Celiachia, ecco i sintomi da considerare sospetti

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I celiaci in Italia al 31 dicembre 2014 risultano 172.197, quasi 8.000 in più rispetto al 2013 e 23.500 in più del 2012. Riguardo alla ripartizione geografica dei celiaci le Regioni che ospitano più celiaci sono la Lombardia con il 17,7% (30.541 celiaci), il Lazio con il 10% (17.355 celiaci) e la Campania con il 9% (15.509 celiaci). La popolazione celiaca, per la natura autoimmunitaria della malattia, risulta interessare più le donne (121.964) che gli uomini (50.233) con un rapporto medio Maschi:Femmine di 1:2 che in alcune regioni arriva a 1:3.

NIENTE PIU’ OBBLIGO DELLA GASTRODUODENOSCOPIA

Sono alcuni dei dati rappresentati nella “Celiachia, relazione al Parlamento anno 2014“, documento di 34 pagine elaborato nel dicembre 2015 dal Ministero della Salute e inviato alle Camere il 26 gennaio 2016. Si tratta della fotografia del Morbo Celiaco in Italia, della sua diffusione e delle misure attuate per migliorare la diagnosi e sostenere i malati. GLUTENFREE

E proprio sulla diagnosi si registra la più importante novità: la realizzazione del nuovo protocollo di diagnosi e follow-up (G. U. n. 191 del 19 agosto 2015) per il quale è possibile emettere la diagnosi di celiachia senza ricorrere alla biopsia duodenale in casi selezionati in età pediatrica. A tal proposito, è stata ampliata la lista di segni, sintomi e condizioni cliniche necessari per avviare gli accertamenti diagnostici. Gli anticorpi anti-gliadina nativa (AGA) non hanno nessun indicazione nella diagnosi di celiachia, per la diagnosi nei bambini sotto i due anni di età, il loro dosaggio è stato sostituito con quello degli anticorpi anti-peptidi della gliadina deamidati di classe IgG. Il follow-up prevede, dopo un primo controllo a 6-12 mesi dalla diagnosi, controlli successivi ogni 1-2 anni, e non necessariamente ogni anno. Gli esami ematochimici del metabolismo del ferro (sideremia, ferritina) e folatemia vanno eseguiti dopo il primo controllo solo se alterati o solo se l’emocromo è suggestivo di una loro alterazione. Questi ultimi accertamenti vanno poi ripetuti annualmente fino alla loro normalizzazione. Coerentemente con questa impostazione, anche il dosaggio dell’ormone tireotropo (TSH) e anticorpi anti perossidasi (TPO) vanno effettuati alla diagnosi e se normali, ripetuti ogni 3 anni. Secondo le previsioni del Ministero della Salute “dall’implementazione del nuovo protocollo ci si aspetta una ricaduta positiva in termini di maggior numero di diagnosi precoci, minor numero di diagnosi errate, risparmio in termini di sofferenza, cure inappropriate e ospedalizzazioni per i pazienti non diagnosticati o diagnosticati tardivamente”.

ECCO LA LISTA DEI SINTOMI SOSPETTI

Il documento segnala anche quelli che sono i sintomi suggestivi che devono far sospettare la presenza di sindrome celiaca. Ecco l’elenco: Disturbi intestinali cronici (dolore addominale, stipsi, diarrea, meteorismo, alvo alterno); Stomatite aftosa ricorrente; Ipoplasia dello smalto dentario; Scarso accrescimento staturale; Ipertransaminasemia; Sideropenia (con o senza anemia); Stanchezza cronica; Rachitismo, osteopenia, osteoporosi; Dermatite erpetiforme; Artrite, artralgia; Alopecia; Anomalie dello sviluppo puberale; Orticaria ricorrente; Disturbi della fertilità (abortività spontanea, menarca tardivo, menopausa precoce, infertilità); Complicanze della gravidanza; Iposplenismo; Epilessia con calcificazioni endocraniche ed altre patologie neurologiche (atassia, polineurite…); Disturbi del comportamento alimentare (anoressia nervosa).

LA DIETA PRIVA DI GLUTINE

Al momento non esistono cure per guarire dalla celiachia e l’unico intervento possibile per scongiurare rischi sanitari e sintomi connessi è quello di mangiare alimenti privi di glutine, cosiddetti gluten free. La diffusione della patologia (l’incidenza in Italia si avvicina al 3 per mille della popolazione tra pazienti diagnosticati e quelli che non sanno di esserne affetti) e la sensibilità (anche commerciale) verso i celiaci hanno fatto sviluppare nei produttori linee di alimenti privi di glutine complete e gustose. E’ il caso, per esempio, della linea PIACERI MEDITERRANEI della italiana Eurospital che coniuga i sapori classici con il gusto della nostra tradizione. IN QUESTO SITO è possibile non solo conoscere i prodotti freschi e da forno distribuiti ma anche attingere alle ricette classiche e a quelle più gourmet. L’azienda ha persino una sua newsletter attraverso la quale (iscrivendosi su QUESTA PAGINA) informa gli iscritti di novità ed eventi legati al mondo gluten free. Anche il sito di vendita online Amazon dedica attenzione alla celiachia proponendo una intera sezione di alimenti (i più commerciali) privi di glutine ovvero la Gluten free Amazon.

IN QUESTA PAGINA potete trovare la Relazione sulla Celiachia del 2016 trasmessa al Parlamento.

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