Escherichia coli nelle cozze e salmonella negli insaccati: allerta per rischio serio in tutta Italia

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Cozze pesantemente contaminate da Escherichia coli e insaccati alla salmonella: il sistema d’allerta europeo invita a ritirare dal mercato e non consumare il prodotto per un rischio di livello definito “serio”.

L’allerta arriva dal Rasff (Rapid alert safety food and feed), organismo europeo di allarme sulla sicurezza alimentare. Sul portale dedicato il 16 marzo scorso è stato pubblicato il rapporto 2018.0731 sulla forte presenza di Escherichia Coli in una partita di cozze importate in Italia dalla Spagna. L’analisi della conta ha rivelato 790 unità MPN (most probable number) ovvero microrganismi vitali contati sulla base di una manifestazione visibile della crescita, per 100g. Alla luce di rischio definito “serio”, è stato disposto il divieto di vendita ed il ritiro dal mercato del prodotto.

L’Escherichia coli può dar luogo a infezioni anche mortali, come nel caso delle enterogastriti emorragiche. Tuttavia, poiché il batterio è termolabile, è sufficiente procedere ad una cottura lunga e attenta delle cozze per evitare rischi alla salute.

Questa è la scheda di allerta pubblicata dal Rasff.

Allerta per la vendita di insaccati spagnoli contaminati da salmonella

Sempre dalla Spagna sono stati importati insaccati contaminati da salmonella destinati al mercato italiano. La scheda sanitaria di allerta (la 2018.0696) emessa il 15 marzo sempre dal Rasff impone il ritiro della partita dal mercato e invita i consumatori a non mangiarne.

Uva da tavola importata dal Perù vietata al consumo per la presenza di antiparassitari cancerogeni

 

Nella stessa scheda (numero 2018.0705), in data 15 marzo, le autorità sanitarie italiane e anche quelle slovene hanno segnalato una partita di uva da tavola importata dal Perù contaminata da methomyl, un potente insetticida vietato in Italia dal 2009 perché considerato tossico e cancerogeno.  La quantità di methomyl presente nelle analisi effettuate sull’uva importata dal Perù fanno considerare il rischio al livello di “serio”.

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