Allarme sulle nuove divise Alitalia: in acrilico, non sono ignifughe?

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Le nuove divise prendono il volo? No, le nuove divise prendono fuoco”. Parola dei rappresentanti sindacali del personale navigante Alitalia/Etihad. E’ la considerazione fatta dai rappresentanti di hostess, steward e piloti della compagnia aerea alla presentazione delle nuove divise. Come spiega l’ufficio stampa dell’Alitalia, infatti, l’8 giugno, “a neanche 20 giorni dalla presentazione di Roma e Milano, i primi equipaggi hanno indossato le uniformi sui voli in partenza da Roma Fiumicino, Milano Linate e Milano Malpensa”.

DIVISE A RISCHIO IN CASO D’INCENDIO

Imponente la macchina organizzativa messa in campo dalla Compagnia italiana per distribuire le divise: il set delle nuove uniformi – composto da 17 pezzi per le donne e 11 per gli uomini, per un totale di oltre 50.000 capi di abbigliamento – è stato consegnato a oltre 3.500 fra hostess e steward Alitalia. L’azienda ha consegnato quattro paia di camicie, il completo, le scarpe e, per gli uomini, persino la crema da barba. Ideate dallo stilista di alta moda Ettore Bilotta, le nuove uniformi si ispirano al glamour degli anni ‘50 e ‘60 e sono state prodotte con il contributo di oltre 500 persone in Italia. In sostituzione del verde e del blu che dominavano nella precedente uniforme oggi le hostess e gli steward indossano una divisa rossa, mentre il personale di terra veste una nuova divisa con i colori grigio antracite e verde. Il personale di terra, oltre 1.500 persone, indosserà le nuove divise dal 16 giugno, data in cui sarà anche inaugurato il nuovo collegamento di lungo raggio Roma-Città del Messico. DIVISE

La reazione da parte del personale, non è stata però entusiasta. Come riferisce l’agenzia di stampa Omniroma, a Fiumicino una cinquantina di lavoratori hanno protestato nel pressi del Crew briefing center vicino al Terminal 1. «Le nuove divise non rispettano gli standard della Iata, l’associazione internazionale delle compagnie aeree – spiega un delegato sindacale del personale navigante – in quanto realizzate per il 70% in acrilico, quindi in caso di incendio altamente infiammabili. Inoltre, prive di fregi, sembrano solo un bel vestito e non sono nemmeno altamente riconoscibili dai passeggeri». In una nota congiunta le associazioni di categoria Anpac, Anpav e Usb denunciano che “purtroppo nonostante le nostre ripetute formali richieste avvenute in data 26/05/2016 e 06/06/2016, la compagnia non ha ancora ritenuto di fornire garanzie di idoneità rispetto al livello di infiammabilità di quegli abiti da lavoro, ennesimo caso di inadeguatezza del sistema di attenzione ai dipendenti oggi in essere in Alitalia». «Circolano, in rete, dei ‘test’ indipendenti – riferiscono Anpac, Anpav e Usb – attribuiti a quei tessuti con risultati preoccupanti che, se confermati e validati, richiederebbero l’immediato ritiro e sostituzione dei materiali impiegati, il tutto a tutela della sicurezza del personale e dei passeggeri».

ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI SCOMODI

Hostess e steward scatenati anche sui social network: la nuova divisa non sarebbe stata pensata per le diverse condizioni climatiche. “In estate, a latitudini dove si lavora anche con 40 gradi, ci tocca indossare non solo le camicie a maniche lunghe ma anche il panciotto” segnala un assistente di volo in servizio da diversi anni. “Non esiste la differenza tra capo estivo e invernale: vai bene a Mosca d’inverno col gelo e poi quattro giorni dopo ti ritrovi a Buenos Aires in piena estate vestita nello stesso modo – sottolinea una hostess – Ci sono solo quattro camicie che si lavano esclusivamente a mano. Per le donne sono state consegnati due collant di colore verde, difficile da trovare in caso di smagliatura. La borsa tipo Kelly di Hermes bella, ma senza tracolla molto poco pratica”.

LA REPLICA DELL’ALITALIA

In una nota la compagnia aerea ribatte che “le affermazioni di alcune organizzazioni sindacali sul rischio di infiammabilità delle nuove divise Alitalia sono gravi, non suffragate da alcun elemento concreto e perciò totalmente prive di fondamento. Le divise hanno superato tutti i test sul rischio infiammabilità e rispettano nel modo più rigoroso gli standard di sicurezza imposti dalle normative vigenti. La compagnia si riserva di procedere nelle sedi appropriate al fine di tutelare la propria immagine contro accuse palesemente infondate“.

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