Allarme listeriosi: un morto dopo aver mangiato formaggio artigianale

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Allarme rosso per il rischio di listeriosi nei formaggi preparati artigianalmente. A lanciarlo è il Corpo Forestale dello Stato: ad innescare l’emergenza è stata la morte dell’ex sindaco di Samolaco, provincia di Sondrio, provocata presumibilmente dalla listeriosi, una malattia infettiva che si contrae mangiando alimenti contaminati da un batterio, listeria monocytogenes, che prolifera nel latte e nei suoi derivati. L’intossicazione sarebbe stata causata da una forma di formaggio acquistata in una fattoria della valle alpina.

ATTENZIONE AI PRODOTTI ARTIGIANALI

Per questo motivo il Corpo forestale dello Stato ha intensificato i controlli negli alpeggi della Valchiavenna e dell’intera provincia di Sondrio, dando seguito ad un’operazione avviata da oltre un anno insieme al servizio veterinario dell’Azienda Sanitaria Locale di Sondrio. Le ispezioni riguardano le stalle e soprattutto gli alpeggi dell’intera valle alpina lombarda per verificare la regolarità del pascolo in alpeggio e lo stato di salute degli animali nonché le corrette condizioni di caseificazione.LISTERIOSI

In sostanza chi porta le vacche da latte in alpeggio non può trasformare il latte in prodotti caseari se lo stesso non è lavorato presso strutture autorizzate dall’ASL e aventi determinati requisiti igienico sanitari stabiliti per legge. Se tali strutture risultano carenti non si può procedere alla caseificazione e alla vendita diretta al pubblico, ma è consentita solo la produzione ad uso e consumo familiare. Quasi tutte le malghe oggi utilizzano caseifici certificati dalle Aziende Sanitarie Locali, ma esistono anche malghe private che pur non avendo strutture in regola provvedono alla vendita locale o alla distribuzione realizzata porta a porta.

I RISCHI PER IL CONSUMATORE

Non è infrequente ritrovare contaminazione da listeria anche in prodotti industriali: negli stessi giorni del caso di Samolaco la catena di grande distribuzione Auchan ha ritirato formaggio francese bray e a luglio scorso la Coop ha tolto dal commercio per lo stesso motivo confezioni di salamino. I rischi di una grave intossicazione fino al decesso sono dovuti principalmente alle pessime condizioni igienico sanitarie delle strutture di caseificazione o di stagionatura che favoriscono lo sviluppo della flora batterica nociva per l’organismo umano e in più si alimenta un mercato di produzioni con false certificazioni di qualità, a danno del Made in Italy e dell’intera economia del nostro Paese. Proprio per questo i consumatori dovrebbero tutelarsi acquistando i prodotti presso caseifici aventi tutte le necessarie autorizzazioni rilasciate dall’ASL. I prodotti acquistati devono avere l’etichetta riportante il luogo e la data di produzione nonché la data di scadenza. Inoltre chi ha l’autorizzazione alla commercializzazione di tali prodotti deve poter rilasciare lo scontrino fiscale.

I controlli del Corpo forestale dello Stato mirano a verificare le condizioni igienico sanitarie delle strutture di caseificazione ed in particolare si accerta che i locali abbiano la piastrellatura, l’acqua corrente, la rubinetteria azionabile a gomito o a pedali, la demarcazione tra la zona di mungitura, quella di caseificazione e quella di stabulazione dell’animale e la presenza di energia elettrica per il funzionamento dei contenitori refrigeranti in cui deve essere riposto il latte nel periodo di tempo intercorrente tra la mungitura e la lavorazione dello stesso.

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