Effetti della marijuana: gravi psicosi se fumata spesso e troppo forte

L'indagine, condotta dai ricercatori del King College di Londra, eseguita su 800 assuntori di marijuana: il rischio aumenta fino a cinque volte

Fumare frequentemente marijuana ad alto contenuto di principio attivo, per esempio la cosiddetta supermarijuana, comporta un aumento del rischio di sviluppare disturbi psichiatrici. Lo rivela lo studio “Proportion of patients in south London with first-episode psychosis attributable to use of high potency cannabis: a case-control study” condottodall’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze presso il King College di Londra.

RISCHIO DI PSICOSI FINO A 5 VOLTE PIU’ ALTO

Gli esperti (tra i quali gli italiani Marta Di Forti, Arianna Marconi, Elena Carra, Sara Fraietta, Antonella Trotta, Matteo Bonomo, Francesca Bianconi, Manuela Russo, Simona A Stilo, Valeria Mondelli, Paola Dazzan, Carmine Pariante), hanno analizzato circa 800 persone tra i 18 e 65 anni. Secondo il report, all’inizio dello studio, 410 di questi pazienti avevano riportato un primo episodio di psicosi e 370 pazienti sani sono stati usati come gruppo di controllo. Dopo aver esaminato l’uso di marijuana, i ricercatori hanno osservato che, rispetto a coloro che non hanno mai fumato, i partecipanti allo studio che hanno provato la più forte varietà di marijuana hanno avuto un aumento triplicato del rischio di sviluppare psicosi. Coloro che hanno utilizzato la “razione” forte ogni giorno avevano un rischio aumentato di cinque volte di sviluppare psicosi. “Gli scettici sostengono ancora che questa non è una causa importante di schizofrenia tipo psicosi. Questo documento suggerisce che potremmo evitare quasi un quarto dei casi di psicosi, se si smettesse di fumare cannabis di potenza elevata” sottolinea il ricercatore senior Sir Robin Murray, professore di ricerca psichiatrica al King College.

HASHISH MENO PERICOLOSO DELLA MARIJUANA

L’uso di hashish, una forma più lieve di marijuana, non è invece collegato a un rischio maggiore di psicosi. L’hashish, infatti, ha una maggiore concentrazione di cannabidiolo (CBD) che ha una maggiore percentuale di ingredienti psicotropi rispetto alla marijuana, a più alta concentrazione di tetraidrocannabinolo (THC). Si ritiene che il CBD compensi gli effetti del THC. Nello studio, i ricercatori hanno definito erba ad alta potenza quella che contiene più del 15 per cento di THC. L’hashish ne ha meno del 5 per cento.

Gli autori dello studio sottolineano che i risultati della ricerca sono significativi perché la potenza della cannabis e la frequenza del suo utilizzo sono spesso trascurati nella determinazione del danno che può provocare quel tipo farmaco (là dove è autorizzato come in molti stati degli Usa), mentre invece questi fattori sono fondamentali per analizzare quale impatto può avere sulla salute mentale del paziente.

Come per il tabacco da fumo e bere alcol c’è bisogno di un messaggio pubblico chiaro” aggiunge Marta Di Forti, ricercatore clinico del gruppo di studio. “Quando un medico generico o psichiatra chiede a un paziente se usa cannabis, si fa una domanda inutile; è come chiedere se qualcuno beve. Come per l’alcol, infatti, le questioni rilevanti sono la frequenza e il tipo di cannabis. Questo dà più informazioni sul fatto che l’utente possa essere a rischio di problemi di salute mentale; c’è bisogno di aumentare la consapevolezza affinchè questo accada”.

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IN QUESTO STUDIO è stato dimostrato, invece, quali ripercussioni si hanno nell’età adulta nei forti consumatori di marijuana: diventano antisociali e diseconomici. 

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