Km zero e filiera corta: boom dell’agroalimentare sotto casa. Il caso Serra Madre di Acilia

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Filiera corta, spesa a km Zero, agroalimentare local, agricoltura sostenibile o biologica: ormai gli italiani hanno imparato a fare i conti con tutta questa terminologia legata al consumo di prodotti ortofrutticoli. Un’esigenza sempre più legata alla ricerca di uno stato di salute personale che ha il merito di rilanciare l’agricoltura italiana e innescare circuiti virtuosi. Persino le catene della grande distribuzione organizzata se ne sono accorte: uno per tutti vale l’esempio di Carrefour (non fatevi trarre in inganno dal titolo) che nella ristrutturazione dei punti vendita e della politica commerciale ha inserito vaste aree di prodotti bio e locali.

PRODOTTI BIO NEL 3% DEL CARRELLO DELLA SPESA

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Caccia ai prodotti biologici sempre freschi da parte dei consumatori

Il Rapporto Coop 2016 fotografa con puntualità il fenomeno del cambiamento nei consumi alimentari. Mangiamo di meno in quantità, i cibi sono sempre più light e si afferma lo stile alimentare “clean”. Ripulirsi è il mantra a tavola dei nuovi italiani e da qui la riscoperta di ingredienti “antichi” diventati i “superfood” di oggi: lo zenzero, la quinoa, la curcuma parole cercate ossessivamente in rete ma anche fonte di un segmento di fatturato in crescita (il giro d’affari dello zenzero anno su anno fa registrare un +141% e la curcuma supera il 93%). Del pari cresce in modo esponenziale anche il ricorso allo “altro cibo”: pillole, integratori, beveroni generano in Italia un mercato che ci fa primeggiare in Europa (2,5 miliardi il giro d’affari e un +7,7% anno su anno).


Crescono tutti prodotti con spiccate caratteristiche salutistiche
(+1,6%): sempre più spesso, le scelte alimentari privilegiano le varietà integrali e quelle senza glutine PIACERI MEDITERRANEI ha raggiunto quote di penetrazione del mercato sorprendenti), gli alimenti a base di soia e delattosati, i generi dietetici e quelli ad alta digeribilità. Le vendite di prodotti biologici a totale mercato hanno quasi raggiunto i 3 miliardi di euro, di cui oltre un miliardo nella sola Gdo (Grande distribuzione organizzata). Nei primi sei mesi del 2016 l’incremento a valore delle vendite ha superato il 20%, più in alto rispetto all’anno precedente (+19%) ed alla media del quinquennio 2010-2014 (+11%). Ormai i prodotti bio totalizzano il 3% del valore della spesa alimentare. Là dove per coltivazione biologica si intende sottrarsi allo sfruttamento intensivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell’acqua e dell’aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo sostenibile. QUI PUOI LEGGERE il Rapporto Coop 2016.

L’IMPEGNO DELLA COLDIRETTI

Ed ecco allora un fiorire di mercati fisici e online per l’acquisto di prodotti della filiera corta o a km zero. E’ il caso dei mercati di Campagna amica, una fondazione collegata alla Coldiretti. Mangi sano, sostieni l’agricoltura italiana e proteggi l’ambiente!è il claim che introduce a questa realtà che vanta ormai 863 piazze e vie dove ogni settimana si danno appuntamento produttori ortofrutticoli dell’ambito regionale (QUI PUOI TROVARE il mercato di Campagna amica più vicino a casa tua). Il perché del successo di Campagna amica è spiegato bene in QUESTO ARTICOLO ma possiamo riassumerlo in una formula sintetica: vi si trovano solo prodotti locali a basse emissioni di CO2 perché a km zero, freschi di stagione, i rifiuti organici tornano in fattoria per diventare compost, quindi concime, adulti e bambini possono partecipare ai corsi di educazione alimentare nelle fattorie didattiche presenti nei mercati.

IL BOOM DEI SITI DEDICATI

Su internet si registra un vero boom di siti dedicati alla vendita di prodotti agroalimentari a km Zero. L’idea è quella di mettere a contatto diretto, senza la mediazione del mercato, passaggi di mano e, soprattutto, lunghi tempi di conservazione (oltre che di trasporto) il produttore con il consumatore. Su prodotti-a-km-zero.it è possibile non solo conoscere quali sono e dove si possono raggiungere i coltivatori diretti ma anche dove si trovano i mercati a filiera corta o i servizi specifici, come ristoranti e fattorie didattiche, in cui passare del tempo all’aria aperta e far scoprire ai più piccoli il mondo contadino. In prodottiakzero.com l’obiettivo è di far “incontrare i piccoli produttori locali con i consumatori, cercando di educare questi ultimi all’utilizzo di prodotti genuini e sani ed allo stesso tempo far sviluppare le piccole realtà agricole del territorio”. Con ChilometroZero.net “sono messi in evidenza mercati e punti vendita di agricoltori e allevatori, erogatori di servizi direttamente ai consumatori” in un contesto giornalistico nel quale sono presti articoli di descrizione, suggerimento e valutazione. In mercatidellaterra.com è disponibile una rete internazionale di mercati, di produttori e di contadini, coerente con la filosofia Slow Food: luoghi dove fare la spesa, incontrarsi, conoscersi, mangiare in compagnia. E’ possibile trovarvi cibi e vini buoni per il palato, puliti per l’ambiente e giusti per la società, solo prodotti locali e di stagione, presentati solo da chi produce quello che vende.

IL CASO SERRA MADRE DI ACILIA 

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Serra Madre di Acilia è il primo esempio di spesa a “cm zero”

Dal 26 novembre ha esordito ad Acilia, in via di Macchia Palocco 320 (angolo via Canale della LIngua), di fianco alla vasta area verde una volta impiegata dall’Italcable per la rice-trasmissione intercontinentale, il progetto innovativo di “Serra Madre”, parafrasi del più noto termine Terra Madre.

Si tratta di un centro agricolo di cinque ettari, realizzato dalla famiglia Mangiante, ad Acilia dal 1937 (Acilia è una frazione di Roma, il più grande comune agricolo d’Italia). «Mio nonno venne qui a vivere e lavorare in un casale fuori della colonia originaria, in via Mellano: vogliamo rilanciare quella tradizione» sottolinea l’ultimo erede dell’epopea familiare, Stefano Mangiante. In “Serra Madre” sono 40 mila metri i quadrati impegnati in coltivazioni: di questi, 25mila su campo aperto e le restanti in serra. «Si tratta di un luogo di produzione di ortaggi stagionali secondo il sistema dell’agricoltura integrata, che riduce al minimo l’utilizzo di mezzi e tecniche che abbiano un impatto negativo sul suolo, sull’ambiente o sulla salubrità degli alimenti». La vendita è diretta, praticamente una spesa a Cm Zero: le verdure vengono raccolte immediatamente prima di finire sul bancone, garantendo una freschezza impareggiabile. Peraltro, considerato che non ci sono passaggi di mano e mediazioni commerciali, i prezzi sono mediamente più bassi di quelli del supermercato. “Serra Madre”, alimentata con pannelli fotovoltaici, diventerà una struttura polivalente al servizio della comunità. Sono infatti programmati eventi culturali, degustazioni di prodotti tipici, mercatini che valorizzano l’artigianato. Al tempo stesso, uno spazio sarà destinato gratuitamente alla creatività. E’ in cantiere anche la realizzazione di un museo dell’agricoltura: verranno esposti attrezzi contadini con antichi trattori, seminatrici, aratri trainati all’epoca dagli animali. L’ingresso è gratuito. QUESTA E’ LA PAGINA facebook di Serra Madre.

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