Aumentano celiachia e scelta vegetariana

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SHOPPING.FOODIl giro d’affari dei prodotti gluten free, ovvero preparati per chi soffre di celiachia ed è intollerante al glutine, vale 250 milioni di euro l’anno con un incremento del 18% rispetto al 2013. La fotografia delle abitudini alimentari degli italiani arriva dal Rapporto Coop «Consumi e distribuzione» del 2014. Gli stili alimentari degli italiani sono in rapida evoluzione, vuoi per la crisi, vuoi per le intolleranze emergenti, vuoi per scelte di consumo più consapevoli e a volte improntate alla rinuncia.

SEMPRE PIU’ VEGETARIANI E VEGANI

Secondo i dati Eurispes del Rapporto Italia 2014, è boom di vegetariani e di vegani: gli italiani che a tavola non prevedono carne e pesce sono il 6,5% mentre coloro che escludono del tutto dalla dieta l’uso di prodotti animali e derivati sono lo 0,6%. Nel complesso, oltre il 7% della popolazione nazionale punta sull’ortofrutta. Anche se, come dimostra QUESTA RICERCA, non sempre si ha perseveranza per “resistere” alla scelta vegana e vegetariana. Nello stesso tempo sono in forte aumento gli italiani affetti da disturbi dell’alimentazione: secondo le statistiche dell’Istituto Superiore di Sanità circa l’8% dei bambini e il 2% della popolazione soffre di reazioni avverse ad uno o più cibi. E circa 7 italiani su 10 non digeriscono il lattosio, mentre un italiano su 100 soffre di celiachia. Ovviamente questa condizione si riflette sulle scelte nel carrello e a tavola. Così i dati sulle vendite presso i punti vendita della Gdo (Grande distribuzione organizzata) confermano il trend in atto: il giro d’affari annuo dei prodotti senza glutine – si legge nel Rapporto Coop – e di quelli a base di cereali alternativi al frumento (soia, kamut, farro, ecc) vale poco meno di 250 milioni di euro l’anno, con incremento dei volumi negli ultimi dodici mesi pari al 18%. Questo perchè al momento non esistono cure per guarire dalla celiachia e l’unico intervento possibile per scongiurare rischi sanitari e sintomi connessi è quello di mangiare alimenti privi di glutine, cosiddetti gluten free. La diffusione della patologia (l’incidenza in Italia si avvicina al 3 per mille della popolazione tra pazienti diagnosticati e quelli che non sanno di esserne affetti) e la sensibilità (anche commerciale) verso i celiaci hanno fatto sviluppare nei produttori linee di alimenti privi di glutine complete e gustose. E’ il caso, per esempio, della linea PIACERI MEDITERRANEI della italiana Eurospital che coniuga i sapori classici con il gusto della nostra tradizione. IN QUESTO SITO è possibile non solo conoscere i prodotti freschi e da forno distribuiti ma anche attingere alle ricette classiche e a quelle più gourmet. L’azienda ha persino una sua newsletter attraverso la quale (iscrivendosi su QUESTA PAGINA) informa gli iscritti di novità ed eventi legati al mondo gluten free. Anche il sito di vendita online Amazon dedica attenzione alla celiachia proponendo una intera sezione di alimenti (i più commerciali) privi di glutine ovvero la Gluten free Amazon.

UNO SU DUE SI DICHIARA A DIETA

«Il rapporto degli italiani col cibo – osserva Albino Russo, responsabile dell’Ufficio Studi Economici di Ancc-Coop (l’Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumatori) che cura il Rapporto annuale – è spesso difficile e controverso: pur vantando i principi della dieta mediterranea, un italiano su due si dichiara a dieta”. L’equazione “mangiare bene-stare bene” si è progressivamente identificata nel consumo di prodotti biologici e eco-friendly. Il giro d’affari 2014 dell’alimentazione bio (ricerche Ref su dati Nielsen) potrebbe superare i 700 milioni di euro nei soli punti vendita della Gdo. Ammonta poi a 140 milioni di euro, con un incremento di oltre il 6% rispetto al 2013 il fatturato del comparto degli integratori alimentari, ovvero di quei prodotti destinati a favorire l’assunzione di vitamine, sali minerali, e proteine non presenti in una dieta sbilanciata.

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