Gravidanza e prevenzione delle malattie congenite, il ruolo dell’acido folico

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VITAMINABLe donne che programmano una gravidanza o che non ne escludono attivamente la possibilità, devono assumere regolarmente almeno 0,4 mg al giorno di acido folico se vogliono ridurre il rischio di difetti congeniti. Ed è fondamentale che l’assunzione inizi almeno un mese prima del concepimento e continui per tutto il primo trimestre di gravidanza. Sono alcune delle raccomandazioni lanciate nel corso del convegno Prevenire le malformazioni congenite: dalle Raccomandazioni europee alle azioni nazionali” tenutosi a Roma il 16 marzo presso il Ministero della Salute che sul tema ha avviato una specifica campagna di sensibilizzazione.

NE SOFFRONO OTTO PERSONE SU CENTO

Secondo il sistema di sorveglianza europeo delle anomalie congenite EUROCAT (European surveillance of congenital anomalies) riguarda nel vecchio continente una percentuale tra il 6 e l’8 per cento della popolazione: ci sono, in media, 20 casi di malformazioni congenite (MC) ogni 1.000 nati. Si contano circa 8mila diverse malattie rare: si tratta di importanti gruppi di malattie rare ad eziopatogenesi complessa dovuta all’interazione di geni e ambiente, in cui sono determinanti l’esposizione materna a fattori di rischio esogeni, inclusi stili di vita non salutari (alcol, fumo, alimentazione) e a fattori endogeni (es. malattie materne quali diabete, epilessia, malassorbimenti, fattori genetici).  La prevenzione delle MC rappresenta una priorità in sanità pubblica, sia in considerazione dei dati di prevalenza, sia per le ricadute in campo socio-sanitario come causa di mortalità e morbilità infantile, le cui forme non letali richiedono interventi riparativi e determinano condizioni di invalidità grave. In questo ambito la prevenzione primaria rappresenta un intervento di alto valore socio-sanitario, che può arrivare alla riduzione del rischio fino al 70%.

IL RUOLO DELL’ACIDO FOLICO

Acido folico e folati sono vitamine del gruppo B, note anche con il nome di vitamina B9. Ed è importante distinguere tra acido folico e folati perché mentre il primo è la molecola di sintesi presente nei supplementi vitaminici e negli alimenti arricchiti con queste vitamine, i folati sono composti naturalmente presenti negli alimenti e devono essere necessariamente introdotti attraverso la dieta, in quanto il nostro organismo li produce sono in quantità molto limitate. L’acido folico e i folati sono coinvolti nella sintesi di molecole importanti come il DNA, l’RNA e le proteine. Sono essenziali, quindi, per tutte quelle cellule che nel nostro organismo vanno incontro a processi di differenziazione e rapida proliferazione, come ad esempio le cellule del sangue e della pelle e sono particolarmente importanti durante la formazione dell’embrione, quando si sviluppano e si differenziano i primi abbozzi degli organi. Una carenza di queste vitamine può determinare forme di anemia e aumentare il rischio di gravi malformazioni fetali, come i difetti del tubo neurale (tra cui spina bifida, anencefalia e encefalocele) ed altre malformazioni, in particolare alcune difetti congeniti cardiovascolari, malformazioni delle labbra e del palato (labiopalatoschisi), difetti del tratto urinario e di riduzione degli arti. Un’alimentazione ricca in frutta, verdura e legumi, contenenti folati, può contribuire a ridurre l’incidenza delle malformazioni congenite, ma la sola alimentazione non è sempre sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano in folati e, se si programma una gravidanza, è necessario integrare la dieta con compresse di acido folico. Numerosi studi hanno dimostrato che un’adeguata assunzione di acido folico è efficace nella prevenzione primaria dei difetti del tubo neurale e di altre malformazioni congenite permettendo una riduzione del rischio fino al 70%.

DOVE SI TROVA L’ACIDO FOLICO

L’acido folico si trova in abbondanza in alcuni alimenti, come le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi e lattuga), gli agrumi (come le arance), i legumi, i cereali, frutta come kiwi e fragole, frutta secca (come mandorle e noci). Per quanto riguarda i cibi di origine animale, il fegato e altre frattaglie hanno contenuti piuttosto elevati di folati, come pure alcuni formaggi, da consumare però in porzioni limitate e non frequenti. Anche le uova hanno buoni contenuti in folati, ma il consumo massimo consigliato è di 2-3 volte alla settimana. L’Istituto Superiore di Sanità propone una gustosa sezione di ricette per tutti i giorni e in particolare per la donna in età fertile e suggerimenti formulati da uno chef e da ricercatori del Network Italiano Promozione Acido Folico accessibile attraverso questo link.

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