a 4 milioni e 598 mila (il numero più alto dal 2005 a oggi). L’Aifa IN QUESTO REPORT segnala che in Italia la spesa sanitaria annua pro capite è di 444 euro (costante nel 2014 rispetto all’anno precedente), ma quella dei poveri è di soli 69 euro (-8%). Ciò significa che se nelle famiglie non povere si destina il 3,8% del budget domestico per curarsi, in quelle povere si scende all’1,8%. Il 3,9% degli italiani ha rinunciato ad acquistare farmaci necessari a causa di motivazioni economiche.

QUESTO E’ LO STUDIO di meta-analisi elaborato dall’Università di Losanna.

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