Concorsi e stabilizzazioni: 7467 posti di lavoro in Lombardia e Lazio

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Assunzioni per quasi 7.500 figure professionali al via nella sanità del Lazio e della Lombardia: entro la fine del 2015 sono 6.317 (4.105 nel comparto più 2.212 nella dirigenza) quelle della Lombardia e 1.150 quelle del Lazio nel prossimo triennio.

NUOVE RISORSE PROFESSIONALI PER LA LOMBARDIA

Sono le importanti novità annunciate dai governatori delle due più grandi regioni italiane. «Con la delibera approvata il 20 novembre andiamo a chiudere il percorso delle assunzioni del 2015 per Asl, Aziende ospedaliere e fondazioni Irccs (6.317 in totale), garantendo così la continuità delle cure, la formazione degli operatori e la qualità del servizio» segnala Roberto Maroni, governatore della Lombardia e assessore al Welfare ad interim. Come Regione Lombardia sono state messe a disposizione risorse complessive pari a oltre 5 miliardi di euro per tutto il personale. «Uno sforzo enorme – precisa il presidente Maroni -, visti anche i pesanti tagli lineari imposti da Roma nel comparto sanitario». «Queste assunzioni ci permetteranno anche di adempiere alle indicazioni ministeriali (che recepisce una normativa europea, ndr) sui nuovi orari di lavoro e i riposi giornalieri» conclude Maroni.

Nel dettaglio ecco le assunzioni in itinere nelle diverse Asl: Bergamo 46, Brescia 61, Como 15, Cremona 19, Lecco 29, Lodi 35, Mantova 8, Milano 196, Monza e Brianza 31, Pavia 38, Sondrio 20, Varese 35, Vallecamonica/Sebino 119. Il resto delle assunzioni lo potete scoprire attraverso questa SCHEDA DETTAGLIATAICA

NEL LAZIO ASSUNZIONI SPALMATE IN TRE ANNI

Saranno, invece, molte di meno le assunzioni previste nella sanità del Lazio: nei prossimi tre anni tra medici, infermieri e tecnici saranno prese in servizio 1.150 unità. Questo avviene dopo un blocco durato circa 10 anni: dal 2007, il Lazio ha perso oltre 8.000 unità di personale e ci sono stati oltre 2.594 contratti a tempo determinato. Ad oggi il 35% della forza lavoro con età media oltre i 54 anni. Delle 1.150 assunzioni, la metà, circa 600 unità, riguarderà precari con più di tre anni di servizio nella sanità regionale.

Nel dettaglio saranno 425 gli assunti a tempo indeterminato nei prossimi tre anni tramite concorso pubblico o provenienti dalla mobilità. Nel 2016 lo sblocco del turn-over permetterà assunzioni in deroga del 30%, nel 2017 la percentuale salirà al 40% per arrivare, infine, al 50% nel 2018. Per tutti loro verranno indetti concorsi pubblici. Altri 425, sempre nell’arco del triennio, saranno invece stabilizzati uscendo dal precariato. Nello specifico si tratta di medici, infermieri e operatori in servizio nelle corsie degli ospedali e nelle strutture territoriali da più di tre anni. Ulteriori risorse permetteranno di impiegare, sempre a tempo indeterminato, altre 300 persone, di queste il 50% sarà composto da precari: le risorse saranno reperite riducendo al minimo le consulenze, che attualmente gravano sul bilancio della regione per un totale di 41 milioni di euro. Per il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, è anche una via di rilancio dopo la figuraccia rimediata nella vicenda dei ticket pazzi e nel conseguente tentativo di aggiustare il tiro.

In base al piano, la regione indicherà alle aziende Asl già dal 2016 un plafond annuale che, per essere utilizzato, deve comunque rispettare i paletti della programmazione regionale e contenere in ogni caso e tassativamente la spesa complessiva del personale inferiore dell’1.4% rispetto a quella del 2004. Un progetto ambizioso che alla prima occasione è stato smentito con l’acquisizione di infermieri in appalto ed esternalizzazione del servizio di pronto soccorso, a Ostia.

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