Influenza alle porte: i consigli per ridurre il contagio

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L’influenza è alle porte. Anzi, per molti è già una realtà: tosse, mal di gola, starnuti, qualche linea di febbre e problemi intestinali già accompagnano le giornate di migliaia di italiani.

Presso i nostri vicini d’Oltralpe, in Francia, la scorsa settimana (dal 21 al 28 settembre), il sistema di monitoraggio sanitario Sentinel ha evidenziato che il tasso dei casi di malattia simil-influenzale registrati in medicina generale è stato stimato in 11 casi per 100mila abitanti: una quota al di sotto della soglia epidemica (101 casi per 100mila abitanti) ma comunque già significativa. Notevole, poi, il tasso di incidenza di diarrea acuta segnalato dai medici di medicina generale: 103 casi per 100mila abitanti, comunque ancora al di sotto della soglia epidemica (187 casi per 100mila abitanti) .

I PREZIOSI CONSIGLI DELLE AUTORITA’ SANITARIE

In vista dell’ormai imminente stagione influenzale, il Ministero della Salute ha diffuso la circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2015-2016” che contiene i suggerimenti per prevenire l’epidemia attraverso le misure di igiene e protezione individuale e mediante la vaccinazione. Oltre a sottolineare l’importanza di gesti semplici ma efficaci nella prevenzione influenzale come il lavaggio delle mani, la circolare riporta la composizione del vaccino per la stagione 2015-16 che conterrà – secondo le indicazioni Oms – una nuova variante antigenica di sottotipo H3N2 (A/Switzerland/9715293/2013), che sostituirà il ceppo A/Texas/50/2012 contenuto nel vaccino della stagione 2014/2015 e una nuova variante di tipo B (B/Phuket/3073/2013), appartenente sempre al lineaggio B/Yamagata/16/88, in sostituzione del precedente ceppo vaccinale, B/Massachusetts/2/2012. In caso di malattia, queste le regole alimentari per un breve decorso e recuperare presto la forma.

In Italia nella stagione 2014-2015, il picco epidemico è stato raggiunto nella quarta settimana del 2015 (fine gennaio) con un livello di incidenza pari a 10,9 casi per 1.000 assistiti (pari all’1,09%). Il periodo epidemico (incidenza superiore a 2 casi per 1.000 assistiti) ha avuto una durata di 14 settimane. Nella stagione 2014/15, sono stati segnalati 485 casi gravi e 160 decessi da influenza; l’85% dei casi gravi è stato segnalato da sette Regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Puglia). Dal 2009/10 non si registrava una stagione così virulenta e letale. Quest’anno, durante il periodo natalizio, a finire a letto potrebbero essere dai 4 ai 5 milioni di italiani, con il 40% dei casi tra 0 e 18 anni, il 40% tra 19 e 65 anni e il resto negli 0ver65. A effettuare la previsione è il virologo Fabrizio Pregliasco, dell’Università degli Studi di Milano. “Non è facile dire quando ci sarà il picco – spiega l’esperto – però alcuni studi relativi alla combinazione di fenomeni meteorologici indicano che l’influenza scatta quando la temperatura si abbassa e rimane per alcuni giorni bassa e tipicamente questo accade dopo Natale, complici anche i viaggi, baci e abbracci delle Feste”.

Riguardo alle misure di protezione personali (misure non farmacologiche) utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza, le autorità sanitarie raccomandano le seguenti azioni: 1. Fortemente raccomandato il lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici) 2. Raccomandato adottare una buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani) 3. Raccomandato di adottare un isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale 4. Raccomandato l’uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali e ambulatori medici). Questa la circolare diffusa dal Ministero.

IL VALORE DEL VACCINO

L’offerta attiva della vaccinazione antinfluenzale – disponibile da metà del mese di ottobre – è indirizzata prioritariamente alle donne che si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, a tutti i soggetti a rischio di complicanze per patologie pregresse o concomitanti, ai soggetti di età pari o superiore ai 65 anni, agli operatori sanitari che hanno contatto diretto con i pazienti e ad altri soggetti a rischio.

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