Fegato grasso, nei bambini dipende dall’eccesso di cibo

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BIMBO.CICCIAUn aumento delle adiposità è un importante fattore di rischio per la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) già in giovanissima età. Lo rivela lo studio “Childhood Energy Intake, Not Macronutrient Intake, Is Associated with Nonalcoholic Fatty Liver Disease in Adolescents“ della American Society for Nutrition.

NE SOFFRE UN BAMBINO OBESO SU DUE

Il fegato grasso o steatosi epatica è una condizione che può compromettere la funzionalità dell’organo fino a evolvere in cirrosi. Indagini recenti hanno evidenziato anche che può essere l’anticamera per l’insorgenza del diabete e delle malattie cardiovascolari. Solitamente la steatosi epatica può essere conseguenza di un eccessivo consumo di alcol ma si può manifestare anche in persone astemie o che consumano ridotte quantità di birra, vino e superalcolici. In questi casi, riscontrati persino nel 40% dei bambini obesi, si parla di steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e da tempo si sta cercando di capire se a causarla sia l’eccesso di cibo (in generale) o di specifici macronutrienti.

REGOLATE BENE LA QUANTITA’ DI KCAL

La ricerca pubblicata dalla American Society for Nutrition è stata progettata proprio per esplorare le associazioni tra kcalorie, carboidrati, zuccheri, amido, proteine, grassi monoinsaturi, grassi polinsaturi, grassi saturi, e l’assunzione totale di grassi da parte dei giovani in età di 3, 7 e 13 anni e successiva (età media: 17.8 anni). Sono stati misurati attraverso ecografia il fegato grasso e la sua eventuale rigidità, nel siero l’alanina aminotransferasi, l’aspartato aminotransferasi, e γ-glutamiltransferasi. I partecipanti provenivano dall’Avon Longitudinal Study of Parents and Children. I risultati hanno evidenziato che l’assunzione di un eccesso di kcalorie a tutte le età è stato associato all’aumento delle dimensioni del fegato; per esempio, le probabilità di avere un fegato grasso per 100 kcal di troppo nell’apporto energetico all’età di 3 anni erano quasi il doppio (1,79). E’ il consumo calorico totale elevato in età pediatrica e preadolescenziale, più che i diversi macronutrienti consumati (grassi, proteine, carboidrati), a incrementare il rischio di sviluppare la steatosi epatica entro i 18 anni. Ovvero: non è sufficiente ridurre alcune componenti dell’alimentazione per fronteggiare il problema dell’obesità, una condizione che nei bambini in Italia è purtroppo molto diffusa.

A questo punto, diventa determinante per capire le esigenze in kcal nei bambini, attenersi alle linee guida LARN Livelli di assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana varate dalla SINU (Società italiana di nutrizione umana) e aggiornate al 2012. Stando a quelle indicazioni, per esempio, un bambino di cinque anni, che non dovrebbe pesare più di venti chili, ha un fabbisogno energetico di 980 chilocalorie. A dieci anni la sua esigenza cresce (1.320 chilocalorie), come il peso (non dovrebbe superare 38 chili). A parità di età le bambine hanno un metabolismo basale di poco inferiore (1.200 chilocalorie a dieci anni).

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