Avviso ai consumatori: salame contaminato da Listeria ritirato dalla Coop

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SALAMINO.COOPAvviso ai consumatori da parte della grande catena di distribuzione e vendita Coop che ha ritirato dal commercio il Salamino italiano fior fiore Coop 200g relativamente al lotto L 006616. La motivazione addotta dalla dirigenza del gruppo della grande distribuzione è che il prodotto può presentare una contaminazione microbiologica da Listeria mycocitogenes. Nel loro comunicato i vertici aziendali comunicano cheCoop precauzionalmente ha già ritirato il prodotto dalla vendita” ma, ovviamente, si invitano “i consumatori che l’avessero acquistato, a non utilizzare il prodotto e restituirlo al punto vendita per la sostituzione o il rimborso della confezione“.

Non è infrequente, soprattutto nell’ultimo periodo, che anche da altre catene di grande distribuzione vengano ritirate confezioni di salame interessate da sospetta contaminazione batterica. E’ il caso de La Bottega del gusto distribuito da Eurospin e altri supermercati e dalla Pasta di salame, diffuso sempre da Eurospin.

LISTERIOSI, ATTENZIONE AI PRODOTTI ALIMENTARI

Come agisce e quali patologie comporta la Listeria ce lo indicano gli esperti del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute. Appartenente al gruppo di malattie definibili come tossinfezioni alimentari, la listeriosi prende il nome dall’agente patogeno che la causa, il batterio Listeria monocytogenes. La Listeria monocytogenes si trova nel suolo e nelle acque, e quindi può facilmente contaminare ortaggi e verdure. Molti animali possono essere infettati dal batterio senza dimostrare sintomi apparenti. Il batterio però è stato ritrovato anche in un’ampia varietà di cibi crudi, da carni a verdure, e di cibi trasformati, come i formaggi molli e le carni fredde tipiche delle gastronomie, i cibi preparati come hamburger e hot dog, i paté di carne, i salumi, il burro e i prodotti lattierocaseari, particolarmente quelli fatti con latte non pastorizzato. Come la maggior parte dei batteri, la Listeria viene uccisa dai processi di pastorizzazione e cottura, ma i cibi possono essere contaminati anche dopo la cottura e prima della vendita. Mantenere una adeguata catena del freddo nel caso di acquisto di prodotti confezionati è quindi una misura di assoluta importanza per prevenirne la moltiplicazione.

SINTOMI DELLA MALATTIA E SOGGETTI A RISCHIO

La dose infettiva di Listeria è piuttosto bassa: bastano infatti 100 cellule batteriche per grammo di cibo a causare infezione. La listeriosi può assumere due forme, quella diarroica più tipica delle tossinfezioni alimentari, che si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione, e quella invasiva o sistemica, che attraverso i tessuti intestinali e il flusso sanguigno si diffonde sviluppando forme più acute di sepsi, encefaliti e meningiti. In questo caso, tra l’ingestione del cibo a rischio e la manifestazione dei sintomi possono passare anche periodi di tempo piuttosto consistenti, in media sui 30 giorni ma in qualche caso fino a 90 giorni. I soggetti a rischio, che abbiano ingerito alimenti potenzialmente contaminati, e che sviluppino i sintomi nei tre mesi successivi, devono quindi sottoporsi agli esami diagnostici previsti per escludere la presenza di Listeria.
I primi sintomi sono spesso simili a quelli di altre malattie derivate da alimenti contaminati: febbre, dolori muscolari, nausea, diarrea. Quando l’infezione si diffonde al sistema nervoso, si possono manifestare emicranie, confusione, irrigidimento del collo, perdita dell’equilibrio o anche convulsioni.
La listeriosi è particolarmente pericolosa per le persone immunodepresse, malati di cancro, diabete, Aids, le persone anziane, i neonati e le donne in gravidanza. Le donne in gravidanza sono, secondo i dati dei Cdc americani, 20 volte più suscettibili alla malattia, che può causare aborto spontaneo o parto prematuro, morte in utero o infezione del feto. I sintomi però, nel caso delle donne incinte, sono molto simili a quelli di una influenza leggera.

PREVENZIONE E TRATTAMENTO

La migliore strategia di lotta alla listeriosi passa attraverso una efficiente prevenzione, che si può facilmente attuare applicando le generali norme di igiene e attenzione previste per tutte le altre tossinfezioni alimentari:

  • cottura completa e corretta dei cibi derivati da animali
  • lavaggio accurato delle verdure prima del consumo
  • separazione delle carni crude dalle verdure e dai cibi cotti e pronti al consumo
  • uso di prodotti lattiero-caseari pastorizzati
  • lavaggio accurato di coltelli, taglieri e mani dopo aver maneggiato cibi crudi
    consumo dei cibi deperibili in tempi brevi

In particolare, i soggetti più a rischio, come le donne in gravidanza o le persone immunodepresse, dovrebbe anche

  • evitare di mangiare panini contenenti carni o altri prodotti elaborati da gastronomia senza che questi vengano nuovamente scaldati ad alte temperature
  • evitare di contaminare i cibi in preparazione con cibi crudi e/o provenienti dai banconi dei supermercati e delle delicatessen
  • non mangiare formaggi molli se non si ha la certezza che siano prodotti con latte pastorizzato
  • non mangiare paté di carne freschi e non inscatolati
  • non mangiare pesce affumicato, a meno che non sia inscatolato in forme che non deperiscono a breve scadenza

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