Sigarette elettroniche, studi e valutazioni

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EC1Le uniche certezze sono: che non fanno male (almeno a breve termine) è che sono in grado di aiutare a ridurre il “vizio” in chi è intenzionato a smettere. Per ogni altra valutazione sul costo-beneficio in termini di salute, il giudizio sulle sigarette elettroniche deve essere rimandato. E’ la sentenza emessa il 17 dicembre dagli studiosi della Cochrane Collaboration, un’organizzazione indipendente di scienziati che riesamina la letteratura esistente per tirare le somme su un dato argomento. In questo caso la sigaretta elettronica, appunto.

L’ANALISI DA PARTE DEGLI AGGREGATORI DI STUDIO

Nel lavoro degli analisti sono stati inclusi 13 studi, di cui due, uno italiano e uno neozelandese, hanno confrontato sigarette elettroniche con nicotina con quelle senza nicotina. Lo studio italiano (condotto dagli esperti dell’Università di Catania) ha preso in considerazione fumatori che non avevano intenzione di smettere presso un centro antifumo, quello neozelandese invece ha studiato fumatori che partecipavano a un programma di un cessazione dal fumo e ha confrontato anche l’efficacia dei cerotti alla nicotina. Il responso è parzialmente positivo e indica che i dispositivi elettronici contenenti nicotina possono dare una mano a dire addio al tabacco o perlomeno a ridurne il consumo. Negli studi esaminati circa 9 “svapatori” su 100 sono riusciti a smettere di fumare sigarette per un periodo fino a un anno, 4 su 100 fra coloro che hanno usato dispositivi senza nicotina. E fra chi non ha smesso, uno su tre ha dimezzato il numero di sigarette fumate.

Per il resto la valutazione emessa è poco conclusiva. “Il campione di prove estremamente piccolo, i bassi tassi di eventi e gli ampi intervalli di confidenza (cioè pochi valori di raffronto) intorno alle stime medie costituisce per noi una bassa valutazione del risultato rispetto alla scala degli standard” sentenziano i ricercatori. “La mancanza di differenza tra l’effetto della sigaretta elettronica priva di nicotina rispetto ai cerotti riscontrata in uno studio rende incerta la valutazione per ragioni simili. Le sigarette elettroniche sembrano aiutare i fumatori che non possono smettere di fumare del tutto a ridurre il loro consumo di sigarette rispetto al placebo e ai cerotti alla nicotina, ma le limitazioni di cui sopra riguardano certezze in questo risultato. Inoltre, la mancanza di valutazione biochimica della riduzione effettiva di aspirazione del fumo pone ulteriori limiti questa prova. Da nessuna prova è emerso che l’uso a breve termine della sigaretta elettronica può comportare rischi per la salute”.

NUOVE INDAGINI IN CORSO

In ogni caso il lavoro dei ricercatori va avanti. «All’IEO (Istituto Europeo di Oncologia di Milano) – segnala Giulia Veronesi, direttore dell’unità di Ricerca Diagnosi precoce e prevenzione del tumore polmonare – stiamo confrontando due tipi di sigaretta elettronica, con e senza nicotina, su forti fumatori. Lo studio, condotto insieme agli esperti di scienze cognitive dell’Università statale di Milano (Gabriella Pravettoni e Claudio Lucchiari) viene fatta in doppio cieco: vale a dire che nè il fumatore nè l’operatore che fornisce il dispositivo sanno se contiene nicotina. C’è poi anche il confronto con un gruppo di controllo, fumatori che seguono un protocollo standard di counseling senza sostitutivi della nicotina nè sigaretta elettronica. Infine, tutti i partecipanti sono coinvolti in un piano di screening dei tumori del polmone con Tc a basso dosaggio». Un altro studio, condotto dai ricercatori della Portland State University documenterebbe, almeno per alcuni tipi di e-cigarette, la formazione di formaldeide (prodotto cancerogeno) 15 volte superiore ad una normale sigaretta.

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