Tac di ultimissima generazione inaugurata al Bambino Gesù

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Fare un esame in un terzo di secondo su una superficie di 40 centimetri di corpo: l’Astro-Tac dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Palidoro è una realtà. E, per i piccoli pazienti, è come un gioco: entrare dentro una Tac come un astronauta sale su una navicella spaziale per un esame veloce, preciso e il meno traumatico possibile per il bambino.

UN VIAGGIO NELLO SPAZIO

È stata inaugurata oggi, 21 ottobre, una Tac di ultima generazione che annulla o riduce significativamente l’uso dell’anestesia nei bambini. L’esame avviene in pochi istanti, senza necessità di dover essere tenuti fermi a lungo o addormentati, tra le ansie dei genitori. La particolarità della nuova area è quella di essere costruita e decorata come un viaggio nello spazio per i piccoli pazienti, con costellazioni, razzi e piccoli alieni.

L’ambientazione fantastica è quella di una base spaziale per trasportare idealmente i baby-malati, durante l’esame, in un immaginario viaggio tra le stelle. Il nuovo macchinario si trova accanto alla zona parco giochi: i bambini attendono sull’altalena, fanno l’esame che sembra un gioco e poi tornano a divertirsi. Alla fine dell’esame, ai piccoli viene rilasciato anche un attestato coraggio per la prova sostenuta.

ESAME IN TEMPI BREVISSIMI

WCENTER 0KPKCBOHAH L'inaugurazione a Palidoro (Foto Omniroma)

«È stato ultimato uno strumento completamente innovativo nella diagnosi. La tac al bambino creava sempre molte tensioni, e anche i genitori. E allora si è cercato di farlo diventare un gioco», ha spiegato Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

«Un gioco vero – ha aggiunto – un gioco che serve, in un ospedale che ha come motto quello di essere un ospedale senza dolore, fatto per dare risposte alle esigenze del bambino, alle sue paure e alle speranze dei genitori. Io ringrazio coloro che hanno pensato questo strumento, credo che sarà un modello che potrà essere seguito anche da altre strutture». Al di là dell’aspetto ludico, la nuova Tac permette esami di altissimo livello tecnologico molto rapidamente.

I CAMPI D’APPLICAZIONE

«Questa è una macchina che permette di fare delle scansioni con un’elevatissima qualità con tempi fino a qualche anno fa impensabili: noi possiamo esplorare 40 centimetri di corpo umano in meno di un secondo. E 40 cm per un bambino piccolo sono praticamente quasi tutto il corpo, e se si tratta di una parte minore si tratta di ancora meno.

Siamo riusciti a fare degli esami in bambini che si muovevano mantenendo una qualità elevatissima», ha spiegato il dottor Mauro Colajacomo responsabile struttura semplice Radiologia della sede di Palidoro. La grande velocità di acquisizione dati della nuova TAC multistrato (scansioni di 16 cm di un torace di un lattante vengono eseguite, ad esempio, in 0,35 secondi) consente di limitare il ricorso all’anestesia nei pazienti che non riescono a rimanere fermi per il tempo necessario ad eseguire questo tipo di esame.

Due volte più performante delle normali TAC, il nuovo macchinario produce immagini ad altissima risoluzione, irradia un bassissimo dosaggio di raggi X e rende possibile la visualizzazione dettagliata non solo degli organi interni del corpo umano, ma anche delle strutture vascolari.

L’ambito di applicazione della TAC massiccio facciale e multistrato è molto vasto, da quello neurologico a quello scheletrico, toracico, addominale, oncologico, ginecologico, vascolare, cardiaco e traumatologico. E’ utile in particolare nei casi in cui l’esame di risonanza magnetica non sia indicato o non praticabile. Il nuovo macchinario arricchisce l’offerta diagnostica dell’Ospedale Pediatrico della Santa Sede trovando un’ampia area d’impiego nell’ambito di tutte le malattie, anche ad alta complessità, che caratterizzano quella sede.

UN RISULTATO OTTENUTO GRAZIE ALLE DONAZIONI

L’Astro-Tac è stata acquisita dal Bambino Gesù grazie al sostegno di tanti donatori (Vueling, Birra Edonè, Associazione Bambino Gesù onlus) e al contributo di Enel Cuore Onlus, che ha messo 500 mila euro, utilizzati in parte per l’area e in parte per il macchinario. «Per noi è un onore collaborare con questa struttura ospedaliera che è un’eccellenza nel nostro paese. La malattia è difficile sempre per tutti, ma è inaccettabile per bambini. Con il nostro contributo abbiamo voluto ridurre un’esperienza traumatica come la Tac trasformandola in una sorta di gioco. E questa è la missione di Enel Cuore: poter essere vicino alle comunità in cui siamo presenti e alle attività che tuteliamo», ha detto Angelica Carnelos, consigliere Enel Cuore Onlus.ASTROTAC

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