Settimana del cervello in Italia: nessuno se ne ricorda

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BAWDal 16 al 22 marzo si svolge nel mondo la XVI Settimana del Cervello. L’iniziativa parte dall’European Dana Alliance for the Brain (EDAB), un’organizzazione che raccoglie circa 260 eminenti scienziati del cervello, inclusi cinque premi Nobel, di 32 Paesi. L’evento intende sensibilizzare la popolazione sui progressi nell’ambito della ricerca sul cervello, sulle terapie delle malattie neurologiche e psichiatriche e la loro prevenzione, come recita il piano progettuale della organizzazione che riguarda la Svizzera. E in Italia? A parte la Società Italiana di Neurologia e qualche facoltà universitaria in ordine sparso, il Ministero della Salute e le Regioni (alle quali compete la materia sanitaria) non mostrano segni di vita.

L’IMPORTANZA DELLE MALATTIE NEUROLOGICHE

Eppure i disturbi neurologici nel mondo colpiscono quasi un miliardo di persone. Il morbo di Alzheimer, il Parkinson, la sclerosi multipla, l’ictus, la depressione, le dipendenze, i disturbi sensoriali hanno un impatto sociale notevole per i pazienti e per le loro famiglie a causa delle disabilità motorie, intellettuali e psicologiche che ne derivano. Gli incidenti cardiovascolari cerebrali sono la principale causa di disabilità negli adulti, prima ancora che la malattia di Parkinson che, comunque, colpisce due persone su mille. La depressione è la seconda malattia più comune nel mondo secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, e colpisce fino al 6% della popolazione nei paesi occidentali. La malattia di Alzheimer e le altre malattie neurodegenerative caratterizzate da invecchiamento precoce delle cellule nervose sono patologia in crescita esponenziale, considerato anche che viviamo più a lungo. In Italia chi nasce oggi ha un’aspettativa di vita fino a 79.8 anni per gli uomini, e fino a 84.8 anni per le donne. Due neonate di oggi su cento diventeranno centenarie. In Italia circa 600mila persone soffrono gli effetti terribili del convivere con la malattia di Alzheimer. E purtroppo, le statistiche lasciano prevedere che entro il 2020, questo numero sarà triplicato arrivando fino a 1,8 milioni. Già attualmente dopo gli 85 anni, due persone su dieci sono colpite da quel male. Eppure la Settimana del Cervello non sembra così importante per le nostre autorità.

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