Fumo nei bambini: raddoppia il rischio di disturbi comportamentali

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Il fumo passivo nei bambini fa male, non solo al sistema respiratorio e cardiaco ma anche alla sfera comportamentale: meno conosciuti, i disturbi comportamentali, sono legati allo sviluppo del cervello. Uno studio francese, infatti, ha dimostrato che l’esposizione prenatale e postnatale al tabacco aumenta nei piccoli il rischio di sviluppare disturbi emotivi e di condotta. Addirittura avrebbero quasi il doppio delle probabilità di avere problemi comportamentali, come l’essere più timorosi, arrabbiati o combattenti.

UNA RICERCA FRANCESE SU 5200 BAMBINI

Emerge da uno studio realizzato su più di 5.200 bambini iscritti alla scuola primaria che sono stati monitorati da ricercatori provenienti dall’Inserm e dall’Université Pierre et Marie Curie, in collaborazione con gli ospedali universitari di sei città francesi: Bordeaux, Clermont Ferrand, Creteil, Marsiglia, Strasburgo e Reims.

FUMO.BAMBINI
Gli scienziati hanno sottoposto ogni fanciullo a un questionario standard dei punti di forza e di difficoltà per valutare il loro funzioni comportamentali ed il loro adattamento psicosociale. E’ stata valutata anche la loro esposizione al tabacco utilizzando un questionario compilato dai loro genitori.
I risultati, pubblicati sulla rivista PLoS ONE nell’articolo “Postnatal Environmental Tobacco Smoke Exposure Related to Behavioral Problems in Children”, dimostrano che i disturbi emotivi (come l’ansia) e disturbi della condotta (come l’aggressività) sono legati alla precoce esposizione al fumo di sigaretta. L’effetto è particolarmente importante quando l’esposizione era pre e post-natale (per quanto riguarda più di un bambino su cinque) rispetto a quando solo prenatale o solo postnatale.

DANNI ALLO SVILUPPO DEL CERVELLO

Dai lavori effettuati sugli animali per valutare l’effetto del fumo passivo sullo sviluppo del cervello, i ricercatori propongono diversi meccanismi biologici che potrebbero essere coinvolti. E’ evidente, per esempio, che durante la gravidanza, la nicotina è una potente neurotossina: stimola alcuni recettori nel cervello, e quindi interferisce con lo il normale sviluppo, alterando la sua struttura. Durante i primi mesi di vita, il meccanismo è diverso: l’esposizione al fumo di tabacco sembra causare uno squilibrio tra proteine ​​del cervello, il che interrompe la crescita neuronale. Tuttavia, è difficile estrapolare gli effetti di animali agli esseri umani, e i ricercatori sottolineano la necessità di ulteriori lavori per affinare i risultati.
“Dobbiamo essere molto attenti e ricordare che i disturbi del comportamento sono malattie multifattoriali“, avverte Isabella Annesi-Maesano, direttrice di ricerca Inserm all’interno dell’unità che ha guidato il lavoro, dalle chiare origini italiane. “Non è perché una madre fuma che il suo bambino ne dovrà subire direttamente le conseguenze ma di sicuro contribuisce”. Tuttavia, questi lavori ci ricordano quanto sia importante che i genitori fumatori siano più responsabili per evitare alle loro giovani vite di dover subire le conseguenze della loro dipendenza.

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