Allergia da nichel, allarme europeo

L'Efsa, agenzia europea per la sicurezza alimentare, avverte che l’intolleranza al nichel è pericolosa perché ha dimostrato abortività e gravi rischi per il feto

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NICHEL1L’intolleranza al nichel è pericolosa perché ha dimostrato in laboratorio abortività e gravi rischi per il feto. Pertanto la comunità scientifica è invitata caldamente a svolgere ricerche in tal senso sugli esseri umani. Sono le conclusioni dell’EFSA, Agenzia europea per la sicurezza alimentare, nell’ambito della ricerca “Scientific Opinion on the risks to public health related to the presence of nickel in food and drinking water” condotta dopo che ha ricevuto una richiesta da parte della Food Authority ellenica (EFET) per un parere scientifico sui rischi per la salute umana dalla presenza di nichel (Ni) negli alimenti, specialmente nelle verdure. Il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare (gruppo CONTAM) ha deciso di estendere la valutazione del rischio anche per l’acqua potabile.

NICHEL PERICOLOSO PER LA SOPRAVVIVENZA DEL FETO

La tossicità riproduttiva e dello sviluppo in animali da esperimento è stato parametro di riferimento come effetto critico per la valutazione degli effetti cronici di Ni. Una dose giornaliera tollerabile di 2,8 mg Ni / kg di peso corporeo al giorno è stata indicata come limite oltre il quale è stata dimostrato l’aborto fetale nei ratti. L’attuale esposizione alimentare al Ni solleva preoccupazione se si considera che mediamente il 95% di tutte le classi d’età subisce questa esposizione cronica. La dermatite da contatto sistemica (SCD) nelle persone Ni-sensibili dopo l’esposizione orale al Ni è stata scelta invece come elemento critico adatto per la valutazione degli effetti acuti di Ni. Nel complesso, il gruppo CONTAM ha concluso che “ai livelli attuali di esposizione alimentare acuta di Ni, vi è la preoccupazione che gli individui Ni-sensibili possono sviluppare reazioni cutanee eczematose violente”. Il gruppo CONTAM ha raccomandato “la necessità di studi in vivo per valutare la rilevanza umana degli effetti sulla riproduzione e sullo sviluppo osservati negli animali da esperimento e per ulteriori studi sull’assorbimento umano di nichel dal cibo, per esempio in combinazione con studi di dieta duplicati”.

TUTTO CIO’ CHE BISOGNA SAPERE SUL NICHEL

All’origine si chiamava allergia bottonosa perché compariva all’altezza dell’ombelico, nel punto di contatto dei “bottoni” metallici dei jeans sulla pelle. In altri casi, molto frequenti, la reazione infiammatoria avviene all’altezza delle cosce, dove le monete contenute nelle tasche sono a stretto contatto con l’epidermide. Poi se ne sono accertate le caratteristiche e si è documentato che quella sindrome può essere non solo da contatto (con bigiotteria, orologi in metallo ecc) ma anche sistemica, appunto la Sindrome da Allergia Sistemica al Nichel (SNAS). La patologia colpisce in genere più le donne che gli uomini e può comparire ad ogni età. Si calcola che rappresenti circa il 10% delle forme allergiche diagnosticate nella popolazione allergica.

Provoca reazioni allergiche al contatto (sia esterno che interno a causa di alimenti ricchi di Nichel). Non esiste una cura definitiva e non esiste un modo per eliminare definitivamente il Nichel dalla vita di un soggetto allergico, il che sarebbe anche dannoso. Alcuni pazienti affetti da Snas assumono antistaminici per alleviare i sintomi sempre sotto controllo medico (allergologo, dietologo). I sintomi con i quali questa intolleranza si manifesta possono essere svariati: dermatiti da contatto in varie zone del corpo, con arrossamento della cute, lacerazione, desquamazione, prurito e bruciore; emicrania; afte; cistite; tachicardia; crampi addominali, gonfiore addominale; perdita o aumento di peso; disfunzione intestinale (stipsi o diarrea); gastrite e colite; caduta di capelli; vertigini e giramenti di testa.

COSA EVITARE PER NON CORRERE RISCHI

Chi è sensibile al Nichel deve evitare assolutamente: cacao, pomodori, liquirizia e frutta secca (mandorle, arachidi, nocciole, ecc.), fegato, frutti di mare, crostacei, molluschi, aringhe, acciughe, farina integrale, farina di mais, avena, crusca, grano saraceno, miglio, lievito chimico in polvere. tè, bevande industriali, asparagi, funghi, cipolle, porri, spinaci, legumi, lattuga, sedano, cavoli, broccoli, pere, prugne, kiwi, frutti di bosco, uvetta, fichi, ananas, margarina, marzapane, pectina (che si trova nelle marmellate e nelle gelatine alimentari). Sono da consumare con moderazione: caffè, caffè d’orzo, cicoria, patate, carote, banane, albicocche.

I cibi in scatola (es. tonno in scatola, frutta sciroppata, cibi pronti) sono da evitare, come le bevande in lattina. L’acqua del rubinetto va lasciata scorrere per qualche minuto per evitare i residui di nichel delle tubature. Il nichel si trova anche nell’acciaio inossidabile: quindi le stoviglie da cucina dovrebbero essere in vetro, ceramica o acciaio inox garantito senza nichel. I cosmetici e molti detersivi (saponi, shampoo, creme, smalto per unghie, tinture per capelli, make-up) possono contenere nichel.

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