Ridurre le allergie da pollinosi, il decalogo del Bambino Gesù

Si calcola che in Italia un milione e mezzo di giovani vivano con allergie nasali e pollinosi, e che almeno un milione siano gli under 18 affetti da asma

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Arriva la Primavera e con essa l’esplosione della natura, con i suoi colori ed i suoi profumi. Per tanti è una gioia dello spirito, ma per milioni di persone, soprattutto in età pediatrica, è anche un incubo per il proprio stato di salute. E’, infatti, tra marzo ed aprile che il fenomeno delle allergie subisce un’impennata e diventa un problema. In questo periodo, fino a luglio inoltrato, infatti, cipressi, mimose, ulivi, parietarie e graminacee rilasciano i loro pollini in grande quantità.

NE PUO’ SOFFRIRE UNA PERSONA SU CINQUE

In termini di effetti sulla popolazione, le allergie si posizionano ai primi posti come malattie croniche. Negli Usa riniti e asma sono la sesta causa di malattia e disabilità. In Italia, secondo il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, si stima una incidenza di allergia ai pollini tra il 10% ed il 20%, a seconda della regione e del periodo dell’anno ma va detto che le statistiche sono ferme al 2001 e che il trend sembra essere in crescita negli ultimi anni. All’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma si calcola che sia almeno di un milione e mezzo il numero di bambini e ragazzi con allergie nasali e pollinosi, e che almeno un milione siano i giovani sotto i 18 anni affetti da asma. Nel centro di Allergologia dell’ospedale ogni anno vengono trattati circa 8mila bambini e ragazzi, il 50% dei quali proprio per la pollinosi.

COME LIMITARE LE ALLERGIE DA POLLINOSI

Difendersi da questo male di stagione si può, a cominciare dai vaccini ma, poiché la iposensibilizzazione va affrontata per tutta la stagione, è bene evitare il contatto con i pollini per evitare di infiammare le mucose. Per questo motivo, dal Bambino Gesù è stato elaborato un decalogo di cose da fare per evitare o quanto meno evitare di respirare gli allergeni.

  1. Evitare in primavera i prati, i campi coltivati e i terreni incolti.
  2. Evitare, se possibile, nel periodo critico di andare o vivere in campagna. Evitare le gite nelle ore mattutine, soprattutto nei giorni di sole con vento e tempo secco.
  3. Scegliere le ferie preferibilmente nel periodo in cui sono più forti i disturbi, per recarsi al mare o in alta montagna. Ricordare che nelle medie altitudini (600-1000 metri) le stesse piante liberano i pollini circa un mese più tardi rispetto alla pianura.
  4. Evitare per le vacanze le zone di aperta campagna. Preferire per le passeggiate il sotto bosco dove, più difficilmente giunge il polline.
  5. In auto, se possibile, tenere i finestrini chiusi e accendere, dopo aver verificato la pulizia dei filtri, i sistemi di condizionamento.
  6. Nel periodo critico praticare sport preferibilmente in luoghi chiusi, palestre e piscine coperte.
  7. Non tagliare l’erba del prato nel periodo di malessere e non sostare nelle vicinanze quando altri tagliano, o hanno tagliato l’erba.
  8. Nel periodo critico evitare la bicicletta o il motorino. Possono essere utili mascherine a copertura di bocca e naso. Indossare occhiali da sole. Cappelli con visiera.
  9. Durante la stagione pollinica, cambiarsi i vestiti rientrando in casa, fare lavaggi endonasali, doccia e sciacquare il viso e i capelli.
  10. Evitare il contatto, con il fumo di tabacco e in quel periodo, anche con polveri o peli di animali domestici.

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