Giusto consumo di sale a tavola: l’eccesso danneggia anche cervello e reni

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SALIERA
Il sale in eccesso provoca non solo ipertensione ma anche danni renali ed al sistema nervoso

Troppo sale a tavola, attenti non solo alla pressione ma anche ai reni ed al sistema nervoso.

E’ uno dei temi della XII Settimana mondiale di sensibilizzazione per la riduzione del consumo di sale, promossa dal 20 al 26 marzo dalla World Action on Salt & Health (WASH), associazione mondiale avviata dall’University of London con partner in 95 Paesi dei diversi continenti. Il Ministero della Salute ha avviato QUESTA CAMPAGNA mirando a combattere il killer silenzioso e quest’anno l’opinione pubblica viene richiamata a fare attenzione ad un dato: oltre la metà del nostro consumo di sale è nei cibi che acquistiamo.

Intanto, un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università di Delaware (USA) dimostra che l’eccesso di sale può condizionare non solo la pressione sanguigna, ma ha un impatto negativo sulla salute del cuore, del cervello e dei reni. In sintesi, la dieta troppo salata non solo non è raccomandata per le persone ipertese, ma dovrebbe essere una raccomandazione nutrizionale di base.

BASTEREBBE UN CUCCHIAINO AL GIORNO

La ricerca “Dietary Sodium and HealthMore Than Just Blood Pressure” pubblicata sul “Journal of the American college of Cardiology” ha dimostrato che alti livelli di sodio ispessiscono il muscolo cardiaco, costringendolo a lavorare di più. Questo influenza anche la capacità dei reni di filtrare le proteine ​​e ciò ha un impatto negativo sulla parte del cervello che controlla la risposta del sistema nervoso. Ovviamente, non si tratta di passare dall’oggi al domani ad eliminare il contenuto di sale. Il nostro corpo ha bisogno di sodio per regolare la pressione sanguigna e aiutare i muscoli e i nervi di funzionare bene. Secondo le raccomandazioni dei medici, infatti, il nostro corpo ha bisogno idealmente di appena 500 mg di sale al giorno per funzionare bene, l’equivalente di un cucchiaino. Ma tutti coloro che sono “a rischio”, vale a dire con la pressione alta, diabete o malattie renali, secondo la American Hearth Association’s non dovrebbero superare l’assunzione di 1500 mg al giorno (tre cucchiaini). QUI TROVI IL MANIFESTO DELLA GIORNATA MONDIALE

L’eccesso di sale nella dieta comporta, secondo QUESTO STUDIO, anche rischi sulla fertilità ed un ritardo della pubertà negli adolescenti. Secondo QUESTA INDAGINE, poi aumenta il rischio di insorgenza del diabete mentre, stando a QUESTA RICERCA, riducendo il consumo di sale, si abbassa l’incidenza di emicrania e cefalea. QUI PUOI TROVARE i consigli del Gruppo di lavoro Intersocietario per la Riduzione del Consumo di Sale in Italia che adotta lo slogan “Meno sale più salute”.

IL CONSIGLIO DEGLI ESPERTI: MENO PASTI FUORI CASA

Per limitare l’assunzione di sale, il modo più semplice è probabilmente quello di preparare i nostri pasti da cibi freschi. In effetti, il 77% del consumo di sale viene da piatti già pronti, compreso il ristorante. “Circa il 70 per cento del sodio nella nostra dieta proviene da alimenti trasformati, inclusi gli elementi che non in genere non pensiamo siano salati come il pane e i cereali ” sostengono i ricercatori. “Inoltre, il cibo del ristorante contiene tipicamente più sale dei piatti preparati in casa: mangiare meno fuori casa può aiutare a ridurre l’assunzione di sale, specie se si usano erbe e spezie per per aggiungere sapore ai pasti al posto del sale”. Pensate che il sale versato dalla saliera rappresenta appena il 5% di questo consumo.

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