Cannabis, ecco come farsela prescrivere dal proprio medico

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Arriva l’autorizzazione per il medico di famiglia di prescrivere l’uso della cannabis a scopo terapeutico per diverse categorie di applicazioni. Con il decreto del 9 novembre 2015, infatti, il ministero della Salute regolamenta la produzione nazionale e le preparazioni di origine vegetale a base di cannabis.

100 KG DI PRODUZIONE ANNUA A FIRENZE

Sarà l’ Agenzia industrie difesa – Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze (AID-SCFM), sito in via Reginaldo Giuliani, 201 – Firenze il luogo di coltivazione e produzione della «sostanza attiva» ed in questa fase pilota, della durata di 24 mesi, è prevista una produzione fino a 100 kg di infiorescenze di cannabis (principi attivi THC e CBD) sulla base delle richieste delle Regioni e Province autonome in relazione al numero dei pazienti trattati. Nel mondo, secondo stime ufficiali ferme al 2013, il consumo di cannabis ad uso medico è complessivamente di 51 tonnellate. E’ bene ricordare che la cannabis per uso terapeutico in Italia (come anche in Germania, Spagna, Canada e Danimarca) si può importare dai Paesi produttori che sono Canada, Regno Unito, Olanda, Danimarca e Israele. Dal 14 dicembre 2016, la cannabis di Stato, come segnala QUESTO ARTICOLO è in distribuzione presso le farmacie italiane.CANNABIS

ECCO GLI AMBITI PRESCRITTIVI

Il decreto ministeriale chiarisce che “l’uso medico della cannabis non può essere considerato una terapia propriamente detta, bensì un trattamento sintomatico di supporto ai trattamenti standard, quando questi ultimi non hanno prodotto gli effetti desiderati, o hanno provocato effetti secondari non tollerabili, o necessitano di incrementi posologici che potrebbero determinare la comparsa di effetti collaterali.”

Per queste ragioni gli ambiti prescrittivi sono i seguenti:

  • l’analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore (sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale) resistente alle terapie convenzionali;
  • l’analgesia nel dolore cronico (con particolare riferimento al dolore neurogeno) in cui il trattamento con antinfiammatori non steroidei o con farmaci cortisonici o oppioidi si sia rivelato inefficace;
  • l’effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito, causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV, che non può essere ottenuto con trattamenti tradizionali;
  • l’effetto stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia (QUI IL DETTAGLIO), perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell’anoressia nervosa, che non può essere ottenuto con trattamenti standard;
  • l’effetto ipotensivo nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali;
  • la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette che non può essere ottenuta con trattamenti standard. (IN QUESTA RICERCA si suggerisce anche per alcune forme di epilessia)

Il medico potrà prescrivere e far utilizzare le preparazioni messe a disposizione con due diverse modalità di assunzione: per via orale (attraverso un decotto) o per via inalatoria (mediante vaporizzatore). QUESTO E’ IL DECRETO varato dal Ministero della Salute.

MA QUANTO COSTA IL TRATTAMENTO IN FARMACIA?

Il capitolo dei costi non è ben chiaro. E’ il decreto stesso che chiarisce che “la sostanza attiva di origine vegetale a base di cannabis avrà un costo di produzione stimato in euro 5,93 al grammo. I costi previsti non tengono conto dell’IVA da applicare”. Il costo di vendita al pubblico è disciplinato dall’Allegato A al decreto ministeriale 18 agosto 1993 di determinazione della Tariffa nazionale per la vendita al pubblico dei medicinali ma  la tariffa è ferma al 1992: la vendita al pubblico è di 29/30 euro al grammo. La cannabis terapeutica di provenienza olandese (Bedrocan BV) è attualmente venduta nelle Farmacie Italiane ad un costo di circa 21-22 €/grammo ma si dice che il prezzo di vendita della cannabis “italiana” del Farmaceutico Militare sarà attorno ai 10€ (8 + IVA).

1 COMMENT

  1. L’articolo non mensiona affatto le ripercussioni su lavoro e patenti guida; mi spiego; attualmente i consumatori di thc se pizzicati gli viene sospesa la patente e applicata una multa più tutta la trafila per riavere la patente. Immagino che per farmi dare la ricetta dovrò dichiarare un qualche disturbo nervoso o del sonno, mi continueranno a far svolgere il mio lavoro di educatore se dichiaro questi disturbi????

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