Vaccinazione contro il covid-19: ecco cosa è bene sapere

Vademecum di Gianfranco Sinagra su tutti gli aspetti più importanti relativi alla vaccinazione contro il Covid-19

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Dopo mesi d’attesa ecco in arrivo i vaccini contro il covid-19. Sulla vaccinazione, però, gravano pregiudizi, domande, congetture, paure che solo una scelta consapevole possono far svanire.

Ecco, dunque, l’utilità di un vademecum offerto da un professionista di calibro e di comprovata esperienza ovvero il dottor Gianfranco Sinagra, Direttore del Dipartimento Cardiotoracovascolare ASUGI-Università Trieste.

Partiamo dal presupposto che allo stato attuale sono più di 40 i vaccini in fase di studio clinico, e più di 10 in fase di valutazione di efficacia in studi clinici di fase 3. Sono vaccini diversi da quelli utilizzati fino ad oggi (per esempio contro l’influenza stagionale) che hanno impiegato virus attenuati o inattivati o componenti virali per stimolare la risposta immunitaria e produrre anticorpi.

Pfizer/BioNTech e Moderna per i loro vaccini utilizzano l’RNA messaggero (mRNA) che sfrutta il processo delle cellule umane per produrre le proteine, per suscitare una risposta immunitaria. Il vaccino ChAdOx1 nCoV-19/AZD1222 (Università di Oxford, AstraZeneca e Serum Institute of India) si basa invece su un vettore di adenovirus di scimpanzé che esprime la proteina spike. Il vantaggio dei vaccini ad RNA è che possono essere sviluppati in laboratorio con materiali prontamente disponibili. Si somministrano per via intramuscolo e in due cicli di iniezioni (Pfizer a distanza di 21 giorni; Moderna di 28) e le persone devono essere controllate. Il primo è indicato per individui a partire da 16 anni e richiede conservazione e spedizione a -70 øC; mRNA 1273 (Moderna) per soggetti da 18 e può essere conservato a -20 øC, (si prevede sia stabile per 30 giorni alla temperatura da 2 a 8 øC).

L’EMA ha autorizzato il commercio condizionato in UE del Pfizer-BioNTech in persone di almeno 16 anni; è già stato autorizzato in Usa, Gb, Canada. L’EMA il 6 gennaio concluderà, se possibile, la valutazione sull’mRNA-1273 di Moderna. Il vaccino mRNA Pfizer è stato efficace al 95% nel prevenire COVID-19 a 2 mesi in uno studio clinico randomizzato con più di 40.000 partecipanti. Lo studio ha mostrato una riduzione del 95% di casi di COVID-19 sintomatici nelle persone che hanno ricevuto il vaccino (8 casi su 18.198) rispetto a quelle che hanno ricevuto placebo (162 su 18.325). Lo studio ha anche mostrato un’efficacia di circa il 95% nei partecipanti a rischio di COVID-19 grave.

Non ci sono sufficienti dati per valutare l’efficacia del vaccino in persone che hanno già avuto il COVID-19.

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